Festival di Sanremo, spunta l’ipotesi di utilizzare Costa Smeralda come “nave hotel” per ospitare pubblico e cast

Secondo un’indiscrezione di Dagospia, la Rai starebbe pensando di isolare il pubblico dell’Ariston e il cast artistico a bordo dell’ammiraglia di Costa Crociere ormeggiata in rada a Sanremo, per evitare contatti con l’esterno

28 Dicembre 2020 | di Giuseppe Orrù
Costa Smeralda

Creare una “bolla sanitaria” a bordo di una nave da crociera, la Costa Smeralda, ormeggiata al largo di Sanremo. Secondo il sito Dagospia, è questa la soluzione a cui starebbe pensando la Rai per garantire la presenza del pubblico in sala in occasione del prossimo Festival di Sanremo, che si terrà da martedì 2 a sabato 6 marzo, il primo dell’era Covid.

L’ipotesi è quella di sottoporre a tampone tutti i 400 spettatori che ogni sera assisteranno dal vivo al Festival e il cast artistico, per poi “isolarli” dal rischio di contagi ospitando tutti a bordo di Costa Smeralda. L’ammiraglia di Costa Crociere per una settimana resterebbe ormeggiata in rada, davanti alla Città dei fiori, per poi trasferire a terra gli ospiti con i tender e, dal porto, con degli autobus diretti all’ingresso del Teatro Ariston, in modo che non vi siano contatti con altre persone esterne alla “bolla sanitaria”.

Proprio “perché Sanremo è Sanremo”, la Rai non vuole che il suo evento nazionalpopolare più importante (soprattutto per i suoi introiti pubblicitari) venga privato del pubblico “in presenza”. Una richiesta che pare essere arrivata anche dal suo direttore artistico e conduttore Amadeus.

Tutti gli altri addetti ai lavori che ruotano intorno al Festival, troverebbero invece posto al Palafiori, compresa la Sala Stampa, da sempre al Roof dell’Ariston (due piani sopra il teatro), che invece verrebbe spostata nel palazzo che ogni anno ospita le radio private, l’hospitality di Casa Sanremo e altri eventi collaterali.

La scelta di creare una “bolla” in mare, a bordo di una nave, era già stata fatta dalla NBA, per poter proseguire il campionato di basket. La Rai sarebbe già in trattativa con la compagnia crocieristica genovese per utilizzare la nave come hotel galleggiante e isolare le 400 persone che ogni sera siederanno sulle poltrone rosse del Teatro Ariston.

Restano però alcuni dubbi da chiarire: non tutti gli spettatori acquistano l’abbonamento a tutte le cinque serate, ma alcuni spettatori hanno il biglietto (o l’invito) per una singola serata. E soprattutto resta da aspettare il confronto tra la Rai e il Comune di Sanremo, assolutamente contrario a questa ipotesi, che andrebbe a penalizzare gli hotel della Riviera dei Fiori, già colpiti dalla crisi Covid.

Dal Comune di Sanremo, infatti, fanno sapere che ancora molti aspetti sono da definire, “dalla dislocazione della Sala Stampa alla gestione del pubblico. Ma di questo si parlerà da gennaio, anche tenendo conto dell’evoluzione della pandemia. La nave? Al momento sono solo indiscrezioni“.

Nel caso di Sanremo Giovani, le selezioni per le nuove proposte che si sono svolte a metà dicembre in diretta su Rai 1, ogni persona che entrava al Casinò di Sanremo è stata sottoposta a tampone ma l’evento è avvenuto senza la presenza del pubblico. Pare molto più difficile, invece, fare il tampone ogni sera a tutti gli spettatori dell’Ariston (tra i 400 e i 500 tenendo conto delle restrizioni) e a tutti i tecnici, lo staff dei cantanti e degli ospiti e chiunque abbia titolo a frequentare l’Ariston durante il Festival.

Nelle scorse ore pare che la Rai abbia fatto un passo indietro, ma senza rinunciare all’ipotesi di una nave. Che sarebbe però destinata ad ospitare i “figuranti”, ovvero delle comparse che siedono nelle prime file per riempire i posti lasciati vuoti da ospiti che si sono allontanati momentaneamente o che hanno dato forfait nonostante l’invito in “poltronissima”. Le comparse, però, non sono così tante da giustificare l’utilizzo di una nave.

Vedremo nei prossimi giorni cosa verrà deciso e se per la prima settimana di marzo l’orizzonte visto da Portosole sarà caratterizzato dalla sagoma di Costa Smeralda, da cui partirebbero i tender per sbarcare persone con l’abito elegante pronte a sedere nelle prime file dell’Ariston.

 

Giuseppe Orrù

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