Goletta Verde in Liguria: “fortemente inquinate” le foci di torrenti e fiumi

Le zone più colpite dall'inquinamento microbiologico sono i canali e le foci, a causa dell'insufficiente depurazione dei reflui urbani e della presenza di scarichi illegali

16 agosto 2019 | di Manuela Sciandra

Goletta Verde, storica campagna di Legambiente volta al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, ha appena reso noto l’esito del monitoraggio effettuato dai suoi tecnici lungo le coste della Liguria, in cui si attesta che 4 punti sui 23 campionati risultano “fortemente inquinati“.

Le zone più colpite da questo inquinamento microbiologico sono i canali e le foci, a causa dell’insufficiente depurazione dei reflui urbani e della presenza di scarichi illegali, come nel caso delle foci dei torrenti Maremola, Nervi ed Entella e del Rio Corniglia.

“Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi -ha dichiarato Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde- l’obiettivo di Goletta Verde è quello di restituire un’istantanea utile ad evidenziare la presenza di casi cronici nei confronti dei quali urge prendere provvedimenti per non incorrere in ripetute e ulteriori sanzioni da parte dell’Unione Europea. Basti pensare che la Commissione Europea ha già condannato il nostro Paese a pagare una multa di 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma”.

“Quella della scarsa o assente depurazione -ha concluso Sabbadin- è diventata ormai un’emergenza che qualche mese fa è costata all’Italia un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia. Senza contare che con i soldi impiegati per pagare le multe comminate dalla UE nei confronti del nostro Paese, potremmo fare investimenti per potenziare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.

Il monitoraggio di Legambiente ha preso in considerazione i punti a “maggior rischio” di contaminazione batterica, individuati dalle segnalazioni sia dei circoli di Legambiente, sia degli stessi cittadini (attraverso il servizio “SOS Goletta”), quali foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali, che spesso riescono ad arrivare fino al mare.

Basandosi su parametri microbiologici (Enterococchi intestinali ed Escherichia coli), vengono definiti “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

In provincia di Imperia sono stati monitorati 6 punti, tutti risultati “entro i limiti”: la foce del fiume Roja e la spiaggia presso la foce del torrente Nervia (Ventimiglia), la spiaggia vicino alla foce del Rio Crosio (Ospedaletti), la spiaggia di fronte al torrente San Romolo (Sanremo, in località Centro di Sanremo), la foce del torrente Argentina (Taggia, in località Arma di Taggia) e la spiaggia presso via delle Magnolie (Diano Marina, in località Borgo Paradiso).

In provincia di Savona, invece, sono stati analizzati 5 punti, uno dei quali è risultato “fortemente inquinato”, ovvero la foce del torrente Maremola (Pietra Ligure), mentre gli altri sono stati classificati “entro i limiti”: la spiaggia vicino alla foce del fiume Centa (Albenga), la spiaggia presso lo sbocco del canale sul lungomare Diaz n.161 (Ceriale), la spiaggia in prossimità della foce del fiume Pora (Finale Ligure) e la foce del torrente Quiliano (Savona, in località Quiliano).

In provincia di Genova sono stati effettuati 5 prelievi, di cui due risultati “fortemente inquinati”, in mare di fronte alla foce del torrente Nervi (Genova, in località Nervi) e la foce del torrente Entella (tra Chiavari e Lavagna), gli altri “entro i limiti”: la spiaggia di fronte a Rio Poggio (Bogliasco), in mare di fronte alla foce del torrente Recco (Recco), in mare di fronte a Rio San Siro (Santa Margherita Ligure).

Infine, in provincia di La Spezia, su 7 campionamenti è risultato “fortemente inquinato” solo quello alla foce del Rio Corniglia (Vernazza, in località Corniglia). Gli altri punti si sono rivelati “entro i limiti”: la spiaggia di fronte alla foce del Rio Castagnola (tra Deiva Marina e Framura), la spiaggia presso la foce del canale sotto le scalette della spiaggia Venere Azzura (Lerici), la spiaggia di fronte al canale a Sarzana (in località Marinella), la spiaggia Fiumaretta (Ameglia, in località Fiumaretta), la spiaggia di fronte alla foce del canale Piazza Garibaldi (Monterosso al Mare) e in mare presso lo scarico sotto al Belvedere (Riomaggiore, in località Manarola).

“Anche quest’anno -ha sottolineato Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria- i torrenti Maremola ed Entella si confermano malati cronici, a causa dell’elevata presenza di cariche batteriche, oltre i limiti di legge, confermando come nella nostra regione vi siano ancora fogne non depurate, scarichi abusivi, infrastrutture depurative vetuste che rischiano di compromettere la qualità del mare, con gravi rischi non soltanto per l’ecosistema marino ma anche per la salute dei bagnanti”.

“Come ogni anno -ha aggiunto Grammatico- per questi casi limite torniamo a sollecitare gli amministratori a condurre analisi supplettive per comprendere l’origine del problema e risolverlo. In estate, ormai, non solo le località costiere ma anche quelle dell’entroterra subiscono un carico antropico maggiore rispetto a quello invernale, che incide sulla qualità degli scarichi e di conseguenza sulla rete infrastrutturale di raccolta delle acque. In maniera puntuale, segnaliamo da tanti anni i superamenti dei parametri di legge ma, purtroppo, l’inerzia la fa da padrone senza portare a risolvere il problema”.

Inoltre, persistono criticità riguardanti i cartelli informativi rivolti ai cittadini, che hanno lo scopo di divulgare la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Pur essendo obbligatori da anni, infatti, spesso non sono presenti. Basti pensare che tra i 23 punti monitorati solo 6 erano a norma.

Goletta Verde Liguria - foto conferenza (2)Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché, anche quest’anno, il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) affianca come partner principale le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente.

“La nostra -ha affermato Paolo Tomasi, presidente di CONOU- è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo. Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese“.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno dei partner principali CONOU e Novamont e dei partner sostenitori Assovetro-Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.

Qui la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

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