1° maggio ore 12: le sirene delle navi nei porti italiani ricordano il lavoro dei marittimi

Anche la Guardia Costiera ha aderito all’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale dello Shipping, per rendere omaggio ai lavoratori del mare, con il suono delle sirene delle navi nei porti di tutto il mondo

2 Maggio 2020 | di Giuseppe Orrù

Questo è stato il vero “Concertone del Primo maggio”. A mezzogiorno di venerdì 1° maggio, tutte le navi ormeggiate nei porti italiani hanno suonato le sirene per esprimere vicinanza ai marittimi e ai lavoratori del mare.

L’iniziativa è stata promossa dall’ICS (International Chamber of Shipping – Organizzazione Mondiale dello Shipping), che ha fatto in modo che il maggior numero di navi attraccate nei porti di tutto il mondo suonassero le sirene di bordo alle ore 12 locali del 1° maggio, Festa dei lavoratori, per ricordare il contributo dato dai marittimi nella vita economica e sociale del pianeta.

Anche il Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera, come segno di vicinanza al mondo dello shipping e a tutti i lavoratori del mare che svolgono un lavoro duro e impegnativo a sostegno del Paese, ha deciso di aderire a questa iniziativa invitando i propri comandi, sparsi lungo gli 8 mila chilometri di costa, a coinvolgere le motovedette in servizio nella giornata del 1° maggio, in modo che anche queste unità suonassero le loro sirene all’unisono con quelle delle unità mercantili.

In questo video, intitolato “Sirene di solidarietà” e realizzato dal comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, un viaggio virtuale nei porti italiani, accompagnato dalle sirene di navi e motovedette.

A tutti coloro che trascorrono la propria vita lontano dagli affetti, in questi giorni così difficili, va il nostro pensiero, la nostra vicinanza“. Con queste parole, il comandante generale delle Capitanerie di porto, ammiraglio Giovanni Pettorino, ha voluto esprimere la solidarietà di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera agli equipaggi delle navi mercantili che, soprattutto in questo difficile periodo, sono costretti a lunghe permanenze a bordo.

 

Giuseppe Orrù

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