Il cestino del mare “SeaBin” entra in funzione anche nel porto di Genova

Il dispostivo per la raccolta dei rifiuti galleggianti è stato installlato a Ponte Paleocapa

20 maggio 2019 | di Andrea Carozzi
Seabin è entrato in funzione nello specchio acqueo antistante la banchina d’ormeggio di SAAR Depositi Portuali di Ponte Paleocapa

SeaBin, il dispositivo per la raccolta dei rifiuti galleggianti, definito anche “cestino dei mari”, è finalmente entrato in funzione anche nel porto commerciale di Genova, nello specchio acqueo antistante la banchina d’ormeggio di SAAR Depositi Portuali di Ponte Paleocapa.

Si tratta del primo dispositivo installato all’interno del porto del capoluogo ligure, autofinanziato interamente da SAAR Depositi Portuali S.p.A. ed uno dei primi presenti in Liguria (ad oggi sono attivi dispositivi SeaBin nella Marina del Porto di Varazze, presso il Galata Museo del Mare di Genova, nella Marina di Sestri Ponente e a Portofino, come vi abbiamo raccontato in questo articolo).

La capacità di raccolta di uno di questi cestini dei mari è notevole, pari ad oltre 90.000 sacchetti di plastica o 16.000 bottiglie di plastica in un anno. Inoltre, il dispositivo riesce a catturare le microplastiche e le microfibre, ossia tutti quei rifiuti in galleggiamento di piccole dimensioni (fino a 2 millimetri) temibili per gli effetti su gran parte delle specie ittiche.

“Il problema dell’inquinamento marino da plastiche e microplastiche -spiega Mario Ferrero, manager di SAAR Depositi Portuali Spa- rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi a livello mondiale, considerando l’impatto nel tempo sulla flora, la fauna, gli ecosistemi e non ultimo sulla salute umana “.

“Il nostro impegno nei confronti delle tematiche ambientali e della sostenibilità -sottolinea Ferrero- si è tradotto quest’anno in un’iniziativa che crediamo importante, non solo dal punto di vista del contributo concreto alla gestione del tema, ma soprattutto in termini di esempio e di sensibilizzazione.

“L’installazione è stata particolarmente complessa -precisa il manager di SAAR Depositi Portuali Spa- perché avendo una banchina molto alta si è dovuta realizzare una piattaforma galleggiante in supporto al dispositivo, necessaria anche per permettere al personale di lavorare in sicurezza. L’auspicio è che anche altri operatori seguano il nostro esempio”.

Seabin è un’apparecchiatura brevettata da due surfisti australiani, prodotta e commercializzata da Poralu Marine, utilizzata per il recupero continuo dei rifiuti galleggianti, in particolare delle plastiche e delle microplastiche presenti negli specchi acquei delle aree portuali.

“Secondo il report del 2018 -ricorda Mirko Bonaldi, responsabile del progetto per l’Alto Tirrenoogni SeaBin ha raccolto 3.9 kg di detriti al giorno, pari a 1.4 tonnellate l’anno. In Liguria ad oggi il numero di Seabin operativi è ancora limitato, ma stiamo ricevendo molte richieste di informazioni per future installazioni”.

“La collaborazione con SAAR Depositi Portuali S.p.A -commenta Bonaldi- è stata particolarmente positiva, abbiamo trovato un’organizzazione attenta e motivata, nonostante la complessità della realizzazione che abbiamo affrontato”.

SeaBin -conclude il responsabile del progetto per l’Alto Tirrenoè un dispositivo interessante perché, oltre a raccogliere rifiuti ci consente di registrare i dati sulla quantità e tipologia di detriti in modo da spingere la ricerca a trovare una soluzione al problema dell’inquinamento dei mari”.

 

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