Norman Atlantic, a Bari concluse le operazioni di spostamento del relitto

Nel naufragio avvenuto il 28 dicembre del 2014 davanti alle coste dell'Albania, a causa di un incendio scoppiato nella stiva, morirono 31 persone e ne rimasero gravemente ferite altre 64

5 giugno 2018 | di Chiara Biffoni

A Bari si sono concluse in giornata le operazioni di spostamento del Norman Atlantic, la motonave che il 28 dicembre del 2014 prese fuoco e naufragò davanti alle coste dell’Albania. Nel gravissimo incidente persero la vita 31 persone e altre 64 rimasero ferite.

Ormeggiato da febbraio nel porto del capoluogo pugliese, nei giorni scorsi il relitto è stato sottoposto a manovre prodromiche coordinate dalla Capitaneria di Porto di Bari con il supporto operativo dell’AdSP MAM. Le operazioni di sollevamento della rampa (del peso di 80 quintali) tramite l’utilizzo di due gru, e di saldatura del portellone si sono svolte senza intoppi. Alla messa in sicurezza del traghetto hanno collaborato anche diverse aziende locali, tra cui NavalTecnoSud, impresa specializzata nella realizzazione di attrezzature certificate per i cantieri navali.

Questa mattina, grazie alle condizioni meteo-marine favorevoli, la carcassa della nave è stata finalmente spostata dal terminal crociere presso la banchina numero 30 all’imbocco del porto, liberando così un approdo decisamente importante per il passaggio delle navi da crociera e non solo. Sulla tragedia della Norman Atlantic è attualmente in corso un processo che vede indagate 3o persone e due società con l’accusa di naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime.

L’incendio, scoppiato a bordo del traghetto, partì da uno dei numerosi camion frigo presenti nella stiva. Alcuni di questi, infatti, per poter raffreddare le merci trasportate, dovettero tenere i motori accesi (pratica vietata dalle norme di navigazione) a seguito della mancanza di sufficienti prese elettriche per ciascun autotrasportatore. Un corto circuito ha poi fatto propagare il rogo. Tra le 31 vittime del tragedia, anche alcuni migranti siriani.

Fonte: Il Nautilus.it e Il FattoQuotidiano.it

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