Un reef artificiale a Genova? Gli ideatori a LN: “E’ un sogno che può diventare realtà”

GOA (Genova Ocean Agorà) è il progetto di un reef artificiale da realizzare a Genova, davanti a Sturla, per cambiare il fondale marino e creare onde per il surf, proteggere l’ambiente marino e la costa

23 Febbraio 2021 | di Giuseppe Orrù
Ecco come potrebbe essere il reef artificiale di Genova
Ecco come potrebbe essere il reef artificiale di Genova

Costruire un reef artificiale a Genova, una sorta di piazza tra terra e mare che farebbe felici tanti appassionati di surf  ma farebbe bene anche all’ambiente marino e alla costa. E’ questa l’essenza di GOA, Genova Ocean Agorà, il progetto che ha vinto il primo premio della giuria degli stakeholder del Blue Hackaton, competizione di idee legate all’ambiente e allo sport promosso da Blue District, il settore del Comune di Genova per lo sviluppo di idee, start-up e competenze innovative legate all’economia del mare.

COSTRUIRE UN REEF ARTIFICIALE DAVANTI A GENOVA

Il progetto consiste nella costruzione di un reef artificiale davanti a Genova, più precisamente a Sturla. La struttura subacquea andrebbe a cambiare la conformazione del fondale marino e a modificare il moto ondoso. Così facendo, si avrebbe una baia in cui le onde sarebbero perfette per il surf e si infrangerebbero sulla spiaggia con una potenza minore, proteggendo così la costa dalle violente mareggiate.

Gli ideatori del progetto sono Nicolò Di Tullio, biotecnologo marino, atleta azzurro di sup e nuoto, surfista, tecnico e docente federale Coni, primo Young Leader italiano del Comitato Olimpico Internazionale, Filippo Perata, ingegnere e surfista, esperto di reef artificiali, Luca Puce, PhD in scienze motorie, atleta azzurro di nuoto e tecnico del Coni e Massimiliano Omero, architetto software in bioingegneria, nuotatore e dirigente sportivo.

SPORT, AMBIENTE E SOCIALE SI INCONTRANO NELLA PIAZZA TRA TERRA E MARE

La costruzione di un reef artificiale permetterà, in caso di mare mosso, la formazione di onde adatte per i surfisti. Con la bonaccia, invece, il reef diventerà una vera e propria piazza sul mare, creando uno specchio acqueo ideale per altri sport, come canottaggio, sub, kayak, in un’area delimitata da “boe smart”, in grado di monitorare gli allenamenti, le competizioni sportive, ma anche i parametri dell’ambiente marino.

Anche il mondo sommerso ne trarrebbe giovamento. Il reef artificiale, infatti, offrirebbe un grande contributo al ripopolamento della fauna marina del golfo di Sturla, grazie ad un fondale tridimensionale, che sarebbe di stimolo per la flora e la fauna acquatica a formarsi e ripopolare l’area, creando così una consapevolezza ambientale.

Il reef offrirebbe una maggiore protezione anche alla costa, proteggendola dai marosi che, in caso di abbondanti precipitazioni, come la cronaca insegna, spingono verso le foci dei corsi d’acqua, impedendo a torrenti e fiumi di scaricare in mare, provocando quindi esondazioni. Inoltre le onde “filtrate” dal reef prevengono l’erosione costiera.

Il progetto GOA – spiega Nicolò Di Tullio a LN – è fatto anche di socialità. Vogliamo infatti che sia integrato nel tessuto sociale di uno dei quartieri costieri di Genova che negli ultimi anni ha dimenticato il suo legame con il mare: Sturla. L’acronimo GOA contiene anche il termine Agorà, ovvero piazza, ma in mare. La comunità di mare a Genova è molto forte ma è costituita da piccoli gruppi isolati che non interagiscono tra di loro. Noi, invece, vorremmo creare una grande piazza che si divida tra terra e acqua. Il mare deve essere così concepito come un posto della città, non fuori la città“.

Come funziona un reef artificiale

I progettisti di GOA pensano anche alle ricadute economiche di un reef che potrebbe diventare un’attrazione turistica che, soprattutto chi pratica discipline sportive acquatiche (nella sola Genova sono stimate 6 mila persone), potrebbe utilizzare tutto l’anno e non solo nella stagione balneare. A terra, inoltre, il progetto prevede una base nautica con rimessaggio, dove ospitare i frequentatori e organizzare eventi a tema ambientale e sportivo.

Per realizzare tutto questo, i quattro ideatori di GOA hanno previsto un investimento di 3 milioni di euro. Ma la costruzione della sola struttura sommersa costerebbe un milione di euro. Una cifra notevole ma non così tanto se paragonata a quanto viene speso ogni anno per il ripascimento delle spiagge.

GOA, IL SOGNO DEI SURFISTI MA NON SOLO

“Il nostro progetto – racconta Nicolò Di Tullio – sta riscontrando molto interesse e questo ci fa un enorme piacere. L’apertura e l’interesse che si stanno creando intorno a GOA sono il primo passo verso la sua realizzazione. Ora siamo in una fase di ricerca di sponsor, di contributi sia in termini economici, ma anche di idee“.

Alla base del progetto c’è una tecnologia costruttiva simile a quella del reef artificiale soffolto della città di Albany, nel Sud dell’Australia. Genova avrebbe così il primo reef artificiale del Mediterraneo, con un campo sportivo sull’acqua utilizzabile 365 giorni all’anno, sia con mare mosso, sia con mare calmo.

Oltre ad essere un progetto pilota riproducibile sia in Liguria che in Italia, andrebbe a risolvere il problema del sovraffollamento di diverse lineup fuori da Genova (a partire dalla vicina Varazze), che vengono prese spesso d’assalto durante le giornate più indicate per la pratica del surf che, in tutta Italia, coinvolge circa 60 mila persone.

Importanti e positive, quindi, anche le ricadute derivanti da un turismo interregionale e internazionale, che andrebbero ad alimentare l’impatto economico sul quartiere e su tutta la città di Genova. Se dovesse realizzare questo progetto, scegliendo la Blue Economy e investendo sullo sport outdoor, Genova diventerebbe una vera sport city del mare.

 

Giuseppe Orrù

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