La proposta di Micocca Design: usare i rifiuti per creare nuovi oggetti con le stampanti 3D

Gino Cerminara, Marco Amato e Mikael Raimondo sono i protagonisti di questo progetto

28 settembre 2017 | di Paolo Bellosta
Micocca Design: design e ambiente
Micocca Design al Salone

Abbiamo parlato a più riprese dell’inquinamento provocato dalla plastica e le ultime indagini redatte da Legambiente hanno segnalato un netto aumento di questo materiale nel Mediterraneo. E non parliamo solo di bottigliette o di sacchetti lasciati sulla battigia o addirittura abbandonati in acqua. Spesso, infatti, la plastica si presenta sottoforma di microrifiuti, scarti che possono essere invisibili ai nostri occhi ma che si rivelano spesso mortali per la fauna marina.

Negli ultimi anni sono state molte le campagne di sensibilizzazione, come pure le iniziative finalizzate allo smaltimento e al riutilizzo di questo agente inquinante. In questo senso ci ha colpito l’iniziativa nata a Genova grazie alla passione di tre intraprendenti architetti: stiamo parlando di Micocca Design.

Micocca Design al Salone Nautico: ecco di cosa si tratta

Abbiamo scoperto il tutto in maniera inaspettata, al Salone Nautico ci siamo imbattutti quasi per caso allo stand di Micocca Design ma, incuriositi dal progetto, abbiamo subito chiesto qualche informazione in più.

L’iniziativa ruota attorno al concetto di sostenibilità ambientale e riutilizzo di rifiuti per creare, mediante la stampa 3D, qualcosa di nuovo e di appetibile dal punto di vista commerciale. I fondatori di Micocca Design, Gino Cerminara, Marco Amato e Mikael Raimondo, sono entrati in contatto con Amiu, ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Genova, per proporre un progetto finalizzato al riutilizzo degli scarti. Infatti dalla plastica tritata si possono ottenere dei filamenti utilizzabili dalle stampanti 3D e quindi sfruttare il materiale per creare qualcosa di nuovo, ad esempio gadget, monili e orecchini.

La start-up è partita nel 2017. Il PLA, il materiale più usato, è una bioplastica biodegradabile ottenuta dall’amido che può essere riutilizzata praticamente all’infinito. Gli oggetti che si possono realizzare mediante la tecnica 3D sono di diversa natura ma la cosa importante è capire l’immensa potenzialita della macchina e i possibili impieghi di quest’ultima.

Al Salone Nautico le creazioni griffate Micocca Design hanno incuriosito tutti. Va inoltre sottolineato che questi ragazzi hanno collaborato con Ucina per racccogliere fondi da devolvere all’Istituto Giannina Gaslini di Genova: un motivo in più per seguire e sostenere il loro interessante progetto.

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Paolo Bellosta

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