A Portofino il gas per il riscaldamento arriva via mare. Il video dello sbarco

Istituito un servizio speciale, con il traghetto Ichnusa di Blu Navy, per consegnare le bombole di gas da utilizzare per il riscaldamento al borgo isolato. Intanto a Portofino rimangono bloccate 140 auto. Possibile che vengano traghettate nei prossimi giorni

5 novembre 2018 | di Giuseppe Orrù
Lo sbarco delle bombole di gas a Portofino
Lo sbarco delle bombole di gas a Portofino

Come in un’isola. Di buon mattino il traghetto Ichnusa della Blu Navy è attraccato in banchina, facendo sbarcare i camion che trasportavano le bombole del gas per il riscaldamento, con cui approvvigionare abitazioni e attività commerciali. Scene che sarebbero consuete su un’isola, appunto. Invece è avvenuto a Portofino, il borgo più famoso del mondo che, dopo la violenta mareggiata che ha provocato il crollo della strada che lo collegava con Santa Margherita Ligure, si può raggiungere solo via mare.

Non si pensi solo agli approvvigionamenti delle boutique alla moda o dei gamberoni freschi da servire nei ristoranti della piazzetta. Portofino è anche una comunità di persone che ci vivono e ci lavorano. E che hanno bisogno di approvvigionamenti di cibo, di merci e di gas per scaldarsi. Inoltre nel borgo sono rimaste 140 auto di privati, che bisognerà prima o poi traghettare da un’altra parte.

Domenica, durante una riunione in Capitaneria di Porto, è stato deciso che l’indomani (lunedì 5 novembre) la nave Ichnusa di proprietà dell’armatore Blu Navy, avrebbe effettuato un servizio straordinario per portare camion cisterna contenenti gas per il riscaldamento nel borgo di Portofino, rimasto isolato a causa del maltempo dei giorni scorsi. La nave, normalmente impiegata nel collegamento tra Sardegna a Corsica, aveva terminato il servizio stagionale lo scorso 30 settembre e in questi giorni si trovava a Genova, dove stava effettuando interventi in bacino.

Lo sbarco

Questa mattina all’alba è salpata da ponte Assereto, nel porto di Genova, dopo aver caricato i camion, per poi dirigersi verso Portofino, dove è arrivata intorno alle 8,30. La Ichnusa ha attraccato al molo maxi-yacht, dove sono state effettuate alcune operazioni necessarie ad accoglierla in sicurezza, come il taglio delle bitte e lo spostamento delle cassette elettriche.

L’operazione non è stata delle più semplici, come testimonia il video dello sbarco di questa mattina. La m/n Ichnusa è una nave traghetto caratterizzata da un’ottima tenuta del mare in condizioni meteomarine avverse, grazie al suo sistema di stabilizzazione. Bisogna però tenere conto che è lunga 65 metri e larga 14 e può trasportare 350 passeggeri e fino a 50 macchine, a una velocità di 15 nodi.

L’ormeggio in banchina a Portofino è stato particolarmente delicato ed è avvenuto con l’aiuto dei gommoni degli ormeggiatori del porto e ancore alla fonda. Il molo dei maxi yacht non è stato di certo progettato dell’altezza ideale per accogliere il portellone di un traghetto, tanto che la manovra di sbarco, per alcuni camion, è stata complicata per via della pendenza della rampa, come si nota nelle immagini.

Al momento, però, il mare (quando le condizioni meteomarine lo consentono) è l’unico modo per raggiungere Portofino. È possibile, quindi, che vengano effettuati altri servizi del genere nei prossimi giorni, condizioni meteo permettendo. Le previsioni per i prossimi giorni, ad esempio, non sono buone. Forse ci sarà un miglioramento giovedì 8, ma la situazione è in evoluzione quotidiana, quindi non è stato ancora programmato il prossimo viaggio.

Al ritorno il traghetto Ichnusa non ha potuto imbarcare le auto private rimaste bloccate a Portofino, circa 140, per motivi di sicurezza. La nave, infatti, ha dovuto riportare indietro i camion cisterna.

 

Giuseppe Orrù

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