Coronavirus, a Genova nasce il tavolo permanente porto-città per la ripartenza in sicurezza

Le imprese marittime sono pronte a ripartire in sicurezza. Aperto un Tavolo permanente a tutela degli 8 mila lavoratori impiegati nel comparto portuale di Genova

25 Aprile 2020 | di Giuseppe Orrù
Il porto di Genova
Una veduta dall'alto del porto di Genova

La chiusura dei cantieri navali ha generato a livello nazionale un calo del fatturato del 13% in un settore vitale che, solo a Genova, dà lavoro a migliaia di persone. Nella Superba, ad esempio, solo i riparatori navali sono circa 1.500 e l’intero comparto portuale impiega 8 mila lavoratori diretti e 57 mila indiretti in tutta la Liguria.

Per gestire la ripartenza in sicurezza e programmare interventi di sostegno al settore, il Comune di Genova ha inaugurato il primo tavolo economico porto-città, insieme alle associazioni di categoria portuali. Sono due gli obiettivi del tavolo, convocato dall’assessore Francesco Maresca.

Da un lato gestire la difficile fase economica, facendosi portavoce delle richieste degli operatori alle istituzioni, eventualmente con un documento condiviso con le richieste da fare al governo. Dall’altro garantire la “fase 2” di riapertura dei cantieri marittimi nel rispetto delle misure di sicurezza, dalle distanze minime ai dispositivi di protezione.

Il tavolo, comunque, intende andare oltre il Coronavirus, con incontri mensili anche quando l’emergenza sarà alle spalle, per fare il punto sullo stato di salute del settore. Saranno invitati anche la Regione e l’Autorità di Sistema Portuale.

Abbiamo avuto garanzia da Confindustria – spiega l’assessore Francesco Maresca – che il settore nautica e cantieristica sono pronti a riaprire in sicurezza. D’altra parte alcuni cantieri strategici non si sono mai fermati, così come la movimentazione merci, anche se con volumi e traffici che si sono ridotti”.

“La ‘fase 2’ – sottolinea l’assessore genovese – è molto importante e come Comune vogliamo gestirla e non subirla. Tra le altre azioni ritenute indispensabili sosteniamo che il governo debba fisiologicamente cancellare o sospendere i canoni demaniali, insieme ad altre misure di contenimento della crisi economica“.

All’incontro erano presenti Giampaolo Botta di Spediporto e Confetra, Massimo Moscatelli di Assagenti, Leopoldo Da Passano di Confindustria, Gian Ezio Duci di Federagenti, Marco Toffolutti di Alce, Matteo Catani e Ignazio Messina di Assarmatori, Eugenio Massolo di AMM, Marco Novella, rappresentante in seno all’organismo di partenariato della AdSP Mar Ligure Occidentale, e Giacomo Gavarone, presidente del gruppo Giovani Armatori e consigliere di Confitarma.

 

Giuseppe Orrù

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