Pesca sportiva e pesca professionale: cambieranno le leggi?

L'obiettivo della serata era quello di portare alla luce tutte le problematiche riscontrate in mare da parte dei pescasportivi

20 Settembre 2017 | di Maximiliano Ricci
L'assemblea tenutasi il 15 settembre dove sono emerse le problematiche riguardo pesca professionale e sportiva
L'assemblea tenutasi il 15 settembre dove sono emerse le problematiche riguardo pesca professionale e sportiva

Venerdi 15 settembre si è tenuta un’importante riunione presso la sala riunioni della società Asper di Genova. All’incontro erano presenti circa una sessantina di persone tra cui i presidenti e i soci di molte associazioni di pesca sportiva e i titolari dei più importanti negozi di pesca di Genova. Il presidente della Fipsas Genova, Marco Imparato, il presidente Associazione Arci Pesca, Antonio Carabetta ed il presidente dell’associazione sportiva Top Anglers, Walter Ferraro, hanno presieduto la riunione.

L’obiettivo della serata era quello di portare alla luce tutte le problematiche riscontrate in mare da parte dei pescasportivi, che sempre piu’spesso sono oggetto di assidui controlli e verbali sanzionatori da parte degli organi preposti ai controlli in mare, con multe che vanno dai 1.000 ai 50.000 euro in base al tipo di trasgressione. Ma molto spesso queste sanzioni fanno capo a leggi obsolete istituite nel 1968, palesemente in contrasto con l’andamento dei tempi e il cambio radicale delle tecniche di pesca.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le sanzioni inflitte ad agosto a due imbarcazioni, che, in una calda nottata, si apprestavano a pescare totani in compagnia, pesca che da sempre si pratica con totanare munite di ardiglioni con attaccato un pesce o un pezzo di lardo, in quanto il cefalopode è attirato oltre che dall’odore della preda anche dal colore. Ma negli ultimi tempi sono spuntate sul mercato totanare con all’interno un piccolo led lampeggiante per attirare le prede.

Purtroppo una vecchia legge prevede che non si possano usare fonti luminose in mare atte ad attirare i pesci sotto la barca perché considerate troppo catturanti ma, ai tempi in cui fu varata la legge, si riferiva alle lampare, unica fonte luminosa usata in quegli anni. Ovviamente un piccolo led non ha nulla a che vedere con una lampara ma la Capitaneria di porto è stata intransigente coi poveri pescatori, applicando una sanzione di 1.000 euro a pescatore e sequestrando un totano e le canne da pesca.

Un’altra disavventura è successa a 4 pescatori di Genova, che si sono visti dare 4.000 mila euro di multa per aver pescato 4 pesci serra in porto e ad altri 2 pescatori delle Cinque Terre, che si sono visti multare per ben 3500 euro per aver urinato alle tre di notte in una zona appartata in mare.

Durante la riunione si sono inoltre raccolte molte testimonianze su illeciti commessi in mare da parte di alcuni “pseudo pescatori”, che avrebbero fatto stragi di pesci sottomisura o vietati, per poi metterli in bella vista sui social, screditando cosi tutta la categoria dei pescasportivi. Si è però preso atto anche di quanto siano sproporzionate le misure minime dei pesci che possono essere trattenuti, basti pensare che, ad esempio, per ricciole, dentici e lampughe la misura minima è di 7 cm per pochi grammi di peso, per pesci che possono arrivare anche a 40 kg in caso di ricciole o a 15 kg per i dentici. Ma non avendo il tempo di riprodursi nell’età adulta si ha un impoverimento delle risorse del mare.

Si auspica pertanto che in un immediato futuro sia praticata in mare la tecnica del catch and release, trattenendo solo il singolo esemplare adulto per essere mangiato, tecnica praticata ormai

con successo da parecchi anni nelle acque interne e che anche i pescatori professionisti siano attenti a rispettare le leggi e a denunciare alle autorità competenti eventuali colleghi che le infrangono.

L’educazione e la salvaguardia del mare e dei suoi abitanti sono alla base di un progetto di ripopolamento in mare. Il cambiamento di mentalità nell’approccio alla pesca e un’etica sportiva più marcata da parte dei pescasportivi sono indispensabili se si vogliono far cambiare alcune leggi vetuste e aprire un dialogo con le istituzioni, per poter migliorare le leggi in fatto di pesca. A tal proposito sono state raccolte numerose idee e proposte da parte dei pescatori e delle loro associazioni di categoria.

Il prossimo passo ha dichiarato Marco Imparato sarà quello di riunirsi ad un tavolo in Regione e discutere con gli organi competenti le nuove proposte.

Maximiliano Ricci

Direttore sportivo Top Angler’S

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