Scontro Corsica, nella portacontainer c’è ancora carburante. La Procura di Genova indaga per disastro ambientale

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo sull’incidente accaduto in acque francesi. Intanto proseguono le operazioni di bonifica e monitoraggio del mare. La Guardia Costiera italiana invia altri mezzi

16 ottobre 2018 | di Giuseppe Orrù
Lo squarcio nella murata della Cls Virginia
Lo squarcio nella murata della Cls Virginia

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo sulla collisione tra due navi mercantili avvenuta domenica 7 ottobre tra la Corsica e l’isola di Capraia. Nonostante l’incidente sia avvenuto in acque francesi, il pubblico ministero Fabrizio Givri sta indagando per disastro ambientale e inquinamento, dato che il carburante fuoriuscito dopo l’impatto ha raggiunto anche il Mar Ligure.

Intanto nella serata di domenica 14 ottobre la nave ro-ro tunisina Ulysse ha raggiunto autonomamente il porto di Rades, in Tunisia, assistita da un rimorchiatore e monitorata, a garanzia della sicurezza della navigazione e a tutela dell’ambiente, da diversi mezzi navali dei comandi territoriali della Guardia Costiera interessati al transito del convoglio. In particolare si sono mobilitati i comandi di Olbia, Cagliari e Palermo.

Sul luogo dell’incidente rimane ancora la portacontainer cipriota Cls Virginia, che è stata ispezionata da un team congiunto di esperti italo-francesi in materia di sicurezza della navigazione. Per l’Italia presente un ufficiale specializzato in sicurezza della navigazione (Port State Control) in servizio al Nucleo coordinamento regionale PSC di Livorno.

L’ispezione ha permesso di rilevare la presenza di ulteriore carburante all’interno della cisterna lesionata della portacontainer. In queste ore sono in corso valutazioni tecniche su come sia più opportuno esaurire il carburante residuo a bordo, per poi trasferirlo su un’unità specializzata e scongiurare ulteriori rischi per l’ambiente marino.

A scopo precauzionale sono state dirottate sul posto la Nave Peluso e la Nave Ingianni della Guardia Costiera e il mezzo disinquinante della Castalia Koral, mentre l’unità antinquinamento d’altura Ievoli Shuttle è stata specificatamente dedicata al monitoraggio continuo, dedicato alla protezione e prevenzione dell’Arcipelago Toscano, nel caso in  cui le condizioni meteomarine dovessero variare improvvisamente e far dirigere la macchia di gasolio verso la penisola.

Durante l’ennesima ricognizione aerea, l’aereo Manta della Guardia Costiera ha registrato un continuo allontanamento dalle coste liguri dell’inquinamento, che si era spinto fino a 14 miglia dal litorale savonese. Motovedette dei comandi regionali della Guardia Costiera di Genova e Livorno continuano intanto il costante controllo delle acque liguri e toscane.

Nelle immagini della Guardia Costiera le riprese aeree effettuate dal velivolo Manta e le operazioni di bonifica in corso a ridosso dell’area della collisione.

 

Giuseppe Orrù

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2 commenti

  1. Andrea Casini ha detto:

    Quanto è avvenuto è disastrosamente incredibile e indica una gravissima mancanza da parte dell’equipaggio del traghetto, che non ha minimamente utilizzato la normale strumentazione di bordo – radar e AIS.
    Conosco molto bene quel tratto di mare, viene anche anche da chiedersi perchè non sia intervenuta preventivamente la guardia costiera francese, la cui stazione di Capo Corso interroga TUTTE le navi e le imbarcazioni in transito che vengono rilevate dal loro radar.

  2. Giuseppe Ruzzin ha detto:

    lo credo bene che c’è ancora carburante. Le navi porta-contanier hanno serbatori che ne contengono minimo 7.000 tonn. stupisce che sia uscito a centro nave…la nave ha doppio scafo ? Circa gli aiuti quale è il “porto rifugio Italiano” più prossimo al luogo dell’incidente come previsto dalla SOLAS ?

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