Coronavirus, Toti a Liguria Nautica: “Al lavoro per riaprire le banchine a tutti i diportisti”

Intervista al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che fa il punto sulla riapertura della nautica: "Non vedo perché non si possa dare spazio a chi vuole andare a pescare o fare qualche lavoretto alla propria barca”

21 Aprile 2020 | di Giuseppe Orrù
Il presidente Giovanni Toti
Il presidente Giovanni Toti

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, vuole riaprire le banchine anche ai diportisti. Dopo il decreto di alcuni giorni fa, che ha autorizzato il ritorno al lavoro per la cantieristica nautica, gli artigiani e i professionisti, lasciando però lontano dai porticcioli i proprietari delle imbarcazioni, il governatore sta ora studiando delle formule per consentire ai diportisti di raggiungere la loro barca per fare qualche lavoretto in autonomia (a non solo tramite artigiani, come prevedeva il decreto) oppure per andare a pescare in solitaria.

Ora è il momento di dare delle risposte spiega a Liguria Nautica il governatore Toti – al grido di dolore di tante categorie che possono, forse, aspettare ancora qualche giorno, ma non di certo settimane o mesi, proprio come i cantieri navali“.

Il presidente annuncia quindi nuove aperture, in particolare per i diportisti. “In Liguria – ricorda – abbiamo cominciato, con grande prudenza, a ridare un po’ di fiato alla nostra società: i giardinieri, la cura degli orti, ora non vedo perché, nei prossimi giorni, non si possa dare spazio a chi vuole andare da solo a pescare sulla propria barca o magari farci qualche piccolo lavoretto. Il problema – sostiene Toti – non è se farlo, ma come farlo. Dobbiamo imparare tutti regole nuove, che ci consentano di tornare a vivere senza morire“.

Al governatore della Liguria abbiamo poi posto alcuni quesiti tecnici, riguardanti, in particolare, i diportisti che ancora non possono accedere ai porticcioli. In particolare ci siamo soffermati sul caso di un diportista che viene avvisato dagli ormeggiatori che la sua imbarcazione è in pericolo o ha subito danni. “In situazioni di emergenza precisa Toti – il diportista può contattare un terzo autorizzato, che ha dunque la possibilità di recarsi sul luogo in cui si trova l’imbarcazione ed effettuare le dovute verifiche“.

Anche nel caso in cui un armatore debba organizzare un trasferimento, il presidente della Regione Liguria ribadisce che, “se il cantiere avvisa un diportista che la sua barca è pronta per essere consegnata, l’armatore deve rivolgersi ad un equipaggio professionista autorizzato”.

Ma Toti, intanto, pensa già ai prossimi passi. “Il nostro obiettivo – sottolinea il governatore – è mettere a punto tutte le misure e i protocolli operativi da adottare per permettere la ripartenza del sistema economico della Liguria in condizioni di assoluta sicurezza“.

Negli uffici regionali, però, non si dimenticano neanche le istanze e gli investimenti dei diportisti che vogliono tornare dalla loro barca. Si sta infatti lavorando proprio a questo obiettivo e anche noi, che vi raccontiamo il mondo della nautica ogni giorno, condividiamo il desiderio di giungere al più presto a questo traguardo.

La Liguria – commenta il presidente Toti – è stata la prima Regione ad applicare autonomamente misure restrittive e ora vorremmo essere i primi a tracciare la via per una ripartenza sicura. Servono misure diverse da Regione a Regione, non possiamo omologare tutto il Paese“, conclude il governatore.

Per arrivare a concretizzare quanto chiesto da Toti e dai colleghi di altre Regioni, occorre però che anche il governo faccia la sua parte e ascolti le voci che da tempo si stanno levando dai professionisti della nautica e dai diportisti, che altro non chiedono che tornare al lavoro (per alcuni è già stato possibile) e a prendersi cura della propria barca.

 

Giuseppe Orrù

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