Burrasche marine in Liguria, come nascono e quali le conseguenze? Una giornata di studio con gli ingegneri e i periti di AIPAM

Giovedì 10 ottobre all’Istituto Nautico “San Giorgio” di Genova l’Associazione Ingegneri e Periti Avarie Marittime organizza una giornata di studio con docenti universitari

4 ottobre 2019 | di Giuseppe Orrù
Rapallo, il porto devastato dalla mareggiata
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Come nascono le burrasche marine in Liguria? Ma soprattutto, quali sono le loro conseguenze? Non solo quelle ambientali, ma anche quelle su beni mobili e immobili. L’esperienza della mareggiata di quasi un anno fa, che ha devastato principalmente il Tigullio ma anche altre zone della Riviera Ligure, costringe tutti a porsi delle domande.

A rispondere sarà l’Associazione Ingegneri e Periti Avarie Marittime (AIPAM), che ha organizzato per giovedì 10 ottobre una giornata di studio dal titolo: “Burrasche marine in Liguria: genesi e conseguenze”, all’Istituto Nautico “San Giorgio” di Genova (edificio Calata Darsena). Non si tratta di un convegno con tematiche più o meno generiche ma di una vera e propria giornata dedicata allo studio della fenomenologia delle burrasche marine e delle relative criticità.

I relatori, che si rivolgeranno in maniera dotta ma non eccessivamente tecnica e, comunque, “divulgativa” ad una platea composta da autorità, ingegneri, periti navali, assicuratori, legali, stampa specializzata e interessati, saranno cinque docenti universitari: quattro delle Facoltà di Ingegneria e Scienze dell’Università di Genova e uno della Facoltà di Scienze dell’Università Parthenope di Napoli. Si tratta di eccellenti studiosi e ricercatori, ognuno nel proprio ambito, delle tematiche della giornata.

Dopo gli interventi è in programma una tavola rotonda, a cui parteciperanno anche varie enti e istituzioni, come la Direzione Marittima della Liguria, l’Istituto Idrografico della Marina, il Rina, l’Arpal, il Centro del Mare dell’Università di Genova, Navimeteo e Aipam.

Sarà un incontro per approfondire, conoscere e, perché no, prevenire, i disastri che ancora tutti hanno negli occhi dopo i tragici eventi dello scorso 29 ottobre, quando strade, edifici, interi tratti di costa, centinaia di imbarcazioni, spiagge e stabilimenti balneari, vennero distrutti dalla violenza del mare che raggiunse livelli epici, destinati a essere ricordati dalla storia della nautica italiana e non solo.

La giornata di studio si aprirà alle 8,15 con la registrazione dei partecipanti. Alle 9 ci sarà il saluto del presidente Aipam, l’ingegnere Riccardo Damonte. L’apertura dei lavori, alle 9,10, sarà affidata al moderatore Claudio De Angelis (Aipam), che introdurrà i vari interventi dei docenti dell’Università di Genova. Il professor Giovanni Besio (Ingegneria) parlerà de “La previsione e la simulazione delle condizioni meteomarine”, il dottor Luigi Mucerino (Scienze) terrà una relazione sui “Sistemi di monitoraggio e valutazione dell’impatto da mareggiate lungo la costa ligure”, mentre il collega professor Carlo Nike Bianchi (Scienze) presenterà gli “Effetti sull’ambiente marino”.

Dopo una pausa caffè, i lavori riprenderanno alle 11, con l’intervento del dottor Antonio Ricchi (Scienze) dell’Univesità napoletana “Parthenope”, che presenterà il “Risk Assessment”. Il collega dell’ateneo genovese, il professor Carlo Podenzana (Ingegneria), relazionerà su “La previsione del comportamento in mare di un’imbarcazione”.

A mezzogiorno inizierà poi la tavola rotonda, moderata da Angelo Scorza, di Ship2shore. Parteciperanno l’ammiraglio Nicola Carlone, Direttore Marittimo della Liguria, il professor Lorenzo Papa dell’Istituto Idrografico della Marina, l’ingegner Matteo Tirindelli del Rina, l’ingegner Tania Del Giudice di Arpal, la professoressa Paola Gualeni del Centro del Mare (Università di Genova), Gianfranco Meggiorin di Navimeteo e l’ingegner Riccardo Damonte di Aipam. La fine dei lavori è prevista per le 13,30, con un light lunch.

La partecipazione all’evento, comporterà il riconoscimento di crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri di Genova.

 

Giuseppe Orrù

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