Svelato il mistero della moria di gamberetti sulla spiaggia di Ischia

A causare lo sterminio di migliaia di esemplari sarebbero state delle correnti anomali che hanno determinato lo spiaggiamento del banco. Al momento si escludono cause dovute a fonti di inquinamento

15 Gennaio 2019 | di Giuseppe Orrù
Rilievi per le analisi dei gamberetti spiaggiati
Rilievi per le analisi dei gamberetti spiaggiati

Nei giorni scorsi migliaia di crostacei si sono spiaggiati nella Baia di San Montano dell’isola di Ischia. Un evento anomalo, tanto che il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha chiesto alla Direzione Marittima di Napoli e al Reparto Ambientale Marino della Guardia Costiera di attivarsi per monitorare il litorale campano.

I primi accertamenti dei militari hanno confermato che il fenomeno è stato circoscritto al luogo del primo ritrovamento. Nelle scorse ore sono state condotte anche delle analisi dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con l’Università di Messina, che hanno permesso di identificare con certezza gli esemplari spiaggiati: sono crostacei adulti, di circa 5 cm, appartenenti alla specie Meganyctiphane norvegica, meglio conosciuta come il krill del Mediterraneo, che solitamente formano grossi banchi durante il loro ciclo riproduttivo.

Questi organismi sono tipici di ambienti profondi e sciamano, nuotando lungo la colonna d’acqua, raggiungendo di notte gli strati più superficiali per alimentarsi. Lo spiaggiamento che si è potuto osservare è un fenomeno anomalo ed episodico, dovuto a particolari condizioni di corrente ascensionale capaci di catapultare sulla riva questi piccoli crostacei.

I ricercatori stanno approfondendo le analisi sugli organismi e sull’acqua di mare per escludere qualsiasi dubbio su possibili effetti derivanti dall’inquinamento. Allo stato attuale, però, questa ipotesi appare improbabile perchè non è stato rilevato un analogo spiaggiamento per altri organismi sensibili.

La specie di crostacei ritrovata sul litorale di Ischia non è commestibile per gli uomini a causa dell’elevata concentrazione naturale di fluoro, mentre rappresenta un ottimo cibo per i suoi predatori naturali come la balenottera comune che si alimenta solitamente nelle acque del canyon di Cuma. I ricercatori, inoltre, non ravvisano nessun legame con lo spiaggiamento del capodoglio dello scorso 24 dicembre 2018, né con altri fenomeni che si sono verificati a Napoli nei giorni scorsi.

Giuseppe Orrù

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