Nave Italia: il primo maggio salperà la campagna di solidarietà 2018

La Fondazione Tender to Nave Italia onlus ha selezionato 22 associazioni che viaggeranno a bordo di Nave Italia, il brigantino più grande del mondo, dal primo maggio al 20 ottobre. Genova, Livorno, Gaeta, Olbia, Civitavecchia, Salerno, Cagliari, La Spezia tra le tappe in programma

23 febbraio 2018 | di Giuseppe Orrù
Nave Italia
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Il “miracolo” di Nave Italia si ripeterà anche quest’anno: imbarcare giovani disabili e con problematiche varie e farli sbarcare dopo un’esperienza unica nel suo genere, con più autostima e più fiducia in loro stessi. Equipaggi “speciali” da tutta Italia e dall’estero navigheranno per progetti di educazione, formazione, riabilitazione e inclusione sociale. Quest’anno sono previste anche alcune novità, oltre a una giornata di formazione.

Sono state selezionate le 22 associazioni che salperanno a bordo di Nave Italia, alternandosi dal primo maggio al 20 ottobre per la campagna di solidarietà 2018 con Fondazione Tender to Nave Italia onlus. Genova, Livorno, Gaeta, Olbia, Civitavecchia, Salerno, Cagliari, La Spezia sono solo alcuni dei porti che ospiteranno quest’anno la nave con equipaggio della Marina Militare e sostenuta dallo Yacht Club Italiano.

La fondazione sviluppa ogni anno progetti educativi e riabilitativi a bordo di Nave Italia, che con i suoi 61 metri è il più grande brigantino al mondo, con lo scopo di promuovere lo sviluppo umano attraverso la vita di mare e la navigazione. L’obiettivo di fondo è abbattere il pregiudizio sulla disabilità e l’esclusione sociale di soggetti disabili o vittime di disagio sociale. Nave Italia, che è lo strumento che permette di realizzare questi ambiziosi progetti, dopo una stagione invernale che l’ha vista oggetto di alcuni interventi tecnici per manutenzioni periodiche e ammodernamenti, approderà anche nel 2018 in diversi porti tra Mar Ligure e Tirreno con il coinvolgimento, nelle varie tappe, di 22 equipaggi “speciali”.

I progetti

Tra i 22 progetti di inserimento sociale 2018, ci sono quelli curati dall’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” (quattro progetti), dall’Ambasciata italiana di Praga (progetto internazionale per bambini della Repubblica Ceca sviluppato per la prima volta nel 2017) e dall’Istituto Regionale Garibaldi per ciechi. In attesa dell’imbarco è il momento della formazione: alle associazioni coinvolte la fondazione dedicherà infatti la giornata del 6 aprile per fornire le istruzioni principali per ottimizzare il tempo a bordo per le attività di navigazione e per il progetto di inserimento.

Il progetto Nave Italia rappresenta un modello unico e vincente di grande impegno e solidarietà civile, in cui la cultura del mare e della navigazione, di cui la Marina Militare è custode, diventano strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia.

Le novità del 2018.

Da quest’anno, tre dei 22 progetti affronteranno per la prima volta un nuovo programma sperimentale che prevede lo sviluppo della metodologia di inserimento sociale di Nave Italia, distribuito in tre fasi settimanali distinte con inizio questo inverno sulla neve.

Le tre fasi del progetto sperimentale sono un pre-imbarco in montagna con il Centro Addestramento Alpini di Aosta, l’imbarco su Nave Italia ed un post-imbarco a Genova alla “Scuola di Mare Beppe Croce” dello YCI

Crediamo fortemente -ha spiegato il direttore del comitato scientifico di Nave Italia, Paolo Cornaglia nello sviluppo del modello di inserimento messo a punto in anni di lavoro dalla Fondazione. L’ampliamento del percorso di inserimento a tre settimane consentirà una ottimizzazione delle attività di accrescimento di autostima, autonomia, social skills dei soggetti coinvolti”.

La scorsa stagione

Nel 2017 sono stati imbarcati su Nave Italia 317 partecipanti ai progetti (167 area disabilità, 54 area salute mentale, 96 area disagio famigliare e scolastico) con 121 operatori coinvolti. I protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con disabilità, disagi psichici, sociali e famigliari, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che sulla nave riconquistano la fiducia in sé stessi, attraverso un’esperienza che unisce l’amore per il mare all’amore per la vita. A bordo, infatti, non esistono differenze, ogni persona arricchisce l’altro con la propria originalità e le emozioni si trasformano in ricordi indelebili nel tempo, che accompagneranno questi ragazzi “speciali” nella loro vita futura.

 

Giuseppe Orrù

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