A Sestri Levante recuperati 500 metri di “rete fantasma” dalla Guardia Costiera

Prosegue l’attività della Guardia Costiera per stanare le reti abbandonate e abusive. L’ultimo caso è stato al largo della Baia del Silenzio. L’operazione proseguirà in tutto il Tigullio

22 Febbraio 2020 | di Giuseppe Orrù
La rete recuperata dalla Guardia Costiera
La rete recuperata dalla Guardia Costiera

Una “rete fantasma” lunga oltre 500 metri, abbandonata sui fondali al largo della Baia del Silenzio di Sestri Levante, è stata recuperata dai sommozzatori del V Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Genova, con il supporto logistico e operativo dell’Ufficio circondariale marittimo di Santa Margherita Ligure e dell’Ufficio locale marittimo di Sestri Levante.

L’attrezzo, la cui presenza era stata segnalata al distaccamento locale della Capitaneria di Porto dai subacquei del gruppo Nucleo Sommozzatori della Protezione Civile di Milano “S.Rossi”, risultava ancora in posizione di “armamento”, continuava quindi ad esercitare la propria azione di cattura.

Le operazioni di rimozione si sono rivelate tecnicamente complesse, a causa della profondità operativa di circa 40 metri. Una volta portata a terra, la rete abbandonata, in accordo con il Comune di Sestri Levante, è stata conferita ad una ditta specializzata, per essere smaltita come rifiuto speciale.

L’attività rientra nell’ambito di una campagna nazionale condotta dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, su mandato del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per liberare i fondali dalla presenza delle “reti-spettro” che, realizzate in materiale plastico, danneggiano l’ecosistema marino, oltre a rappresentare un pericolo per  i subacquei e per la sicurezza della navigazione in generale. L’operazione proseguirà in tutto il Tigullio.

 

Giuseppe Orrù

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