Coronavirus, arrivano le prime denunce per i diportisti che violano i divieti. Un armatore costretto all’isolamento a bordo

Massiccia operazione della Guardia di Finanza che ha pattugliato le coste della Sardegna, controllando ingressi e spostamenti non motivati da “comprovate necessità”

19 Marzo 2020 | di Giuseppe Orrù
Controlli a bordo delle unità da parte della Guardia di Finanza
Controlli a bordo delle unità da parte della Guardia di Finanza

Due diportisti denunciati dopo essere stati sorpresi a veleggiare nonostante le restrizioni imposte dal decreto anti-coronavirus e un armatore costretto a rispettare il periodo di quarantena a bordo della sua barca. E’ il bilancio di un’operazione dei reparti navali della Guardia di Finanza della Sardegna, che nei giorni scorsi ha pattugliato le coste dell’isola per verificare il rispetto delle misure restrittive emanate dal governo e dalla Regione.

I reparti navali delle fiamme gialle sarde, sotto la direzione del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, hanno effettuato servizi di perlustrazione lungo l’intera costa, per monitorare gli arrivi ed i transiti all’interno di tutti i porti turistici, disseminati tra grandi e piccoli centri urbani, oltre ad aver  rafforzato la costante presenza in mare, proprio per intercettare gli spostamenti non legati a inderogabili necessità.

Come ribadito anche dal Ministero dei Trasporti attraverso le Capitanerie di Porto, infatti, il diporto nautico non è consentito dal decreto anti-coronavirus. I controlli, attivati immediatamente, sono stati ancor più intensificati dopo la riduzione dei servizi di trasporto marittimo e aereo da e per la Sardegna, visto che non si può escludere che tanti cittadini tentino comunque di approdare nell’isola, dove finora si registrano pochissimi contagi rispetto alla media nazionale.

Lungo la tratta Bonifacio-Santa Teresa di Gallura, dove sono stati completamente interrotti i servizi di trasporto passeggeri e merci, il comparto navale della Guardia di Finanza ha attivato dei servizi in mare, proprio per scongiurare un possibile traffico marittimo non controllato e, di conseguenza pericoloso, oltre che non autorizzato.

Controlli nei porti turistici da parte della Finanza

Controlli nei porti turistici da parte della Finanza

ISOLATO A BORDO

Durante i controlli le fiamme gialle hanno identificato un cittadino lodigiano che, sbarcato in Sardegna solo qualche giorno prima delle restrizioni, aveva raggiunto la propria imbarcazione nel porto di Stintino e, in navigazione, era arrivato a Castelsardo, pronto a dirigersi verso Santa Teresa di Gallura. Immediatamente segnalato all’Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, al soggetto è stato imposto l’immediato isolamento fiduciario a bordo del natante, senza la possibilità di spostamento o contatto con alcuno, salvo che per necessità indispensabili.

DIPORTISTI DENUNCIATI

Inoltre, lungo le coste di Alghero sono state sorprese altre due persone che, non curanti dei divieti, veleggiavano tranquillamente con la loro imbarcazione da diporto. I due velisti sono stati denunciati penalmente all’autorità giudiziaria di Sassari, proprio perché avevano effettuato spostamenti sul territorio comunale prima di raggiungere la loro imbarcazione. Un’iniziativa che non rientra tra le comprovabili esigenze lavorative, di salute o di necessità.

 

Giuseppe Orrù

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3 commenti

  1. Gaetano ha detto:

    In queste occasioni scopriamo quanti imbecilli si nascondono tra di noi.

  2. Fabrizio De Maddi ha detto:

    vorrei sapere se i trasferimenti di unità da charter sono consentiti. In poche parole, può una società di charter trasferire le proprie imbarcazioni nei porti diversi da dove si trovano per fare carenaggio?

    • Giuseppe Orrù ha detto:

      Gentilissimo Fabrizio,
      grazie per il suo commento. La regola base è che ogni spostamento da un luogo a un altro, compreso dalla sua abitazione al porto, deve essere motivato da una “comprovata esigenza” che, in questo caso, rientrebbe nelle esigenze di lavoro. Quindi, nel caso lei venisse fermato, dovrebbe dimostrare di lavorare per una società di charter (oppure essere il comandante o impiegato su un’imbarcazione adibita a charter) ed essere incaricato di occuparsi del trasferimento di un’unità, attesa in un determinato bacino per il carenaggio.
      Il mio consiglio, comunque, è quello di rivolgersi al locale ufficio della Capitaneria di Porto e spiegare la sua esigenza. Sarà la Capitaneria a fornire tutte le delucidazioni di cui ha bisogno e rispondere alle domande che, giustamente, si sta ponendo.
      Un caro saluto.

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