Blitz della Guardia Costiera in Liguria, Lombardia e Piemonte: sequestrati 800 kg di pesce, multe per 46 mila euro

Vasche sovra popolate, pesci di taglia troppi piccola e mancanza di tracciabilità. I militari della Guardia Costiera si sono trovati davanti a situazioni di ogni tipo

11 ottobre 2019 | di Giuseppe Orrù
I controlli ittici della Guardia Costiera
I controlli ittici della Guardia Costiera

Gli ispettori della Guardia Costiera di Genova hanno portato a termine nei giorni scorsi una maxi operazione di vigilanza sulla filiera ittica in Liguria, Lombardia e Piemonte. Il bilancio dell’operazione si è chiuso con 18 sanzioni amministrative elevate, per un importo complessivo di oltre 46 mila euro e circa 800 kg di pesce sequestrato.

L’operazione ha interessato anche il Mar Ligure, dove grazie all’impiego di unità navali sono stati svolti numerosi controlli a pescherecci e unità da diporto sorprese in attività di pesca sportiva e ricreativa.

Complessivamente sono state condotte 358 ispezioni, di cui 58 in mare e 300 sulla filiera ittica commerciale, con un impiego di 100 uomini e 7 unità navali. Le ispezioni hanno riguardato rivenditori all’ingrosso, pescherie, supermercati ed attività di somministrazione, con controlli mirati sul rispetto delle normative nazionali e comunitarie in materia di tracciabilità, etichettatura e tutela delle specie bersaglio.

Tra i risultati di maggior rilievo, sono particolarmente eclatanti quelli che hanno portato a scoprire una frode in commercio a carico di esercizi di ristorazione, oltre agli accertamenti svolti dalla Guardia Costiera di Genova e di Lavagna, che hanno eseguito ingenti sequestri di prodotti ittici per mancanza di tracciabilità nelle sedi di diverse catene di “cash and carry” a Genova e nel Tigullio.

In un’azienda sono state contestate due sanzioni amministrative, di 1.500 euro ciascuna, mentre diversi quintali di pesce sono stati messi sotto sequestro per mancanza della documentazione comprovante la provenienza. Durante le ispezioni sono stati anche trovati numerosi esemplari di astice e crostacei di varie specie non più in vita all’interno di vasche sovrappopolate, in violazione delle procedure sanitarie di autocontrollo previste. All’azienda è stata contestata una sanzione di 2 mila euro per il mancato rispetto delle procedure HACCP.

Infine, al mercato ittico di Ca’ de Pitta a Genova, è stato individuato un operatore che commercializzava pezzogne (una specie pregiata di pagello detta anche, in ligure, “ besugo”) di taglia inferiore a quella prevista per legge, proveniente da un noto fornitore del Sud Italia. Il prodotto è stato sequestrato e successivamente devoluto in beneficenza a un’associazione onlus, previa autorizzazione del servizio veterinario della ASL 3 Genovese, che ne ha confermato le condizioni di consumabilità. Le aziende coinvolte sono state entrambe sanzionate per commercio di novellame.

 

Giuseppe Orrù

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2 commenti

  1. Francesco Marinelli ha detto:

    I controlli non sono una attività a scopo di lucro e vanno fatti per tutelare chi rispetta le leggi.

  2. Matteo Luca Simioli ha detto:

    358 ispezioni, di cui 58 in mare e 300 sulla filiera ittica commerciale, con un impiego di 100 uomini e 7 unità navali; e tutto per 46500 euro? Dal punto di vista pratico un vero e proprio fallimento!

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