Avvisti un cetaceo nei nostri mari? Per aiutare la ricerca basta inviare una foto o un video all’Istituto Tethys

Il progetto “Cetacei, Fai attenzione” propone un esempio di ricerca e di citizen science per proteggere balene e delfini. Dopo la ripresa col cellulare basta uno sforzo in più: inviarla ai ricercatori. Ecco come fare

15 luglio 2018 | di Giuseppe Orrù
Stenella striata
Stenella striata

Se avvistate e fotografate un cetaceo, inviate le immagini ai ricercatori. È la scienza che ve lo chiede. Sta, infatti, entrando sempre di più nella fase operativa il progetto “Cetacei, Fai attenzione”, per la salvaguardia delle balene e dei delfini del Santuario Pelagos, grazie al censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano.

L’attività scientifica è condotta dall’Istituto Tethys, con la collaborazione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, come ha raccontato Liguria Nautica in questo articolo.

Il ruolo dei diportisti

Ora è giunto il momento che anche i diportisti e chiunque va per mare faccia la sua parte. A chi incontra cetacei si chiede di fornire all’Istituto Tethys una foto o un breve video e alcuni dati sull’avvistamento, come ora, posizione e numero di animali visti, attraverso il sito dell’iniziativa.

Il sito è progettato per essere consultabile e accogliere le segnalazioni anche tramite cellulare o tablet, che finiranno su delle mappe che verranno presentate a settembre, durante una conferenza stampa al Salone Nautico di Genova.

“A tutti i diportisti –è l’appello di Sabina Airoldi, biologa dell’Istituto Tethys- chiediamo un contributo importante, fattivo e reale per lo studio e la conservazione dei cetacei. Ora è il momento che ognuno passi al fare. Fare attenzione ai cetacei in mare, fare attenzione a come ci si comporta con loro e fare qualcosa per loro, inviandoci le foto o le riprese e compilando la breve scheda proposta dal sito. Ognuno ha un telefonino in barca: se vedete un cetaceo, oltre a condividere le foto o i video sui social, inviateli anche a noi”.

Questo piccolo gesto a portata di telefonino diventerà un dato importante per la scienza. “In questo modo  -ha spiegato Airoldi- restituiamo indietro qualcosa al mare, da cui troppo spesso prendiamo e basta e diamo un contributo alla ricerca. Siamo in un momento storico in cui ognuno deve dare il suo contributo all’ambiente e al mare. A fine estate verranno poi realizzate delle mappe con tutte le segnalazioni che ci sono state inviate dai diportisti”.

Il vademecum

Nelle scorse settimane sono stati posizionati mille manifesti lungo tutta la costa italiana per spiegare l’iniziativa. Nel poster si trovano anche i comportamenti da tenere in caso di avvistamento. Il primo poster è stato affisso a Portosole, porto turistico di Sanremo, che, oltre ad essere un partner del progetto, è uno dei main sponsor delle attività di ricerca nel Santuario dei Cetacei e da una trentina di anni ospita le imbarcazioni dell’Istituto Tethys nelle sue banchine.

Cosa fare in caso di avvistamento

Se da bordo ci si accorge della presenza di un delfino o di una balena, bisogna tenere una distanza di almeno 300 metri, procedendo con una rotta parallela a quella dell’animale, senza avvicinarsi né da davanti né da dietro, perché l’animale avrebbe la sensazione di essere seguito. Se la distanza è di 100 metri occorre mettere il motore in folle.

È importante spegnere ecoscandagli e fishfinder, perché potrebbero interferire con le comunicazioni dei cetacei e dividere i piccoli dalle madri. Se dovessero essere loro ad avvicinarsi, non tentare di toccarli, perché potrebbe essere pericoloso per voi e per gli animali (potreste ferirli) e non date loro nulla da mangiare: balene e delfini, infatti, si cibano solo di alcune prede vive e tutto il resto potrebbe essere dannoso. Non entrate in acqua: non è sicuro per voi e potreste disturbarli. Infine non puntare mai verso il gruppo per far venire i delfini sulla prua: se si sentiranno sicuri saranno loro a farlo.

 

Giuseppe Orrù

 

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