Nasce il comitato per il Parco nazionale di Portofino. A guidarlo è l’ex presidente Girani – La nostra intervista

Liguria Nautica ha intervistato Alberto Girani, ex presidente dell'Ente Parco regionale di Portofino e ora promotore del “Comitato per il Parco nazionale di Portofino – Tutti per il Parco”

8 Marzo 2021 | di Giuseppe Orrù
Comitato per il parco nazionale di Portofino
Il panorama di Portofino dalla piazzetta

Il Parco di Portofino diventi nazionale, in modo da attrarre più risorse e quindi aumentare le opportunità per il territorio”. A chiederlo è il neo costituito “Comitato per il Parco nazionale di Portofino – Tutti per il Parco”, promosso da Alberto Girani, ex presidente dell’Ente Parco regionale di Portofino.

UN COMITATO PER IL PARCO NAZIONALE DI PORTOFINO

Il “Comitato per il Parco nazionale di Portofino – Tutti per il Parco” è nato per sviluppare il dibattito sull’istituzione del Parco Nazionale a partire dal documento scientifico redatto per conto del Ministero dell’Ambiente, da parte dell’Ispra.

Ad oggi il Parco di regionale di Portofino è appunto a caratura regionale e si estende principalmente sul promontorio. Secondo il comitato, invece, il Parco “deve essere sede di molteplici progetti  – si spiega in una nota – dei quali vogliamo riflettere insieme, da quelli educativi a quelli contro il dissesto idrogeologico, a quelli per avere parti di territorio ‘plastic free'”.

Il comitato ora vuole iniziare a tracciare una strada per affrontare in maniera trasparente e condivisa questa prospettiva, ritenuta alternativa a quella di “abbandono dell’attuale parco voluto da Regione Liguria – sottolinea la nota – e di progressivo degrado naturale, che la serie di alluvioni, frane e mareggiate stanno causando. Inoltre il degrado sociale e la disoccupazione sono tra gli indici più evidenti della mancanza di una progettualità territoriale ampia. E’ mancata – afferma il comitato – la collaborazione delle amministrazioni nel mettere a sistema le risorse presenti“.

COME ARRIVARE AL PARCO NAZIONALE DI PORTOFINO?

Il normale iter di istituzione di un Parco nazionale parte dall’identificazione dei suoi confini, che si determinano a partire da studi scientifici che hanno individuano un territorio all’interno del quale questi possono essere scelti.

Il comitato ricorda che lo studio dell’Ispra distingueva due aree. La prima nell’ambito costiero dei Golfi Paradiso e Tigullio, l’altra nel corrispondente entroterra della Fontanabuona, che interessa quasi esclusivamente il versante destro del torrente Lavagna, per un totale complessivo di 15.339 ettari.

Questo comitato – racconta Alberto Girani a Liguria Nautica – è nato da pochissimo, da una chat del gruppo del Golfo Paradiso in cui si parlava di sviluppo locale e dove si è giunti alla conclusione che il Parco era la prospettiva migliore su cui investire per il futuro del Golfo Paradiso nel suo complesso. Sono coinvolti tanti soggetti, dalle associazioni ambientaliste, fino a soggetti politici e cittadini che prima non si erano avvicinati forse per posizioni non condivise del tutto“.

Girani ricorda che il parco è commissariato dal 20 dicembre 2019 e non ha approvato il bilancio 2020. E parla di risorse. “Il Parco nazionale più piccolo d’Italia, quello delle Cinque Terre, ha preso negli ultimi due anni – ricorda il fondatore del comitato – contributi per 19,5 e 13,5 milioni di euro, mentre il Parco di Portofino, 1.056 ettari, prende solo 1,2 milioni di euro di contributi“.

IL PARCO NAZIONALE FONTE DI SVILUPPO?

L’obiettivo è arrivare a parlare di occupazione e possibilità di sviluppo, grazie ai fondi europei e ai vari contributi. “Ora ci sarà la corsa alle risorse del Recovery fund – spiega Girani – che però non darà soldi a tutti. Serve un ente sovraordinato che metta insieme le capacità progettuali di tutti, per prendere soldi, spenderli e rendicontarli. L’unico soggetto capace di intercettare i soldi è un Parco nazionale“.

La prima riflessione del comitato è la proposta di una “perimetrazione credibile e funzionale allo sviluppo locale”, ovvero partire dalle aree protette esistenti, come il Parco di Portofino e le Zone Speciali di Conservazione che fanno parte della Rete europea Natura 2000. Si tratta del Monte Fasce, del Rio Tuia Montallegro, della pineta lecceta di Chiavari, dei fondali Nervi Sori, dei fondali Golfo di Rapallo e dei corridoi ecologici che le congiungono.

Bisogna inserire nel nuovo parco – sostiene il comitato – delle aree di crinale, panoramiche, sulle quali sviluppare un turismo incentrato sull’escursionismo, il recupero dei manufatti e della cultura pastorale e religiosa. Un turismo anche di prossimità, al di fuori del periodo turistico tradizionale, con incentivi a soggetti economici legati alla ristorazione, alla ricettività minore e all’accompagnamento“.

ALCUNI PROGETTI PER IL PARCO DI PORTOFINO

Intorno ai crinali, il comitato ritiene importante includere nel parco i boschi. “Bisogna sviluppare progetti – commenta Girani – sull’assetto idrogeologico e sui boschi, tutti ormai abbandonati, diventati un problema, perché franano. Bisogna migliorare la permeabilità dei terreni, controllando lo scorrimento delle acque superficiali. Poi ci sono gli oliveti: si potrebbe fare un grosso progetto per avere un prodotto a marchio Igp, dato che in zona ci sono 7 o 8 frantoi“.

I prossimi passi del comitato andranno quindi nella direzione di unire territori e Comuni, “per capire dove potrebbe stare il parco – conclude Girani – e quali benefici potrebbe portare a ogni comunità. Penso a una rete sentieristica globale, che porti ad un turismo fuori stagione. Vorremmo ragionare con i singoli territori, su come stabilire i confini di questo Parco nazionale: aggregare più territori, per 4-5 mila ettari, ma utilizzando un brand così forte, come Portofino, per il nome del Parco nazionale“.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Luca Castagnino ha detto:

    Buonasera, sono interessato gf partecipare all’attività della Vostra Associazione Tutti per il Parco, per tanto con la presente vi chiedo le informazioni utili per farne parte. Cordiali saluti

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