Il favoloso Mola Mola e i suoi piccoli

Il Mola Mola o pesce luna è il pesce osseo più grande del mondo e può deporre fino a 1.500.000 uova per volta

15 Settembre 2020 | di Liguria Nautica
Mola Mola, pesce luna - Mola Mola wikipedia
Il Mola Mola o pesce luna

Sapete cos’è un Mola Mola? Forse qualcuno ne ha sentito parlare ma sicuramente tutti ne conoscono il nome comune italiano e hanno avuto modo di vedere delle sue fotografie, se non proprio l’animale dal vivo: sto parlando del pesce luna. Questo fantastico animale vive praticamente in tutte le acque tropicali e temperate del mondo, compreso il Mediterraneo.

Sott’acqua è possibile incontrarlo vicino ai relitti ma, anche andando in barca, vi potrebbe essere capitato di vedere la sua pinna dorsale e confonderla con quella di uno squalo. D’estate, infatti, ama venire in superficie e sdraiarsi su un lato a prendere un po’ di sole: ecco perché nei Paesi di lingua inglese è chiamato “sunfish”, pesce sole.

Altri nomi derivano dalla sua forma bizzarra, che ricorda una specie di pancake. Per i Romani, ad esempio, ricordava la ruota di una macina per il grano, la “mola” appunto, mentre in Germania ha il nome comune di “schwimmender Kopf”, testa galleggiante.

Questo incredibile pesce ha infatti la forma di una testa senza coda, con le due pinne triangolari dorsale e caudale che usa come dei remi e una specie di pinna pseudo-codale ondulata, chiamata clavus. I denti sono uniti a formare un becco e la pelle è molto spessa (fino a 15 cm) e ricca di batteri e microrganismi che possono formare della bioluminescenza. Un pesce a forma di testa che prende il sole e di notte si illumina. La natura è pazzesca.

Un’altra caratteristica sono le sue dimensioni. Il pesce luna è il pesce osseo più grande del mondo: sembra possa raggiungere i 4 metri d’altezza e i 3 di lunghezza, per un peso superiore alle 2 tonnellate. Curioso e buonissimo (è assolutamente innocuo), si ciba di plancton, piccoli pesci e meduse e può raggiungere i 100 anni d’età.

Chi lo ha incontrato sott’acqua conosce il suo comportamento: si avvicina da dietro pensando di non essere visto, poi improvvisamente scappa via, fino a quando cede di nuovo alla curiosità e torna per osservarci, strani pesci che fanno le bolle.

Questi suoi tratti lo hanno chiaramente portato ad essere classificato tra le specie “vulnerabili”. Non era possibile altrimenti, vista la pesca indiscriminata e la sua natura mansueta. I ricercatori hanno così cominciato a studiare meglio il genere Molidae a cui appartiene: sono 5 specie racchiuse in 3 famiglie, tutte con caratteristiche abbastanza simili.

Una delle particolarità è il sistema riproduttivo. La femmina depone infatti fino a 1.500.000 uova per volta e le larve hanno una dimensione di appena 2/3 millimetri: nella loro vita cresceranno quindi di 1000 volte per diventare adulti!

Appaiono chiare dunque le difficoltà che hanno gli studiosi per identificare le larve, studiarle e attribuirle alla specie corretta. Un grosso passo avanti è stato fatto da alcuni ricercatori australiani, che nel 2017 sono riusciti a raccogliere nel Nuovo Galles del Sud (Australia sud-orientale) delle larve di pesce luna lunghe solo 5 mm.

Rimuovendo da qualcuna di esse delle piccole parti per un sequenziamento genetico, sono riusciti a minimizzare il danno all’animale e ad estrarre del Dna utilizzabile. Hanno poi confrontato i campioni genetici con quelli di esemplari adulti, trovando una corrispondenza con il Mola Ramsay o Alexandrini, una specie tipica dell’emisfero meridionale.

Dopo aver identificato geneticamente la corrispondenza, è iniziato un lavoro di verifica con gli altri campioni e le larve conservate presso l’Australian Museum e la Commonwealth Scientific and Industrial Organisation ad Hobart.

“Se vogliamo proteggere questi giganti del mare – spiega la ricercatrice Marianne Nyegaard dobbiamo comprendere tutto il loro ciclo di vita e questo implica la conoscenza dell’aspetto delle larve e la loro deposizione”. Ci auguriamo che queste ricerche possano dare una mano alla salvaguardia di questi magnifici animali, usciti direttamente da un libro di fantasia.

Paolo Ponga

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