Il 2020 della Guardia Costiera: il bilancio di un anno di lavoro tra trasporti di dpi, salvataggi in mare e reti da pesca fantasma

E’ tempo di bilanci per il Comando generale della Guardia Costiera, al termine di un anno decisamente particolare ma non per questo privo di interventi e impegni per gli “angeli del mare”

30 Dicembre 2020 | di Giuseppe Orrù
Controlli alla pesca della Guardia Costiera

E’ tempo di bilanci per il Comando generale della Guardia Costiera, al termine di un anno decisamente particolare ma non per questo privo di interventi e impegni per gli “angeli del mare”. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le abitudini del vivere comune, del modo di lavorare, dei rapporti sociali. In questo contesto inedito, la Guardia Costiera si è adoperata nel fornire una risposta concreta e immediata, collaborando attivamente con la Protezione Civile.

Nel 2020 sono stati numerosi gli interventi in tutta Italia per assicurare il trasporto urgente di più di 1 milione e 300 mila dpi (dispositivi di protezione individuale). I militari del Corpo, inoltre, sono stati anche inseriti in dispositivi di pubblica sicurezza, per collaborare con le forze di polizia alla verifica del rispetto delle disposizioni previste dai vari Dpcm emanati per contenere e contrastare la diffusione del virus.

Oltre all’impegno aggiuntivo, dettato dalla pandemia, anche quest’anno gli uomini e le donne della Guardia Costiera hanno comunque garantito la continuità dei servizi indispensabili alla comunità nazionale che dal mare trae sostentamento o in cui trascorre momenti di svago.

SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE

Grazie al lavoro svolto dal 6° Reparto “Sicurezza della Navigazione” del Comando generale, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, è stata mantenuta in efficienza la catena logistica degli approvvigionamenti via mare dei beni essenziali, garantendo la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi che non hanno mai interrotto la propria attività, né è mai mancata l’assistenza nei confronti di quegli equipaggi momentaneamente bloccati nei porti esteri.

Per venire incontro al personale marittimo, inoltre, sono stati prorogati i permessi, i certificati, gli attestati e gli atti abilitativi. L’attività di controllo è proseguita regolarmente con 1.227 ispezioni PSC (Port State Control) a navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 64 sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità concernenti la sicurezza della navigazione.

AMBIENTE

Nel corso del 2020 la Guardia Costiera è stata impegnata anche a favore dell’ambiente, a livello operativo e comunicativo. La campagna “Alla natura non serve”, il cui spot è ancora in programmazione sulle tv nazionali, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sul corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell’ambiente marino e costiero.

L’operazione “Reti fantasma” ha visto, invece, i nuclei subacquei del Corpo impegnati in attività di recupero delle reti da pesca abbandonate lungo i fondali marini: un pericolo per la vita dell’ecosistema marino e per la sicurezza di bagnanti e subacquei. Oltre 7 tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini, pari a circa 240 mila bottiglie di plastica, sono state rimosse dai nuclei sub della Guardia Costiera.

LA PESCA

Sul fronte della pesca, non è mancato il sostegno ai pescatori professionisti, a cui sono rivolte le misure governative per agevolare lavoratori e imprese nell’affrontare la contingente situazione economica alterata dalla pandemia. Sono state erogate, in particolare, due diverse forme di sostegno al settore della pesca: 14 milioni di euro provenienti dal Fondo pesca e acquacoltura per l’emergenza COVID-19, e 16 milioni di euro a favore del fermo pesca (obbligatorio e non).

All’impegno in ambito amministrativo, è stata affiancata l’attività di controllo pesca, che ha registrato per il 2020 un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro di sanzioni, per 340 tonnellate di prodotti irregolari, un terzo dei quali di provenienza estera.

Attraverso diverse operazioni, l’ultima delle quali è stata “Frontiere tracciabili”, una serie di ispezioni lungo l’intera filiera ittica e sulle grandi piattaforme logistiche di distribuzione, sono stati tutelati i prodotti made in Italy. Inoltre, solo nel 2020, in aggiunta alle attività svolte dai mezzi assegnati ai comandi del bacino tirrenico meridionale, l’impiego di mezzi aereo-navali d’altura della Guardia Costiera ha portato al sequestro di oltre 120 km di reti irregolari.

RILASCIATE 8 MILA PATENTI NAUTICHE

Alle attività in mare, si affianca il lavoro amministrativo della Guardia Costiera. Tra certificati, autorizzazioni, pareri, nulla osta, licenze e quant’altro, sono stati erogati più di 270 mila atti amministrativi. Sono state invece più di 8 mila le patenti nautiche rilasciate, a fronte di 2.270 sessioni di esame.

IL SOCCORSO IN MARE

Il compito principale della Guardia Costiera resta sempre quello più nobile: il soccorso in mare a salvaguardia della vita umana. Anche quest’anno, l’impegno del Corpo è stato notevole: sono stati soccorsi, a seguito di operazioni SAR (Search and Rescue), 3.416 diportisti, pescatori, equipaggi marittimi, bagnanti e subacquei e 4.775 migranti. L’operazione estiva Mare Sicuro, giunta al suo 30° anno di vita, ha garantito la sicurezza in mare di bagnanti e diportisti, consentendo il regolare svolgimento delle attività ricreative e commerciali.

In occasione di condizioni meteo proibitive, tali da impedire ai mezzi navali di raggiungere in tempi brevi il luogo delle operazioni, si è compresa l’imprescindibilità del soccorso in mare con aereomobile. La componente aerea della Guardia Costiera, che quest’anno è stata ampliata con 4 nuove unità ad ala rotante, si è spesso rivelata di fondamentale importanza in molte operazioni di salvataggio, tra cui quella della motonave Norman Atlantic, di cui ricorre in questi giorni il 6° anniversario, che è stato il più grande soccorso via-aerea mai effettuato al mondo.

Le capacità professionali degli uomini e delle donne della Guardia Costiera – ha dichiarato il comandante generale, ammiraglio Giovanni Pettorinola loro capacità ad adattarsi ai cambiamenti, quella di offrire all’utenza del mare e dei porti soluzioni flessibili e innovative costituiranno le leve, su cui le Capitanerie di porto-Guardia Costiera continueranno a costruire la prossima ripartenza“.

 

Giuseppe Orrù

 

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