Tragedia sull’autostrada A10: crollato il ponte Morandi

Il viadotto ha ceduto nella parte centrale dove, al momento del crollo, transitavano numerosi veicoli

15 agosto 2018 | di Manuela Sciandra
crollo ponte Morandi (1)
Il ponte Morandi dopo il crollo

Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, è crollato il ponte Morandi. Il viadotto, che attraversa il torrente Polcevera nella zona tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano e collega l’autostrada A10 con il casello di Genova Ovest, ha ceduto nella parte centrale, più precisamente nel tratto che sovrastava via Walter Fillak.

La protezione civile ha informato che al momento del crollo transitavano almeno una trentina di autovetture e tre mezzi pesanti, precipitati nel letto del torrente dove è finita la maggior parte delle macerie, anche se diversi blocchi hanno colpito due capannoni industriali e un tratto della ferrovia sottostante. I mezzi di soccorso sono accorsi tempestivamente sul posto e hanno iniziato subito le operazioni di ricerca ed estrazione delle vittime, che tutt’ora continuano incessantemente.

Il disastro si sarebbe verificato per un cedimento strutturale causato dal violento nubifragio che ha interessato nella mattinata di ieri il capoluogo ligure o, più probabilmente, da problemi preesistenti legati alla sua costruzione. Progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi (da cui ha preso il nome) e costruito tra il 1963 e il 1967, il ponte è stato, nel corso degli anni, oggetto di continue polemiche riguardanti proprio la sua struttura e i numerosi e profondi lavori di manutenzione di cui è stato protagonista. Edificato con una struttura mista (cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile), la struttura presenta una lunghezza di 1.182 metri, un’altezza al piano stradale di 45 metri e 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza.

Secondo gli ultimi dati forniti dalla Prefettura al momento le vittime accertate sarebbero 39 e 16 i feriti ma il bilancio purtroppo resta provvisorio e potrebbe aggravarsi: le centinaia di operatori al lavoro (tra cui squadre cinofile e Usar) stanno infatti cercando senza sosta i numerosi dispersi. Durante i soccorsi si è verificata inoltre una fuga di gas che ha obbligato all’evacuazione dell’area interessata, a cui si è aggiunto il rischio crollo di altre parti del ponte. Attualmente il numero degli sfollati ha superato le 600 persone.

Il Comune di Genova ha proclamato per oggi e domani il lutto cittadino.

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