Il Salvator Mundi di Leonardo ritrovato nello yacht del principe saudita Salman

Il mistero della scomparsa del dipinto, acquistato nel 2017 all'asta per più di 450 milioni di dollari, è stato sfatato dal sito Artnet

15 giugno 2019 | di Giorgio Baffo
Il megayacht Serene ormeggiato a Genova (Foto Liguria Nautica)
Il megayacht Serene ormeggiato a Genova (Foto Liguria Nautica)

Secondo Oscar Wilde, noto poeta irlandese dell’Ottocento, esistono due modi per non apprezzare l’arte: “Il primo consiste nel non apprezzarla, il secondo nell’apprezzarla con razionalità”. Quindi, per Wilde, bisogna essere irrazionali per apprezzare le varie forme d’arte che circondano la nostra esistenza, bisogna agire d’istinto, far parlare il cuore e, al contempo, tacere la mente. Così come nel 2017 avrebbe fatto il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman per il “Salvator Mundi“, capolavoro attribuito a Leonardo da Vinci (anche se, secondo una delle massime esperte al mondo del maestro toscano, Carmen Bambach del Metropolitan Museum di New York, il quadro sarebbe opera di Giovanni Antonio Boltraffio, un assistente del genio vinciano).

Mohammed bin Salman in quell’anno aveva fatto parlare di sé soprattuto per l’asta organizzata dalla casa d’aste Christie’s a cui indirettamente avrebbe partecipato a New York (sarebbe stato un altro principe saudita, Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al-Saud, a presenziarvi), durante la quale, sborsando una cifra record di 450.3 milioni di dollari, si sarebbe aggiudicato la prestigiosa opera d’arte.

Il capolavoro sarebbe dovuto apparire, nell’aprile dell’anno scorso, all’interno di una mostra nella succursale del Louvre nella città emiratina di Abu Dhabi, ma l’esibizione è stata prima rimandata e poi annullata. Infatti della tela, dopo l’assegnazione, si sono perse le tracce.

Il mistero della sua scomparsa è stato sfatato solo ultimamente dal sito specializzato Artnet, secondo cui il capolavoro sarebbe finito a bordo del “Serene“, lo yacht di Mohammed bin Salman. Del valore di 500 milioni di euro, varato nel 2011 da Fincantieri, il gioiello “Made in Italy” è lungo 134 metri e largo 18. Al suo interno si annoverano moltissimi comfort tra cui una palestra, due piscine, una jacuzzi, un hangar per elicotteri, due piattaforme di atterraggio, un sottomarino, un cinema. E, forse, anche il “Salvator Mundi“.

Il "Salvator Mundi" in tutto il suo splendore

Il Salvator Mundi in tutto il suo splendore

La presenza a bordo del quadro, secondo Artnet, dovrebbe essere provvisoria visto che il Principe ha in mente di realizzare un enorme centro culturale e artistico nella regione di Al-Ula, la “pietra saudita”, dove sarà collocato il dipinto. L’apertura ai turisti è prevista per la fine di quest’anno e certo la presenza di uno dei massimi capolavori del Rinascimento servirà ad attirare ancor più visitatori. Appassionati che dovranno andare contro il pensiero di Wilde, ammirandola quindi con razionalità. Non come Mohammed Bin Salman, che l’avrebbe tenuta nascosta per più di un anno.

 

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