Mistero a Finale Ligure: due chilometri di spiaggia invasa da materiale bianco paraffinico

Indagine della Guardia Costiera per risalire ai responsabili dello sversamento in mare. Imponente dispiegamento di mezzi per ripulire la costa

3 ottobre 2019 | di Giuseppe Orrù
La spiaggia di Finale Ligure invasa da una sostanza bianca
La spiaggia di Finale Ligure invasa da una sostanza bianca

Un imponente dispiegamento di uomini, mezzi navali e aerei della Guardia Costiera ligure dalla mattinata di mercoledì 2 ottobre è impegnato in un’attività “intensa e delicata” di antinquinamento. Lungo la costa savonese, in particolare a Finale Ligure, il bagnino di uno stabilimento balneare ha infatti segnalato la presenza in spiaggia di grumi di materiale inquinante di colore biancastro, che la Capitaneria di Porto ha classificato come “sostanze paraffiniche

L’allarme è giunto alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Savona che, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Genova, ha inviato sul posto personale dell’ufficio circondariale marittimo di Loano – Albenga. I militari hanno perlustrato accuratamente la zona, riscontrando l’effettivo spiaggiamento della sostanza. In serata si è alzato in volo dalla base di Sarzana anche un elicottero della Guardia Costiera, che ha effettuato un sorvolo sul litorale finalese, riscontrando la presenza di un’ulteriore macchia in mare, a ridosso della costa.

La spiaggia di Finale Ligure invasa da una sostanza bianca

La spiaggia di Finale Ligure invasa da una sostanza bianca

Questa mattina le attività antinquinamento sono proseguite. I nuovi rilievi hanno permesso di riscontrare che il materiale spiaggiato ha interessato circa due chilometri di spiaggia a Finale Ligure. I concessionari degli stabilimenti balneari danneggiati dall’evento sono immediatamente intervenuti, insieme alla ditta “Finale Ambiente”, coinvolta dal Comune per la bonifica dell’area inquinata.

Per la parte di materiale inquinante in mare, è stata attivata la convenzione con il Ministero dell’Ambiente che prevede l’impiego di un mezzo nautico antinquinamento, specializzato in bonifiche, il rimorchiatore Ugo Casa, di stanza nel porto di Imperia.

Il personale dell’Arpal, da parte sua, ha effettuato vari campionamenti del materiale spiaggiato, per accertarne la natura e per agevolare le indagini della Guardia Costiera, a cui spetta il compito di individuare le cause e i responsabili dell’azione criminosa.

 

Giuseppe Orrù

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2 commenti

  1. Oriana ha detto:

    Vi prego aiutate il mare per la nostra salute!

  2. Orietta ha detto:

    Io credo che le navi che sostano al largo siano responsabili di quanto succede all’ambiente marino. É possibile che commettano atti criminali nel pulire i serbatoi delle medesime e che tutte le sostanze velenose finiscano in mare!!
    Ci vorrebbero controlli piu’ rigorosi in mare aperto affinché le navi finiscano d’inquinarlo , non solo, inquinano anche l’aria con il comignoli perennemente fumanti!!!!!

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