Addio a Cataldo Aprea. Il Covid si è portato via lo storico maestro d’ascia dei gozzi sorrentini

A 71 anni è morto a Sorrento Cataldo Aprea dei Cantieri Navali Fratelli Aprea, azienda creata da una famiglia che lavora ancora nel segno della tradizione e della qualità

20 Gennaio 2021 | di Giuseppe Orrù
Cataldo Aprea

La nautica italiana è in lutto. Il Covid si è portato via, all’età di 71 anni, Cataldo Aprea, storico maestro d’ascia di Sorrento, che con la sua famiglia ha contributo a creare la gloriosa tradizione del gozzo sorrentino. Primo di sei fratelli, Cataldo Aprea era una delle colonne portanti dei Cantieri Navali Fratelli Aprea di Sorrento, l’azienda di famiglia.

Oggi è un giorno triste per noi – si legge sulla pagina Facebook dei Cantieri Aprea – ci lascia uno dei nostri fratelli, uno dei pilastri della nostra azienda. Cataldo era un uomo buono, silenzioso, un lavoratore instancabile, sempre pronto ad aiutarci nei momenti di difficoltà. Molti di noi hanno appreso da lui la sua arte senza età“.

“Il suo compito – spiegano i fratelli – era quello di iniziare la lavorazione di una barca, proprio come ha fatto con la nostra azienda, iniziarla e porre il suo bene davanti a tutto. In cantiere ci mancherà, le sue mani saranno insostituibili, ma lui ci accompagnerà ogni giorno. Il nostro dolore si stringe alla sua famiglia, sua moglie e i suoi figli. La nostra promessa è che non saranno mai lasciati soli“.

Quella del gozzo sorrentino è un’arte nata nella cittadina campana e tramandata gelosamente di generazione in generazione. Un legame profondo e indissolubile che lega i fratelli Aprea al mare e alla loro terra. Ancora oggi i gozzi sono costruiti in modo artigianale e con la stessa passione di un tempo, seppure innovativi nelle linee adottate e nel design ricercato.

I Cantieri Navali Fratelli Aprea sono stati creati da una famiglia che lavora ancora nel segno della tradizione e della qualità, cercando costantemente il rinnovamento e il miglioramento. Durante la Seconda guerra mondiale, la storia dei gozzi cambiò radicalmente: furono impiegati dei vecchi motori di jeep per motorizzare le imbarcazioni, intuizione colta da Franco Aprea che contribuì così alla trasformazione delle forme del gozzo sorrentino.

Oggi i fratelli Aprea continuano a lavorare come vuole la tradizione di famiglia, tramandata dal padre Franco e dagli zii e prima ancora dal nonno Cataldo e dai suoi fratelli, dal bisnonno Giovanni e più di un secolo fa, dal trisavolo Cataldo, il primo maestro d’ascia della famiglia, colui che dettò le linee guida per la creazione di un simbolo di artigianato e fascino. Da Marina Grande la fama dei cantieri Fratelli Aprea ha raggiunto il mondo intero.

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