Tre progetti per eliminare le plastiche in mare. Bertolaso sfida la flotta mondiale

Da Guido Bertolaso una sfida a navi e imbarcazioni di tutto il mondo. Ma se tutti vietassero le plastiche, non esisterebbero i prodotti biodegradabili in quantità sufficienti per sostituirle

30 maggio 2019 | di Giuseppe Orrù
Plastiche in mare
Plastiche in mare

È decisamente facile, e per certi aspetti necessario, come sottolineato dalla vicedirettrice di Legambiente, Serena Carpentieri, tenere alto l’allarme e fare crescere la sensibilità pubblica rispetto al problema della plastica in mare.

È molto meno facile, invece, trovare soluzioni per limitare drasticamente l’uso di oggetti in plastica non smaltibili e ancora più complesso progettare sistemi davvero funzionanti per ripulire oceani, ma anche mari così eco-sensibili come il Mediterraneo.

Federagenti, che è stata una delle prime associazioni professionali a lanciare l’emergenza plastiche in mare proprio dal Forum del lusso possibile di Porto Cervo, ha proposto tre esperienze di frontiera per affrontare con concretezza un problema che ha condivisioni ma non soluzioni comuni.

A sostegno della causa scende in campo anche Guido Bertolaso, già responsabile della Protezione Civile italiana, che ha presentato una Onlus internazionale “A sea to live”, insieme ad una serie di progetti virtuosi per eliminare una quota crescente delle plastiche sia dai fiumi che dai mari.

Da meccanismi rotanti da applicare lungo il corso dei fiumi, responsabili delle maggiori quantità di versamenti di plastica in mare, a navi sperimentali (ipotizzato anche un rapporto di collaborazione con il Gruppo Onorato) sino a un sistema da applicare alle carene di una quota percentuale significativa delle navi (oltre 500mila) che operano sulle rotte commerciali del mondo.

Ma per le plastiche esiste anche un problema di sostituzione e quindi di disponibilità di prodotti biodegradabili ad hoc che sono commercializzati, come sottolineato da Gian Luca Greco di Natur World, da un ristretto gruppo di multinazionali che non sono oggi disponibili a garantire un’effettiva sostituzione della plastica nelle crescenti quantità richieste da una domanda destinata ad esplodere.

In sostanza, se si vietasse tutta la plastica del mondo, non ci sarebbero altre soluzioni alternative per realizzare prodotti simili, come stoviglie monouso, packaging e altri prodotti. Al Forum di Porto Cervo, inoltre, è stato presentato un progetto innovativo di bicchieri dotati di un chip in grado di garantire una massiccia sostituzione dei bicchieri di plastica monouso, nel corso di grandi eventi. Il progetto è stato lanciato da una startup genovese.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Daniele Bolzoni ha detto:

    A bordo della mia vela sto sperimentando un sistema per rendere l acqua stoccata nelle cisterne bevibile e sana con un processo ingenierizzato da alcuni scenziati.. Se nel corso Dell estate avrò successo come credo potrò dire stop alle bottiglie di plastica che oltre a occupare posto sono un agente inquinante esagerato..
    Per la presentazione del progetto avrò poi bisogno di sostegno da chi come voi conta è potrà divulvarlo velocemente in massa.
    Grazie

    Bolzoni Daniele
    348 3019709

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