Sono quattro e attratte dal pesce. Le orche di Genova non vogliono lasciare il porto. I biologi: “Non disturbatele”

Nuovo sopralluogo dei biologi dell’Acquario di Genova e della Guardia Costiera per monitorare la presenza dei cetacei all’ingresso del porto di Voltri – Prà. I mammiferi probabilmente attratti dall’abbondanza di pesce

3 dicembre 2019 | di Giuseppe Orrù

E così si scoprì che le “orche di Genova” non sono tre ma bensì quattro. E, soprattutto, che sono molto “golose”. Proprio l’abbondanza di pesce all’ingresso del porto di Genova Voltri-Prà potrebbe essere l’elemento che ha prima richiamato e che ora continua a trattenere i cetacei protagonisti del clamoroso avvistamento da parte di un diportista, che ormai stanno diventando una vera e propria attrazione.

Gli esperti dell’Acquario di Genova e della Fondazione Acquario di Genova Onlus si sono recati sul posto con il supporto della Guardia Costiera e del Nucleo subacqueo della Guardia Costiera per monitorare il gruppo di orche (Orcinus orca) avvistato già nel pomeriggio di domenica. Il gruppo di animali è composto da quattro esemplari: un maschio adulto, un cucciolo, probabilmente sotto i sei mesi di età, la mamma e un quarto esemplare, che al momento non è certo se sia una femmina o un giovane maschio.

I cetacei si trovano all’imboccatura del porto, nella stessa posizione da un paio di giorni, apparentemente in stato di buona salute. La Guardia Costiera sta controllando la zona anche per evitare che curiosi e diportisti, che ormai sono sempre più di frequente segnalati a ridosso dell’imboccatura del porto, possano disturbare gli animali. Loro sembrano non prestare attenzione all’uomo e nuotano a pochi metri dal traffico della rampa che immette al Vte e della palazzina degli uffici del porto. Sullo sfondo i palazzi di Voltri.

L’avvistamento di questa specie di cetaceo è un evento eccezionale per il Mar Mediterraneo, così come risulta particolare la loro permanenza per diverso tempo nella stessa area portuale. Questa permanenza potrebbe essere dovuta appunto all’abbondanza di cibo o ad altre motivazioni che al momento non si conoscono.

Sulla base dei dati condivisi su Intercet, una piattaforma gestita dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus per la Regione Liguria e creata nell’ambito del progetto GIONHA, sui 20 mila avvistamenti registrati nel corso degli ultimi vent’anni da 40 istituti di ricerca in tutto il Mediterraneo, solo due si riferiscono a questa specie. Il precedente avvistamento, effettuato dall’Associazione Crama, risale al 19 dicembre 2015 nelle acque del Nord Ovest della Sardegna. In quel caso si trattava di un gruppo di tre esemplari, due adulti e un cucciolo.

L’orca (Orcinus orca) è un cetaceo odontoceto che si trova in tutti i mari e in tutti gli oceani del mondo, dalle fredde regioni artiche e antartiche, fino ai mari tropicali. Da diversi secoli è stata registrata la presenza di una popolazione nei pressi dello stretto di Gibilterra, da cui si può presumere che arrivi il gruppo avvistato a Genova. Ha una dieta molto ampia, anche se singole popolazioni sono specializzate in particolari tipi di prede. Alcune si nutrono esclusivamente di pesci e altre cacciano altri mammiferi marini come leoni marini, foche, balene e delfini, e uccelli come pinguini anche di grosse dimensioni.

Il peso di un maschio di orca può superare le 10 tonnellate, mentre il peso di una femmina può raggiungere circa le 7-8 tonnellate. La lunghezza è di 7-11 metri per il maschio e 5-8 metri per la femmina. L’orca è un mammifero marino che può nuotare molto velocemente, raggiungendo la velocità di 55 km/h, grazie alla potente spinta della sua coda muscolosa. L’orca vive normalmente in gruppi famigliari a struttura matriarcale, composti da una femmina e da diverse generazioni da lei discendenti. Più famiglie possono unirsi a formare un “pod”. Normalmente in questi gruppi i maschi, una volta raggiunta la maturità sessuale, tendono ad allontanarsi per accoppiarsi con femmine non consanguinee.

Un fatto raro ma non così incredibile – spiega Maddalena Jahoda ricercatrice dell’Istituto Tethys e responsabile del progetto Digital Whales-Balene a Milano, che in questi mesi ha portato i cetacei, virtualmente, all’acquario di Milano – dalla fine dell’Ottocento a oggi, sono una trentina gli avvistamenti nelle nostre acque e non c’è da stupirsi poi così tanto, visto che una popolazione di circa quaranta orche, divise in cinque famiglie, vive proprio fuori da Gibilterra“.

A volte entrano nello Stretto a inizio estate – continua la biologa – seguendo i tonni, ma in questo caso potrebbero essere alla ricerca di altre prede“. Un paio di settimane fa alcuni esemplari di questa specie erano stati avvistati a Cartagena e, secondo gli esperti, non è escluso che possano essere gli stessi, cosa che cercheranno di verificare foto alla mano. “Le orche – spiega Jahoda – vivono in tutti i mari ma i vari gruppi hanno ‘specializzazioni’ diverse: alcuni cacciano foche o otarie, altre si nutrono di pesci e, grazie all’intelligenza e alla capacità di apprendimento, sfruttano vere e proprie strategie collettive per garantirsi il pasto“.

 

Foto e video: Fondazione Acquario di Genova

Giuseppe Orrù

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