Genova for Yachting: “La nuova diga foranea è un’occasione di sviluppo anche per la nautica professionale”

Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting, chiede attenzione per la nautica professionale, un comparto in espansione che crea il più alto impatto economico e occupazionale rispetto agli spazi occupati

20 Gennaio 2021 | di Giuseppe Orrù
Il porto di Genova
Una veduta dall'alto del porto di Genova

Non solo navi portacontainer e da crociera, ma anche il diporto deve poter trarre beneficio dalla realizzazione dall’amplòiamento nuova diga foranea del porto di Genova. Lo sostiene Genova for Yachting, il cluster della nautica professionale genovese che oggi riunisce ben 50 realtà tra cantieri, servizi, marina, tecnologie e professionisti, secondo cui la nuova diga rappresenta un’imperdibile occasione per ripensare e migliorare gli spazi portuali, considerando tutte le categorie che vi operano.

La nuova diga foranea del porto di Genova – ha sottolineato Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting – è un’opera fondamentale ed epocale, che avrà un impatto a livello europeo, nazionale e locale. E’ per questo che riteniamo necessario che il dibattito tenga conto di tutti i contributi delle numerose categorie che operano in porto, e in particolare modo della nautica professionale, che comprende l’attività cantieristica e ricettiva per navi da diporto e grandi yacht“.

Il nostro è un comparto trasversale – ha ricordato Costaguta – parte integrante del porto industriale grazie alla cantieristica,ai servizi e alle attività ricettive per i super yacht. Benché contenuti come numeri assoluti, garantiamo il più alto impatto economico e occupazionale rispetto agli spazi utilizzati e il maggior impatto economico in termini di moltiplicatore sull’economia cittadina“.

Grazie allo studio condotto da The European House-Ambrosetti, nel 2019 il contributo della nautica professionale all’economia del porto e del territorio è stato stimato in 369 milioni di euro di impatto economico totale sul territorio, oltre 2 mila addetti di impatto occupazionale e un contributo al Pil ligure di 133 milioni di euro. “Fatte queste premesse – ha spiegato Costaguta – partecipiamo al dibattito pubblico con alcune riflessioni portando il punto di vista dello yachting, settore di eccellenza in crescita costante a livello mondiale“.

Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting

Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting

In particolare il cluster genovese della nautica professionale chiede di prevedere espansioni delle aree del comparto industriale/cantieristico e ricettivo, e la divisione degli accessi delle funzioni commerciali, crocieristiche e dei traghetti da quelli dei grandi yacht e del diporto, garantendo inoltre la sicurezza della navigazione dentro il porto. Su questo aspetto l’associazione condivide la soluzione ritenuta migliore sia dal sindaco Marco Bucci che dall’ammiraglio Nicola Carlone, ovvero quella che prevede che tutte le navi entrino dal nuovo accesso, mentre quello attuale rimanga dedicato alla cantieristica e al diporto.

Inoltre Genova for Yachting invita i progettisti ad analizzare e trovare soluzioni per fare fronte agli eventi meteomarini sempre più frequenti, alle traversie da Est-Sud Est e al problema causato dal basso fondale in ingresso a levante del porto.

Riteniamo importante affrontare ora il tema ambientale – ha concluso il presidente Costaguta – considerando la diga come un’occasione per produrre energia da fonti rinnovabili, imprescindibile per un’opera proiettata nel futuro, e valutare delle compensazioni di interesse per i cittadini: interscambi e implementazione del sistema dei trasporti“.

 

Giuseppe Orrù

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