Guardia Costiera e Istituto Tethys insieme per proteggere i mammiferi marini del Santuario Pelagos

Firmato un accordo a Sanremo, durante un convegno che ha visto anche la presentazione della seconda campagna “Cetacei, FAI attenzione!”

11 marzo 2019 | di Giuseppe Orrù
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A "Sanremo in fiore" anche un carro dedicato alla Guardia Costiera

Sabato 9 marzo, alla presenza del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, ammiraglio Giovanni Pettorino, è stato firmato a Sanremo il protocollo d’intesa tra la Guardia Costiera e l’Istituto Tethys, organizzazione senza fini di lucro che si dedica alla conservazione dell’ambiente marino, a sigillo di un impegno comune in materia di sensibilizzazione ed educazione alla tutela dell’ambiente. A firmare per l’Istituto Tethys c’era la biologa marina Sabina Airoldi.

Il progetto, che ha preso il via già lo scorso anno con la campagna “Cetacei, FAI attenzione!”, prevede la promozione di studi e ricerche scientifiche sull’ambiente marino e costiero, la diffusione di comportamenti virtuosi (best practice) e la valorizzazione di tematiche di sostenibilità, tutela, valorizzazione ambientale, oltre alla difesa del mare e delle sue risorse.

La Guardia Costiera, con la Nave Corsi, pattugliatore d’altura della “classe Fiorillo” impegnato in molteplici compiti operativi, dalla ricerca e soccorso all’antinquinamento, dalla vigilanza sulla pesca al controllo del traffico marittimo, fino alla polizia marittima, è stata anche tra i protagonisti di “Sanremo in fiore“, la celebre sfilata di carri floreali dedicata quest’anno al Santuario Pelagos.

La visita sulla Nave Corsi ha registrato una presenza a bordo di oltre 500 persone che sono accorse per conoscere le diverse attività svolte dal pattugliatore, in particolare quelle rivolte alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente marino costiero. L’unità è stata dunque aperta per l’occasione alle scuole e alla cittadinanza, per parlare di tutela e salvaguardia dell’ambiente marino con l’Istituto Tethys.

Nel pomeriggio di sabato 9 marzo si è poi tenuta, alla presenza di istituzioni ed esperti in tema ambientale, la conferenza dal titolo “Santuario Pelagos: un mare da amare”, organizzata dall’Istituto Tethys, dalla Guardia Costiera e dal Comune di Sanremo. Obiettivo dell’incontro, tutelare il mare e la sua biodiversità, promuovendo un modello sostenibile di turismo e di crescita economica del territorio, attraverso un sistema di condivisione, collaborazione e creazione di reti virtuose che rafforzino i rapporti già esistenti tra i diversi stakeholder del mare.

“La tutela dell’ambiente marino –ha affermato l’ammiraglio Giovanni Pettorino è uno dei compiti principali che la Guardia Costiera svolge, alle dirette dipendenze del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con uomini e donne specializzati in materia. Proprio un momento di confronto e condivisione come questo, tra istituzioni, esperti e ricercatori, ci offre la possibilità di affrontare da diversi punti di vista la tematica e trovare soluzioni concrete per una maggiore sostenibilità ambientale, trovando il giusto equilibrio tra fruibilità e tutela dell’ambiente marino”.

“Proprio in questi giorni -ha ricordato il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto-  stiamo lanciando, su mandato del Ministero dell’Ambiente, una campagna di comunicazione e di educazione ambientale in materia di lotta alla dispersione delle microplastiche in mare, dal nome PlasticFreeGC.

Sull’importanza della salvaguardia dei mammiferi marini e dell’ambiente in cui vivono, concorda l’ammiraglio Aurelio Caligiore, capo reparto ambientale marino della Guardia Costiera, che ha commentato: “Per tutti i Comuni aderenti alla Carta di partenariato l’impegno comune da perseguire per una maggiore tutela del Santuario dei mammiferi marini è quello di cooperare in sinergia, coinvolgendo i partner territoriali e le istituzioni del Pelagos, allo scopo di valorizzare un patrimonio naturalistico che ha la capacità di catalizzare risorse ambientali, culturali e di sviluppo economico per il territorio“.

 

Giuseppe Orrù

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