Il blu del mare e il verde della natura. Ecco “Blue Green”, il progetto di Oudendal Groep per la Fiera di Genova

LN vi presenta il progetto di come la società olandese esclusa dal bando (ma in attesa del parere del TAR ormai inutile, essendosi i francesi ritirati) ha immagina l’area della Foce

11 aprile 2019 | di Giuseppe Orrù
La zona interessata dal progetto del Waerfront di Levante
La zona interessata dal progetto del Waterfront di Levante

“Fare rinascere una ‘Superba’ area di Genova, attraverso l’abbraccio del blu del mare con il verde della natura: un’innovazione gioiosa per l’intera cittadinanza”. È questo l’obiettivo di Oudendal Groep, la società olandese che ha presentato un progetto per la riqualificazione della Fiera del Mare di Genova. Il Gruppo, escluso dai giochi nella prima fase della gara d’appalto per la progettazione, ha presentato un ricorso al Tar.

In un documento, Oudendal Groep ha poi illustrato la sua posizione in merito al progetto di Renzo Piano e la sua idea di riqualificazione. Il progetto iniziale, come sostenuto da entrambe le multinazionali che hanno partecipato al bando di gara, si è rivelato anti economico.

“Se da un lato -sostengono i tecnici di Oudendal Groep- la ‘nuova’ proposta progettuale presenta aspetti di rilevanza architettonica indiscutibili e di massimo pregio, dall’altro si interpongono elementi edilizi/urbanistici ed economici ostativi alla realizzazione così come concepita”. Secondo gli olandesi, infatti, l’idea di Renzo Piano “comporta investimenti di notevole entità, che sono supportati solo parzialmente con ricorso a finanziamenti pubblici”.

IL CANALE

Tra i punti più contestati del progetto di Renzo Piano, c’è la realizzazione del canale, che “prevede l’esecuzione di un’onerosa ed antieconomica opera di sbancamento e scavo -scrive la società olandese- con conseguente gestione delle migliaia di tonnellate dei materiali asportati (non inferiore a 800 mila ton) che dovranno essere movimentati all’interno del circuito cittadino mediante l’utilizzo di trasporti giornalieri con camion di 40 tonnellate per un periodo non inferiore a 6 mesi, per poter raggiungere i siti di smaltimento. Inoltre, la presenza Padiglione ex Fiat (parte del padiglione C), sito nell’area dove è prevista la realizzazione del canale navigabile, costituisce un ulteriore impedimento alla realizzazione”.

CANTIERE A IMPATTO ZERO

Oudendal Groep, invece, aveva proposto un progetto diverso, impegnandosi a realizzare un cantiere a impatto zero. Ecco l’idea degli olandesi: “La riqualificazione di un’area nevralgica della città sarà mirata a un beneficio complessivo di Genova tutta, dove il rilancio ai fini turistici, culturali ed economici sarà al centro dell’intero progetto di riqualificazione”.

Le aree in oggetto, infatti, costituiscono il baricentro ideale per nuove ipotesi di sviluppo per la città. Proprio su questi presupposti si ritrova il filo conduttore della proposta “Blue Green” della Oudendal Groep, che punta a restituire le aree ai cittadini e alla città stessa, collocandosi “in modo non distonico rispetto all’elaborato di Renzo Piano”.

Nelle idee di Oudendal Groep, la nuova configurazione dell’area, sotto il profilo urbanistico, era stata concepita come uno spazio fruibile prevalentemente dai pedoni, con un evidente esclusivo “uso pubblico”, riducendo il traffico in entrata, isolando e creando vari percorsi ciclo-pedonali.

Se la riqualificazione descritta dall’architetto Piano era incentrata essenzialmente sulla realizzazione dei canali per “ricucire” l’area al mare, Oudendal Groep vuole invece realizzare un intervento ispirato ai valori fondamentali dell’ambiente, prevendo anche la realizzazione di un’area filtro, costituita da un parco alberato usufruibile dalla cittadinanza, privilegiando, anche durante l’eventuale processo costruttivo, le nuove tecnologie ad “impatto zero”.

I PUNTI DEL PROGETTO

Sulla base di questi presupposti, l’iniziativa “Blue Green” puntava a:

  • riqualificare l’intero sito in conformità con quanto prescritto dal PUC vigente
  • riqualificare il Palasport, che potrà ospitare eventi e manifestazioni internazionali, in modo da farlo diventare un “nuovo spazio polifunzionale”, usufruibile quotidianamente
  • realizzare superfici destinate ad hotel, uffici commerciali e spazi residenziali, che avranno la funzione di rilanciare l’immagine della città di Genova, anche attraverso l’organizzazione di attività e di eventi di ampia risonanza internazionale
  • dotare l’area di tutti gli standard, compresi parcheggi pubblici, necessari sia a rendere funzionali le attività insediate sia a collegare la zona al centro con mezzi pubblici a mobilità pulita
  • una progettualità che consentirà ai residenti e ai fruitori dell’area di poter usufruire di una “finestra verso il mare da qualsiasi punto di osservazione della rinata “area ex-Fiera”
  • realizzare un parco verde di connessione con la città delle dimensioni di circa 6 ettari

Il progetto “Blue Green” voleva quindi costituire “un mix funzionale -spiega Oudendal Groep- fortemente connesso per la creazione di un sistema produttivo, commerciale, turistico/culturale e residenziale“.

