Lo squalo vegetariano che ribalta i luoghi comuni

Lo Sphyrna Tiburo ha particolarità uniche, alcune delle quali appena venute alla luce

27 Luglio 2021 | di Paolo Ponga

Pensate di sapere tutto sugli squali? Le ultime ricerche scientifiche vi stupiranno. Sapete, per esempio, che il Grande Squalo Bianco è di solito timido e riservato? Oppure che i pericolosi Leuca sono in grado di mutare la salinità del loro sangue e quindi vivere in acque salmastre o addirittura dolci come quelle dei fiumi o dei laghi? Ne sanno qualcosa gli sportivi che frequentano il Carbrook Golf Club in Australia: quando le palline finiscono nel laghetto, nessuno si tuffa a recuperarle a causa dei suoi scomodi abitanti, giunti qui per l’esondazione di un fiume.

Ma sicuramente non conoscerete la specie di squali più incredibile di tutte: lo Sphyrna Tiburo. Già il nome è particolare e viene in parte dal greco (sphyrna, con il significato di “martello”), in parte dallo spagnolo (tiburon, ovvero squalo). Si tratta di una specie per ora non ancora minacciata dall’uomo, che vive nell’Atlantico e nel Pacifico a temperature subtropicali superiori ai 21°C, per esempio nelle calde acque del Golfo del Messico, dove è particolarmente diffusa.

Gli esemplari adulti misurano tra i 60 e i 150 cm e sono assolutamente innocui per l’uomo. In lingua inglese, per la forma della testa, vengono chiamati “Bonnethead Shark” (letteralmente, testa di cofano) o “Shovelhead Shark” (testa di pala): sono infatti simili agli squali martello. Tuttavia, la posizione degli occhi consente loro una visione pazzesca a 360 gradi difficile da trovare nel regno animale, con un cervello per forza di cose adattato allo scopo. Sono animali vivipari e la femmina porta alla luce cucciolate fra i quattro e i dodici esemplari, lunghi una trentina di centimetri.

Questa specie ha particolarità uniche, alcune delle quali appena venute alla luce. Innanzitutto, è la sola a mostrare un evidente dimorfismo sessuale: le femmine sono nettamente più grandi dei maschi, con una forma della testa differente, ben distinguibile. Ricerche recentissime hanno poi dimostrato che usano i campi magnetici della Terra per compiere viaggi attraverso gli oceani di migliaia di chilometri, probabilmente allo scopo di raggiungere il luogo in cui sono nati.

I ricercatori hanno effettuato un esperimento su 20 esemplari simulando uno spostamento magnetico e osservando così il loro cambiamento di direzione: si comportavano come se fossero a centinaia di chilometri dalla loro posizione. Secondo gli autori dello studio, il campo magnetico terrestre funziona proprio come un GPS, consentendo loro di percorrere anche 20 mila chilometri in andata e ritorno dallo stesso punto di partenza.

L’ultima scoperta, che ha lasciato tutti a bocca aperta, è che questi squali sono onnivori. Anzi, per essere precisi, sono vegetariani ma amano anche i calamari, i gamberi, i molluschi e piccoli pesci, oltre ai granchi, che spezzano con un particolare movimento della bocca per poi succhiare la preda con l’esofago. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B., è partito dall’analisi delle abitudini alimentari degli squali e dalla constatazione che alcuni parevano consumare alghe e piante marine. Ma se all’inizio era opinione comune che l’ingestione di vegetali avvenisse in maniera casuale, il team guidato dalla biologa Samantha Leigh è arrivato poi a conclusioni completamente diverse.

Lo squalo Bonnethead ha infatti un sistema digestivo in grado di assimilare e assorbire i valori nutritivi delle piante acquatiche, rinvenute in una percentuale del 62% nello stomaco del primo esemplare analizzato. A questo punto i ricercatori hanno condotto un esperimento, tracciando i vegetali con un isotopo di carbonio per stabilire se gli animali avessero scelto le alghe in maniera consapevole. Da questo test è emerso che il 90% dell’alimentazione di questa specie è composta da vegetali, mentre il rimanente 10% è di origine animale, prevalentemente calamari.

Attraverso altre analisi il team ha poi confermato che questi squali assorbono perfettamente le sostanze nutritive dei vegetali: la verifica degli enzimi digestivi, con la presenza di alte concentrazioni di fibre vegetali e di carboidrati è stata l’ultima riprova. In effetti, questa scoperta cambia la nostra visione di questi animali, sempre considerati i carnivori apicali dei mari del mondo e spesso killer senza cervello. Vegetariani, invece, con la passione per crostacei, pesci e molluschi. Come mia moglie, in effetti.

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