Coronavirus, i chiarimenti del Ministero dei Trasporti ai diportisti. Intanto anche l’Emilia Romagna e il Veneto riaprono alla nautica

Il Ministero dei Trasporti risponde a Confindustria Nautica che aveva richiesto chiarimenti in merito ad alcuni punti nella gestione dell’emergenza nell’ambito del diporto. E l’Emilia Romagna e il Veneto riaprono i cantieri

23 Aprile 2020 | di Giuseppe Orrù
Marina di Finale Ligure barche
Marina di Finale Ligure barche

Certificati, attestati, concessioni e abilitazioni prorogati fino al 15 giugno e alcune precisazioni sullo spostamento delle persone fisiche. Sono i chiarimenti che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto dare a tutti i diportisti, rispondendo ad una lettera di Confindustria Nautica, in cui l’associazione ha sottoposto al Mit alcuni aspetti della gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nell’ambito del settore della nautica da diporto.

Per quanto riguarda la validità delle certificazioni di sicurezza delle unità da diporto, la Direzione del trasporto marittimo conferma che, come disposto dall’art. 103, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, “i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020. Rientrano, pertanto, in tale previsione anche i certificati di sicurezza delle unità da diporto, i certificati di idoneità al noleggio e i certificati di stazza”.

Gli spostamenti di persone fisiche, invece, devono avvenire al momento esclusivamente nel rispetto delle misure di contenimento del contagio dettate dall’art. 1 del D.P.C.M. 10 aprile 2020, la cui applicazione è competenza delle autorità di pubblica sicurezza e delle forze di polizia. Si tratta del punto in cui il decreto governativo consente “solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute”.

Una precisazione che riguarda in particolare i proprietari di un’imbarcazione all’ormeggio. Confindustria Nautica, infatti, ritiene “che possano essere inoltrate a dette autorità le richieste per la verifica della sicurezza dell’unità, anche a tutela dei terzi e di profili assicurativi, in tutti i casi in cui i contratti di ormeggio non prevedano la custodia da parte dell’approdo.

ANCHE L’EMILIA ROMAGNA E IL VENETO RIAPRONO ALLA NAUTICA

Dopo Liguria, Toscana, Marche e Lazio, anche l’Emilia-Romagna ha riaperto alle attività di cantieristica nautica. La Regione ha interpretato le norme governative sulle attività di manutenzione di unità da diporto che Confindustria Nautica era riuscita a far confermare tra le attività consentite anche dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020, decidendo che possono ritenervisi incluse quelle di consegna delle unità già prodotte.

Anche in questo caso, per il trasferimento di un’unità, occorre darne comunicazione al prefetto. Nello specifico, nell’ordinanza della Regione Emilia Romagna si legge che “sono consentite, nell’ambito delle attività di cantieristica navale, l’attività di consegna di magazzino, nonché le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o le attività connesse comunque finalizzate alla consegna, previa comunicazione al prefetto”.

Poche ore dopo ha seguito la stessa strada anche la Regione Veneto, con il governatore Luca Zaia che ha firmato un’ordinanza che consente “le prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni di diporto all’ormeggio nonché per prove, collaudo e consegna delle imbarcazioni, nonché di sistemazione delle darsene per l’espletamento dell’attività ordinaria“.

LA NAUTICA RICONOSCIUTA COME “ATTIVITA’ A BASSO RISCHIO”

Intanto cresce l’attesa per le prossime decisioni del governo che, si spera, tenga conto del dossier presentato da Confindustria Nautica dopo tre rilevazioni dello stato dei diversi comparti del settore, che illustra le tipologie delle aziende, il numero medio dei dipendenti, i profili di rischio per il personale, le misure di tutela adottate, i flussi di cassa delle imprese, l’andamento del ciclo produttivo e l’impatto economico e occupazionale del protrarsi per ogni singola settimana delle misure di chiusura sia sul 2020, sia sul 2021.

L’associazione ha inoltre presentato un piano per la riapertura del settore, sotto controllo sanitario e una prima buona notizia è il recente riconoscimento della nautica da diporto tra le attività produttive a basso rischio da parte dell’INAIL, nell’articolazione del piano di ripartenza della “Fase 2“, che ha accettato le linee proposte da Confindustria Nautica. La ripresa della produzione è fondamentale per la ripartenza del comparto, oltre ad essere necessaria per il successivo riavvio delle attività del diporto come porti turistici e servizi charter.

 

Giuseppe Orrù

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