Da La Spezia agli Usa: la storia di Emanuele Lo Schiavo, palombaro da record – INTERVISTA ESCLUSIVA

Liguria Nautica ha intervistato Emanuele Lo Schiavo, palombaro del ComSubIn di La Spezia, che si è classificato secondo assoluto nella graduatoria storica dei migliori allievi della Marina Usa (e ha mancato il primato per un gesto di altruismo…)  

28 febbraio 2018 | di Elisa Teja
Emanuele Lo Schiavo
Emanuele Lo Schiavo

Emanuele Lo Schiavo, originario di Sapri ma cresciuto a Roma, ha 34 anni ed è un guardiamarina della Marina Militare Italiana. E’ in grado di scendere negli abissi fino a 300 metri di profondità e al momento è a capo del Nucleo Explosive Ordnance Disposal – Counter Improvised Explosive Device del Reparto Pronto Impiego del Gruppo Operativo Subacquei presso il ComSubIn (Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei” ) del Varignano a La Spezia, di cui fa parte dal 2012.

A gennaio, a Panama City in Florida, Lo Schiavo ha superato il più difficile e selettivo percorso di specializzazione americano nel campo della subacquea militare, il Joint Diving Officer. Alle battute finali del corso sono arrivati in 28, di cui solo 4 stranieri. Il guardiamarina del ComSubIn si è classificato secondo assoluto nella graduatoria storica dei migliori allievi della marina Usa, mancando il primato per un soffio. Dopo gli altissimi traguardi raggiunti, gli americani hanno chiesto a Lo Schiavo di aprire un programma di collaborazione tra la scuola per palombari della US Navy e quella della Marina Italiana del Varignano.

LN – Come ha deciso di entrare in Marina e perché si è avvicinato all’attività da palombaro?

EL Ho sempre avuto una profonda passione per il mare e grande rispetto per i marinai d’Italia. Desideravo anche seguire una gloriosa tradizione di famiglia (una Medaglia d’Oro al Valore Militare nel corso della Seconda Guerra Mondiale, numerosi encomi solenni e una via intitolata ai miei prozii caduti). La carriera del palombaro è molto dura ma anche affascinante. Stare immerso nel mare mi trasmette equilibrio e serenità per essere concentrato al massimo nel mio incarico.

LN – Perché il corso negli Stati Uniti è stato particolarmente importante?

EL Gli americani in questo settore hanno standard e metodi di approccio alle immersioni diversi da tutti, basti pensare alle loro diverse unità di misura o al fatto che si devono rapportare con gli oceani. Non è stato facile, però ho imparato molto grazie a questo master di alta specializzazione per personale esperto. È stata anche l’occasione per dimostrare che la scuola italiana è di un livello di eccellenza.

LN – Come ha trovato la determinazione per raggiungere questi risultati?

EL – Ho trascorso diversi mesi negli Stati Uniti e la forza me l’hanno trasmessa mia moglie Francesca e il mio bimbo Michele, che sono stati con me per tutto il tempo. Non ero solo, anche quando tornavo a casa distrutto dopo l’addestramento. Grazie a loro la tensione e lo stress passavano.

Lo Schiavo durante la prova di traversata in mare aperto nella baia della Florida si è accorto che un ufficiale americano era in grande difficoltà ed ha così deciso di tornare indietro e caricarlo sulle proprie spalle, per poi trasportarlo per un miglio fino al traguardo. Per questo bellissimo gesto di altruismo il palombaro non ha battuto il record della storia della Marina statunitense per un 0,002 punti (a ridosso soltanto dei risultati del leggendario palombaro Carl Brashear) ma è stato comunque premiato come primo del corso con il titolo di Honor Graduate ed è stato anche ammesso al corso mixed gas per l’abilitazione alle immersioni con miscele sintetiche heliox (elio ed ossigeno).

La sua vicenda e il suo aiuto al collega ricordano in modo impressionante proprio la storia di Carl Brashear (primo palombaro afroamericano degli Stati Uniti che perse una gamba per salvare due marinai), abilmente raccontata nel film Men of Honor – L’onore degli uomini con Robert De Niro e Cuba Gooding Jr. Lo Schiavo, da ragazzo, aveva visto la pellicola e ne era rimasto affascinato ma mai avrebbe pensato di trovarsi un giorno a ripetere le imprese di uno dei suoi miti e di passare accanto alla parete dove è appesa la medaglia d’oro di Carl Brashear.

 

Elisa Teja

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