Coronavirus, i marittimi della Gnv Rhapsody possono sbarcare. Proseguiranno l’isolamento in due strutture a Genova

Sono 65 i componenti dell’equipaggio del traghetto della Gnv in isolamento alle Riparazioni Navali di Genova, dopo che si è scoperta la positività al Coronavirus di un passeggero sbarcato in Tunisia

6 Marzo 2020 | di Giuseppe Orrù
Il traghetto Rhapsody di Gnv alle Riparazioni Navali di Genova
Il traghetto Rhapsody di Gnv alle Riparazioni Navali di Genova

Sono stati trasferiti in due strutture genovesi i 65 membri dell’equipaggio del traghetto Rhapsody di Grandi Navi Veloci, che da alcuni giorni erano in isolamento fiduciario obbligatorio a bordo della nave ormeggiata nel porto di Genova,  dopo che si è scoperta la positività al Coronavirus di un passeggero sbarcato in Tunisia.

La nave si trova ora nell’area delle Riparazioni Navali, dove era iniziato l’isolamento in via precauzionale dei marittimi, anche se nessuno di loro presentava sintomi, e dove la Rhapsody doveva essere sottoposta a dei lavori di manutenzione già programmati.

Il personale marittimo è stato trasferito in due strutture del capoluogo ligure individuate dalla Protezione Civile e dalla task force sanitaria per l’emergenza Coronavirus. L’operazione è gestita dalla Protezione civile regionale, in collaborazione con la Prefettura, il Comune di Genova, Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), Asl 3 e Grandi Navi Veloci.

Dei 65 componenti dell’equipaggio, 51 andranno nel Centro “Danilo Ravera” di viale Cembrano, una residenza sanitaria assistenziale nuova, idonea ad ospitare persone in isolamento, dotata di camere con bagno che permettono un isolamento adeguato.

Gli altri 14 marittimi verranno invece ospitati in largo Cattanei, nel quartiere di Quarto, in appartamenti messi a disposizione dal Comune di Genova (17 in tutto le camere disponibili). Le persone, così sistemate, staranno in isolamento fiduciario obbligatorio fino al completamento del periodo di 14 giorni già iniziato a bordo.

È la prima operazione di questo genere che facciamo in Liguria – ha sottolineato l’assessore regionale alla protezione civile, Giacomo Giampedrone a differenza di quanto avvenuto per le comitive di turisti che erano ospitate nelle strutture ricettive del ponente e che sono state riportate direttamente ai loro domicili. In questo caso invece abbiamo a che fare con l’equipaggio di una nave in parte italiano, proveniente da diverse località, ed in parte straniero. Era impossibile riportarli tutti a casa per concludere il loro periodo di isolamento“.

“Le spese di affitto – ha spiegato l’assessore ligure – sono totalmente a carico dell’armatore: se la struttura di viale Cembrano si mostrerà adatta a questa funzione, valuteremo se continuare come Protezione civile a mantenerla per gestire situazioni di questo tipo. È una prima risposta importante a un problema che oggi riguarda questo equipaggio ma che può diventare un modello per situazioni analoghe che possono verificarsi in qualsiasi momento e in tutta la Liguria“.

 

Giuseppe Orrù

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