Blocco dei trasporti eccezionali sulla A26. Trasportounito: “Danni enormi per i porti liguri”

L’associazione di categoria, contro la decisione di Autostrade, denuncia una penalizzazione per i porti liguri e i terminal genovesi, con centinaia di posti di lavoro a rischio

10 luglio 2019 | di Giuseppe Orrù
Il porto di Genova
Il porto di Genova

Dal 9 luglio società Autostrade ha messo quasi totalmente al bando i trasporti eccezionali e quindi il transito di carichi indispensabili, ad esempio per il settore dell’impiantistica, sul primo tronco Genova, di fatto mettendo in seria difficoltà l’attività dei terminal portuali liguri in questo settore di importanza strategica. Lo denuncia Trasportounito, che precisa come la decisione sia stata assunta unilateralmente senza preavviso da società Autostrade.

“Da questa mattina -si legge in una nota dell’associazione- è in vigore un divieto assoluto di transito sul primo tronco e solo per il tratto della A26 fra Ovada e Masone, in direzione sud è prevista una deroga di 4 ore nella notte fra sabato e domenica”.

La decisione preclude largamente la possibilità di movimentare da e per il porto di Genova, nonché sulla direttrice ovest da e per il porto di Vado e anche verso La Spezia, cargo project, ovvero carichi di vitale importanza per l’intero tessuto economico del Paese e per i porti liguri.

“Per le imprese di trasporti eccezionali -afferma Trasportounito- note per la loro professionalità e la qualificazione delle loro risorse umane altamente qualificate, si prospetta quindi un black out totale e l’impossibilità di soddisfare le richieste di trasporto della clientela”.

I danni saranno incalcolabili -si sottolinea nella nota- in particolare per il porto di Genova condannato a rinunciare a favore di altri scali concorrenti ad una quota importantissima di traffico, in un momento in cui faticosamente sta cercando di recuperare il terreno perso post crollo del Ponte Morandi”.

Si parla -aggiunge Salvatore De Caro, presidente di Trasportounito Genova- di perdere traffici merce storici per i nostri porti, indotto logistico e industriale ligure, oltre che centinaia di posti di lavoro a rischio e decine di aziende che potrebbero essere condannate al fallimento. Senza parlare poi delle conseguenze disastrose sull’attività dei terminal genovesi“.

“Sono già numerose -conclude l’associazione- le aziende di trasporti eccezionali che stanno addirittura negando le quotazioni sul porto di Genova per evitare ulteriori sorprese derivanti da divieti improvvisi con già permessi in essere e addirittura mezzi e personale su strada”.

 

Giuseppe Orrù

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