In Australia scoperto il “mostro” di Ningaloo Reef: è la creatura più lunga del pianeta

Si tratta di un Sifonoforo del genere Apolemia, una specie simile alle meduse a spago, assolutamente innocua per l’uomo

4 Maggio 2020 | di Liguria Nautica
Ningaloo Sifonoforo - anello esterno del sifonoforo (photo Schmidt Ocean Institute)
Anello esterno del sifonoforo (photo Schmidt Ocean Institute)

Lungo la costa nordoccidentale dell’Australia c’è un territorio scarsamente antropizzato ed estremamente selvaggio. Quest’area, popolata dagli aborigeni da più di 30 mila anni, fu da loro chiamata “Ningaloo“, che nella lingua Wajarri significa all’incirca “alta scogliera che si avvicina al mare”.

In questa zona nel 1987 fu istituito dal governo australiano il Parco Marino di Ningaloo Reef e nel 2011, per salvaguardare la straordinaria biodiversità presente, l’Unesco decise di inserirla nella lista dei Patrimoni dell’Umanità per proteggerla dalle industrie petrolifere e di gas interessate ai giacimenti esistenti nel sottosuolo.

Il sito, che occupa una superficie di circa 7.050 km quadrati, con una barriera corallina lunga 260 km, ha una vita sottomarina pazzesca grazie alla presenza davvero sporadica dell’uomo: si contano 500 specie di pesci, 300 di coralli e 600 di molluschi. Oltre a questo, è famoso per la presenza degli squali balena, che tra marzo e giugno vengono qui a nutrirsi, e per il passaggio lungo le coste di delfini, dugonghi, mante e megattere durante i mesi invernali.

In passato i ricercatori hanno trovato diverse specie di spugne prima sconosciute ed un serpente marino che si credeva estinto. Ultimamente si è poi conclusa una campagna di ricerca organizzata dagli studiosi del Western Australian Museum, in collaborazione con Curtin University, Geoscience Australia, Scripps Institution of Oceanography e Schmidt Ocean Institute, durante la quale si è utilizzato un robot subacqueo per alte profondità, il ROV SuBastian, imbarcato sulla nave scientifica R/V Falkor. Durante il mese passato in mare, il ROV è sceso per 20 volte fino a 4500 metri di profondità, per un totale di 181 ore di esplorazione.

Nel corso della spedizione sono state registrate 30 nuove specie marine e tra queste “la creatura più lunga mai avvistata al mondo”. Si tratta di un Sifonoforo del genere Apolemia, una specie simile alle meduse a spago. I sifonofori sono un ordine di invertebrati marini della classe degli idrozoi: sono, in realtà, colonie di individui altamente specializzati con una spiccata differenziazione morfo-funzionale. Questo significa che alcuni di loro sono deputati alla riproduzione, altri all’ingerimento del cibo e alla sua digestione, altri ancora fungono da tentacoli.

La specie più conosciuta è la “Physalia Physalis”, la Caravella Portoghese, di cui molti avranno sentito parlare. Presente talvolta anche nel Mediterraneo, è un animale lungo circa 20 cm ma i cui tentacoli urticanti, velenosi ed estremamente pericolosi anche per l’uomo possono arrivare fino a 50 metri di lunghezza. La specie rinvenuta a Ningaloo, invece, è assolutamente innocua per l’uomo e solamente il suo anello esterno è lungo ben 46 metri, mentre si ipotizza che tutto l’animale possa superare i 120 metri di lunghezza: siamo ben oltre qualsiasi altra specie sul pianeta Terra che vive sopra o sotto la superficie delle acque.

“Ci sono così tante cose che non sappiamo del mare profondo – sottolinea Wendy Schmidt, co-fondatrice dello Schmidt Ocean Institute – e ci sono innumerevoli specie mai viste prima. Il nostro pianeta è profondamente interconnesso: ciò che accade nel mare profondo ha un impatto sulla vita terrestre e viceversa. Questa ricerca – spiega Schmidt – è fondamentale per far proseguire la nostra comprensione di tale connessione e l’importanza di proteggere questi fragili ecosistemi. I canyon sottomarini di Ningaloo sono solo una delle tante meraviglie sommerse che stiamo per scoprire e che possono aiutarci a capire meglio il nostro pianeta”.

Di seguito si può ammirare il meraviglioso filmato sulla spedizione.

Paolo Ponga

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