I delfini si chiamano per nome: la sorprendente scoperta di un gruppo di ricercatori in Australia

Dal 2016 è in corso uno studio per comprendere ancora meglio le meccaniche di interazione dei nostri amici delfini, in particolare del Tursiops aduncus

12 Luglio 2021 | di Paolo Ponga
delfini - Tursiops_aduncus,_Port_River,_Adelaide,_Australia_-_2003 wikipedia
Tursiops aduncus

Ci sono alcuni luoghi al mondo che qualsiasi subacqueo sogna di visitare e farebbe follie per farlo. Uno dei più straordinari e meno conosciuti in Italia è la “Baia degli Squali“, una località situata nella regione di Gascoyne, nella Western Australia, a circa 800 km a nord di Perth, nel punto più occidentale del continente.

L’area della baia copre una superficie enorme (pari a quella del Galles) e fu probabilmente il primo approdo degli europei all’inizio del Seicento. Il nome le venne dato nel 1699 per la grande presenza di squali nelle sue acque ma è straordinaria la varietà animale marina e terrestre in loco, tanto da essere divenuta Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e quindi area protetta.

Questo vasto territorio è abitato solo da un migliaio di persone, compresi i molti biologi che qui possono studiare la vita e il comportamento animale non modificato dall’uomo, utilizzando spesso strumentazioni hi-tech. Dal 2016, ad esempio, è in corso uno studio effettuato grazie a microfoni sottomarini, telecamere e droni, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su sciencemag.org.

L’obiettivo? Comprendere ancora meglio le meccaniche di interazione dei nostri amici delfini, in particolare del Tursiops aduncus, il delfino tursiope dell’Indo-Pacifico, che qui vive stanziale. Il risultato principale dello studio è stato la scoperta che i delfini imparano i nomi dei loro più stretti alleati.

Spieghiamoci meglio. I delfini imparano dalla madre a emettere un loro fischio distintivo, diverso per ogni animale, che in pratica diventa il loro nome. La scoperta incredibile è che i delfini riconoscono i nomi di oltre una dozzina di individui, con i quali formano una squadra cooperativa.

In realtà, esistono diversi tipi di “squadre”. I delfini maschi, in genere, cooperano in coppia o in trio in quella che viene definita “alleanza di primo ordine“, nella quale lavorano insieme allo scopo di accaparrarsi una femmina fertile. Questi piccoli gruppi si aggregano poi in “alleanze di secondo ordine” composte generalmente da 14 individui, allo scopo di difendere le femmine dall’assalto di gruppi rivali. Queste squadre rimangono insieme tutta la vita, formando una solida esperienza cooperativa nel combattere gli aggressori e nel difendere così le femmine.

Nell’ambito di questo straordinario studio i ricercatori hanno dimostrato che i delfini maschi sono in grado di riconoscere perfettamente gli “amici” dal loro fischio distintivo e di accorrere dall’individuo giusto che ha lanciato il richiamo.

Stephanie King, l’autrice responsabile della ricerca, ha sottolineato come il risultato dello studio fosse “sorprendente”. “Nel 90% degli esperimenti – ha spiegato – i delfini che hanno sentito i fischi dei membri dell’alleanza di secondo ordine si sono rivolti immediatamente verso l’oratore. Ciò potrebbe significare che i delfini hanno un concetto sociale di appartenenza a una squadra simile a quello umano, basato però sul precedente investimento cooperativo di un individuo, piuttosto che su una forma di amicizia”.

Si parla, quindi, di cooperazione di un team, non di una società gerarchica soggetta a un leader, un maschio alpha, come nei branchi di lupi. E sebbene gli studi abbiano evidenziato solo le modalità di comunicazione dei delfini maschi, anche le femmine fischiano. Di cosa staranno parlando? No, non fatemi fare battute.

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