“Dieci fiumi e un oceano” per denunciare l’invasione della plastica

Dal Gange al Niger, dal Mekong al Nilo: la crociata a remi di Alex Bellini sui corsi d’acqua più inquinati del pianeta

17 Marzo 2021 | di Riccardo Bottazzo

“Ciao, mi chiamo Alex e sono un avventuriero”. Così si presenta Alex Bellini, classe ’78, di professione, leggiamo sempre nel suo blog, “mental training” e “personal coaching”. “Tutti noi – spiega Alex – possediamo le risorse necessarie per fare cose apparentemente impossibili nella nostra vita. Basta solo allenarle o riscoprirle. E trovare la strada per praticarle”. 

Un strada che Alex ha imboccato sin da piccolo, quando si arrampicava sulle aspre montagne di quel piccolo paese alpino dove è nato. Poi la sua vita è stata tutta un susseguirsi di avventure. Avventure che lo hanno portato a camminare sulle strade di tutti i continenti e a navigare, per lo più a remi, nei mari e nei fiumi di tutto il mondo. Ricordiamo solo i 33 mila chilometri percorsi a remi nell’oceano Pacifico tra Lima e Sidney, per esempio. Oppure la maratona di 70 giorni e 5 mila e 300 chilometri da Los Angeles a New York. O l’attraversamento del più grande ghiacciaio d’Europa, il Vatnajokull in Islanda, su una slitta.

Tutte avventure che Alex ha vissuto come un percorso di consapevolezza interiore che lo hanno avvicinato all’ambientalismo. Perché imparando a conoscere se stessi, si impara a conoscere, e ad amare, anche questa terra su cui viviamo. E così l’ultima avventura partorita dalla fervida immaginazione di Alex Bellini è una campagna di sensibilizzazione sul problema della plastica che sta asfissiando il pianeta, cominciando dai mari e dai fiumi. 

L’avventuriero Alex Bellini

Il progetto si chiama “10 fiumi e un oceano” e l’immancabile hashtag a sostegno è #weareallinthesameboat. Siamo tutti nella stessa barca. “Navigherò lungo i dieci fiumi più inquinati dalle plastiche del pianeta – ha raccontato Alex alla partenza – in zattere a remi che realizzerò secondo le usanze della gente del luogo e con materiali di riciclo. Documenterò le condizioni di questi corsi d’acqua raccogliendo campioni per l’Università di Padova”. 

I fiumi sono il Gange, Niger, Nilo, Indo, Amur, Hai He, Mekong, Fiume Giallo, Yangtze, Zhu Jiang. L’oceano in questione è naturalmente il Pacifico. E la meta finale, da raggiungere sempre a remi, è il Pacific Garbage Patch, l’isola artificiale, in continua crescita, dove le correnti hanno radunato quasi 100 mila tonnellate di rifiuti plastici. 

Purtroppo però l’avventura di Alex, cominciata nel marzo del 2019 con  la risalita del Gange e proseguita nella torbide acque dello Zhu Jiang, meglio noto col nome di fiume delle Perle, si è interrotta per la pandemia proprio quando il nostro vogatore solitario stava per avventurarsi sul Nilo.

In attesa di poter ritornare a vogare sui corsi d’acqua e completare il progetto “10 fiumi e un oceano”, il nostro ambientalista sta già pensando alla sua prossima avventura: andare a vivere su un iceberg staccatosi dalla calotta polare per testimoniare l’urgenza di contrastare i cambiamenti climatici. “Dobbiamo renderci conto che il futuro non è una mera continuazione del presente – ha dichiarato in un’intervista al Corriere – ma le conseguenze delle scelte che facciamo ogni giorno”. 

 

Le immagini sono tratte dal blog di Alex Bellini e dal sito del progetto “10 fiumi un oceano”

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