LN a bordo di Nave Vespucci. Il comandante Bacchi: “Il passaggio a vela nel canale di Taranto come un abbraccio fra me e l’equipaggio”

Liguria Nautica ha intervistato il capitano di vascello Gianfranco Bacchi, il 122° comandante di Nave Amerigo Vespucci, durante la sosta a Genova della “nave più bella del mondo”

28 Giugno 2021 | di Giuseppe Orrù

Il capitano di vascello Gianfranco Bacchi è il 122° comandante della Amerigo Vespucci, la storica nave scuola della Marina Militare. Il suo periodo di comando lo ha portato ad affrontare un’esperienza unica, non solo per il fatto di trovarsi a comandare “la nave più bella del mondo” ed il suo equipaggio, composto da 264 uomini e donne, che sale a 400 unità dopo l’imbarco degli allievi, ma anche per la campagna dello scorso anno, condizionata inevitabilmente dal Covid.

Nave Amerigo Vespucci, durante il lockdown, ha reso infatti omaggio alle coste italiane con gli alberi illuminati dal tricolore e con le note del maestro Ennio Morricone, suonate al pianoforte di bordo del comandante Bacchi, che prima di approdare in Marina ha completato gli studi al conservatorio.

Un crescendo di emozioni fino al passaggio a vela nel canale navigabile di Taranto, che “è stato come un abbraccio – ha detto il comandante Gianfranco Bacchi a Liguria Nautica – tra me e l’equipaggio. Un momento – ha sottolineato – che mi porterò dentro per il resto della mia vita“.

Abbiamo intervistato il comandante Bacchi durante la sosta a Genova della Vespucci in occasione di The Ocean Race Europe. La nave scuola della Marina Militare italiana è stata l’attrazione principale per tutto il periodo della sua permanenza al Porto Antico, prima di partire per Montecarlo.

Insieme al comandante Gianfranco Bacchi, abbiamo parlato anche della vita a bordo degli allievi dell’Accademia Navale, delle (tante) opportunità che ancora oggi il mare può offrire ai giovani e del suo percorso di vita, che lo ha portato fino al comando di Nave Vespucci.

Un percorso che il comandante Bacchi ha descritto anche nel suo libro, intitolato Il punto più alto, dove però è arrivato alla conclusione che “non esiste un punto più alto, è un concetto relativo”. “In questo momento – ha spiegato – il punto più alto per me è comandare questa nave e un equipaggio importante. Il futuro mi riserverà altri obiettivi, perché cercherò di fare qualche passo in alto per poter vedere un orizzonte più chiaro e poter cercare obiettivi sempre più ambiziosi“.

 

Giuseppe Orrù

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