Le aree, così pensate e riqualificate, avrebbero dialogato armoniosamente con il centro della città, coniugando vantaggi di carattere paesaggistico ed economico, stabilendo un equilibrio tra uomo e natura, migliorando il comfort dei residenti e dei frequentatori e il rapporto con l’ambiente circostante, integrando paesaggio umano e natura, in un indissolubile abbraccio.

 

Giuseppe Orrù

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8 commenti

  1. Emanuele Remondini ha detto:

    Ottime proposte solo che l’area a verde andrebbe compresa dentro in porticciolo che unisca da Punta Vagno a alla Foce..attività nautiche turistiche..posti lavori e sviluppo…

  2. Franco ha detto:

    Peccato una occasione di respiro internazionale persa….

  3. Mario Salvai ha detto:

    Io la vedo così.
    Gli olandesi si sono permessi di modificare l’iniziale progetto di Renzo Piano, che le istituzioni liguri e genovesi mettono a cappello su ogni importante manovra o situazione (come se si pensasse che, siccome c’è la sua firma, sia sinonimo di migliore realizzazione). Cercavano solo di renderlo più “terreno” con una più reale e concreta sussistenza sociale/economica, aspetto che l’artista Piano probabilmente ha trascurato.
    Ma “contraddire” lui, è stato inteso dalle istituzioni come un contraddire loro stesse, così via libera ai francesi, che non avevano modificato una virgola del progetto Piano; peccato che il gruppo francese si trovava quasi in liquidazione ed alla fine non hanno dichiarato nulla sulle proprie difficoltà, ma bensì hanno confermato che la visione olandese era corretta, che si trattava di un progetto irrealizzabile, con dei costi mai ammortizzabili.
    Chi riuscirà a far ammettere dalle istituzioni, che si sono sbagliate sull’approccio e gestione?
    Mah…forse solo Renzo Piano, mettendo sè stesso a cappello di sè stesso, ammettendo di aver partorito un errore. Impossibile, utopia.
    E Genova, in questo, rimane al palo, per puro orgoglio di pochi che decidono.
    Peccato… a me il Blu Green mi affascina, contribuisce anche a dimostrare l’incompatibilità dei vicini ed inquinanti cantieri navali, che Toti, invece, a spada tratta difende e per i quali ha anche dichiarato vederci sinergia con i quartieri di Foce, Carignano e Centro Storico.

  4. Monica ha detto:

    Non si comprende perché il comune non abbia ancora passato le consegne agli olandesi visto che sarebbero stati da subito capaci di dare inizio ai lavori essendo solidi economicamente. Cosa si nasconde o chi si nasconde dietro questo ostruzionismo verso gli olandesi. Povero quartiere fieristico. E se a tutti i costi il canale dovesse essere fatto con soldi pubblici per soddisfare l’idea dell architetto Renzo Piani o per dare più spazio ad Amico sarebbe davvero un indecenza. Che l’ inse!!

  5. DOMENICO ha detto:

    Guardate bene il progetto blue print: il pad B coi canali intorno, può essere assegnato solo ad Amico.
    Non si possono fare le fiere portando con le barche gli allestimenti via mare.. non ci arrivano nè barche, nè furgoni… Amico è stato non bravo, ma bravissimo. Ottimo sponsor??? SCELTE FATTE DA TEMPO

  6. Quaglia Maria Cristina ha detto:

    Tutto questo deve vedersela con le riparazioni nvali ed Amico che invaderà buona parte dello specchio acqoeo. sindaco e Governatore ormai hanno fatto i loro giochi. I cittadini sono fuori!!!

  7. Silvana ha detto:

    No, Non scommetto: hai ragione. Ho sentito che gli olandesi avrebbero voluto partecipare anche ad altri investimenti qui a Genova. Siamo bravi a far scappare chi ha i soldi. Speriamo almeno che il sindaco apra gli occhi … e speriamo che non venga in mente di far come comune il canale e buttar via soldi, invece di utilizzarli meglio. Ma tutto e possibile. Certo, che un parco senza auto ma solo passeggio e aree tipo campus sarebbe stato fantastico al posto delle riparazioni navali.. e questo è un addio alle alle fantastiche fiere.
    Salone Nautico, fiera dei fiori, ecc… alle quali partecipavano da tutto il mondo. se andiamo avanti così, andiamo indietro…

  8. franco odetti ha detto:

    Olandesi, non perdete tempo: I giochi erano fatti da tempo. Il famoso architetto ha progettato il canale che non si può fare per Amico: la concessione per 20 anni ad Amico e 4 a Ucina parla da sola; tra 4 Anni, Amico prende tutta la concessione assegnata ad Ucina per calmare le acque; il padiglione escluso dalla gara, sebbene deliberato dalla giunta per la vendita, sarà acquisito da Amico per cantiere e rimessaggio, il canale serviva proprio a questo: dare il canale e il pad B ad Amico Mi dispiace per voi, ma perdete solo tempo. Sapete come andrà a Finire: Per calmare la Corte dei Conti, il Comune riacquisterà gli immobili di Spim, aumentando il proprio debito,rifaranno la gara per favorire qualcun altro , e il quartiere avrà ancora canale stagnante e case con vista padiglione blu e muraglione di corso A. Saffi.. anzichè 6 ettari di verde solo pedonale nel cuore della città di vivibilità.. Si scommette 5 a 1.
    Non è cambiato nulla dai precedenti politici…. Che vergogna!!!

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