La rinascita di “Lulworth”, il cutter aurico più grande al mondo

Lo yacht da regata ha lasciato la Tunisia. Dal sequestro alla nuova vita nella scuola nautica delle Fiamme Gialle a Gaeta

6 Agosto 2020 | di Maria Cristina Sabatini

È iniziata pochi giorni fa la nuova vita di Lulworth, il cutter aurico più grande al mondo. Il gip del Tribunale di Roma ne ha disposto l’affidamento in custodia giudiziale alla Guardia di Finanza, che lo impiegherà per lo svolgimento di attività addestrative della Scuola Nautica di Gaeta.

Se chiudete gli occhi potete immaginarlo scivolare lungo la superficie del mare, con le vele gonfiate dal vento. Bellissimo. Elegantissimo nei suoi 46 metri di lunghezza e una superfice velica di oltre 1.300 mq. Costruita nel 1920, nel cantiere White Brothers Yard, vicino a Southampton, questa signora dei mari, oggi come allora, mantiene intatta tutta la sua eleganza ed il suo fascino.

Lulworth: uno yacht a vela dal valore di 10 milioni di euro

Era lei, infatti, il pezzo di maggior pregio tra i beni sequestrati tre anni fa dalla Guardia di Finanza ad un imprenditore romano “sconosciuto al fisco”,  il cui patrimonio era stato stimato attorno ai 40 milioni di euro e Lulworth, da sola, ne vale oltre 10 milioni.

Il faccendiere ne era talmente innamorato da aver cercato in tutti i modi di farne perdere le tracce, trasferendola dal porto delle Grazie (Porto Venere) in quello iberico di Palma de Maiorca, in Spagna, da dove nel 2017 l’imbarcazione era salpata verso una destinazione top secret.

E Lulworth è certamente bella da far perdere la testa. I 100 anni che porta addosso non fanno altro che arricchire il suo charme. Chissà quante anime sono salite a bordo e quante storie l’hanno attraversata.

Le tante vite di Lulworth: dalle regate al sequestro

Progettata da Herbert W. White e realizzata con una tecnica estremamente raffinata, Lulworth è nata per correre. Richard H. Lee, suo primo proprietario voleva un’imbarcazione che gli permettesse di competere nel campionato di alta lega in Europa: la “Big Class” britannica.

Il suo secondo proprietario, Herbert Weld, decise di cambiarle nome da “Terpsichore”, la musa greca della danza, come era stata battezzata da Lee, in Lulworth, nome del luogo dove nel Dorset sorgeva il castello appartenente alla sua famiglia. Il nonno di Weld era socio fondatore del Royal Yacht Squadron.

Tra il 1920 e il 1930 Lulworth prese parte a 258 regate, ottenendo ben 59 primi posti. Era parte della gloriosa flotta di yacht d’elite soprannominata i Big Five che fecero sognare gli appassionati del mare dell’epoca, con le loro vittorie nelle principali regate veliche.

Poi, nel 1930,  con l’arrivo nell’America’s Cup degli innovativi design J- Class, Lulworth dovette dire addio alla sua carriera. Niente più vele gonfiate dal vento, niente sudore e salsedine a bruciare il viso di suoi equipaggi.

Sopravvissuta miracolosamente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, in particolare al raid aereo che distrusse il bacino in cui era ormeggiata, nel 1947 Lulworth iniziò la sua seconda vita lontano dal mare e dalle amate regate, ma comunque riniziò una vita! Richard Lucas e sua moglie Renè, stregati dalla bellezza dell’imbarcazione, la salvarono da una fine ingloriosa trasformandola nella loro casa galleggiante nelle acque del fiume Hamble.

Dal fiume Hamble alla Spezia il salto non è breve. Eppure è qui che la storia del magnifico cutter nel 2001  riprese vita, quando l’armatore olandese Johan Van Den Bruele se ne innamorò perdutamente, decidendo di investire 10 milioni di dollari per riportare a splendere quel gioiello, ridotto ad un relitto, con un restauro che venne definito “del secolo”.

Maestri d’ascia, posatori di coperta, calafati e carpentieri di grande esperienza, provenienti da almeno 16 differenti Pazioni, arrivarono a Viareggio per prendere parte al restauro di uno dei più famosi yacht a vela di tutti i tempi, lavoro che si concluse nel 2006. Poi nuovamente regate, ma tra i velieri d’epoca, il sequestro e l’arrivo in Tunisia.

Il ritorno in Italia scortata dalle Fiamme Gialle

Pochi giorni fa, alle soglie dei suoi 100 anni, questo meraviglioso gioiello del mare ha lasciato il porto in Tunisia che lo ha accolto per tre anni, per essere scortato dalle Fiamme Gialle nuovamente, verso l’Italia. Buona vita e buon vento a questa splendida signora dei mari che tante storie può raccontare e che tante vite può dire di aver vissuto ma che continua ancora oggi, ad ogni suo passaggio, a farci innamorare!

Maria Cristina Sabatini

Foto:  http://www.lulworthyacht.com/

SCHEDA TECNICA:

Costruttore: White Brothers (1920)

Lunghezza: 46,3 m

Piano velico alberi (1926/2006):

52 m albero in abete

27,60 m boma in abete

20 m asta dello spinnaker sitka

Vele:

465 m2 randa

133 m2 marconi topsail

114 m2 stayail

69,5 m2 fiocco

46,5 m2 fiocco topsail

500 m2 spinnaker

 

 

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1 commento

  1. ROBERTO VITALI ha detto:

    Brava la Guardia di Finanza , anche se mi chiedo quanti personaggi del genere esistono in Italia , oggi non esistere fiscalmente dovrebbe essere inpossibile !!!!

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