Nuova Zelanda, un Paese impegnato nella salvaguardia delle balene

Dopo un passato da cacciatori, oggi i neozelandesi proteggono le balene di tutto il mondo

28 febbraio 2018 | di Ilaria Ugolini
Balena al largo di Kaikoura in Nuova Zelanda
Balena al largo di Kaikoura in Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda svolge un ruolo di primo piano nella salvaguardia delle balene di tutto il mondo e, più in generale, nella protezione dei mammiferi marini. Le sue isole subantartiche, infatti, si trovano lungo le rotte migratorie delle grandi balene verso l’Antartide e pertanto la loro tutela è un tema molto sentito a livello nazionale.

La caccia alle balene nella storia neozelandese

Le prime stazioni baleniere furono create nel sud del Paese alla fine degli anni ’20 e molti maori entrarono a far parte degli equipaggi delle navi baleniere europee. Nel 1839 circa 200 baleniere cacciavano nelle acque neozelandesi. Kororareka (oggi conosciuta come Russel) nella Bay of islands, divenne il più grande porto baleniero nell’emisfero meridionale. Ma dopo il 1840 il numero di balene nell’emisfero australe diminuì drasticamente e con esso il numero di navi.

Nel 1911 una stazione di caccia alle balene che utilizzava navi a vapore e una nuova tecnologia di arpioni esplosivi fu creata, nello Stretto di Tory, da una famiglia di immigrati italiani per la caccia delle megattere.

La caccia alle balene oggi

Decenni di caccia mal regolata hanno decimato la maggior parte delle grandi balene, solamente la piccola balena minke è ancora diffusa. Purtroppo, però, anche lei è  diventata bersaglio dei giapponesi per scopi cosiddetti “scientifici” e dei norvegesi nelle operazioni di caccia commerciale nell’Atlantico settentrionale. La carne di balena è uno degli alimenti più costosi al mondo. Basta pensare che la carne della balena minke viene venduta a Tokyo per circa 350 dollari neozelandesi al chilo (circa 207€ al chilo).

Oggi diversi Paesi consentono la caccia alle balene a popolazioni indigene che vivono nelle regioni artiche dell’Alaska, della Siberia e della Groenlandia, ad esclusivo uso di sussistenza ed a condizione  che la caccia annuale non impedisca il recupero delle popolazioni.

Per stabilire i limiti di una caccia sostenibile, il numero di balene rimosse deve essere bilanciato dal numero di balenotteri nati ma è molto difficile raccogliere informazioni affidabili su popolazioni e tassi di crescita delle varie specie. Altre questioni riguardanti le balene vengono affrontate in occasione di frequenti seminari scientifici che trattano temi quali lo studio sulle popolazioni, gli inquinanti chimici, i cambiamenti climatici e la riduzione dell’ozono.

La Nuova Zelanda leader della protezione delle balene

La Nuova Zelanda è stata uno dei membri fondatori della International Whaling Commission (IWC), creata nel 1946 per salvaguardare le balene di tutto il mondo. Ne uscì nel 1969 per poi rientrarci nel 1976 ed oggi è considerata uno dei più fedeli sostenitori della causa.

Nel 1982 l’IWC ha votato una moratoria sulla caccia commerciale alla balena che è entrata in vigore nel 1986 ma alla quale la Norvegia non è tuttora vincolata. L’IWC sta attualmente sviluppando una procedura da utilizzare per calcolare i limiti di cattura per i cacciatori commerciali, qualora la moratoria dovesse essere revocata.

Oggi tutti i mammiferi marini della zona economica esclusiva della Nuova Zelanda, a 200 miglia nautiche, sono salvaguardati dalla legge sulla protezione dei mammiferi marini ed il Paese è riconosciuto come leader mondiale in materia. Oggi in Nuova Zelanda le balene sono cacciate solo dalle macchine fotografiche. A Kaikoura, sulla costa nord-orientale dell’Isola del Sud, il turismo si basa proprio sul whale watching, che ogni anno attira migliaia di visitatori.

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