Una barca per le persone diversamente abili: ecco il progetto dell’associazione NoiHandiamo di Sestri Levante – intervista di LN

L'associazione NoiHandiamo ci ha illustrato il progetto di una barca accessibile a tutti, su cui le persone diversamente abili potranno salirvi, fare il bagno e godersi momenti di felicità in mare

12 aprile 2018 | di Manuela D'Agostino
La Max Gua sarà una barca accessibile ai disabili grazie al progetto dell'Associazione NoiHandiamo
il progetto della Max Gua dell'Associazione NoiHandiamo di Sestri Levante

Per molte persone fare un tuffo in mare da una barca o anche semplicemente ammirare un tramonto dal mare è qualcosa di normale ma per altre può rappresentare un sogno, un’ esperienza straordinaria come nel  caso delle persone diversamente abili che per la loro limitata mobilità, non riescono  a salire su una barca neanche per un semplice bagno al largo.

Per questo l’associazione di volontariato NoiHandiamo di Sestri Levante, nata con lo scopo di sviluppare progetti di turismo accessibile, sta lavorando al progetto di una barca utilizzabile dalle persone diversamente abili: si chiamerà La MaxGua e permetterà anche alle persone con disabilità di salire a bordo per fare il bagno, guidarla o godersi attimi della navigazione insieme ai loro famigliari e amici.

Liguria Nautica ha intervistato Marco Carbone, presidente dell’associazione, per capire qualcosa di più su questo progetto.

LN – Come è nata l’idea di una barca accessibile alle persone diversamente abili?

MC – La nostra associazione promuove progetti di accessibilità e dal 2014, grazie a questi progetti, abbiamo già reso accessibili a Sestri Levante cinque spiagge libere, dotandole di particolari attrezzature per permettere alle persone diversamente abili di godersi la spiaggia, prendere il sole e soprattutto fare il bagno in piena autonomia. L’idea della MaxGua è una continuazione di questi progetti, una sorta di ulteriore passo in avanti per offrire  la possibilità a queste persone di concedersi  un bagno al largo o ammirare semplicemente i tratti bellissimi della nostra costa dal mare in compagnia dei loro famigliari o amici. Una cosa semplice per molti ma che molto spesso per  loro  è ancora impossibile.

LN – Avete già individuato una barca da modificare: che caratteristiche deve avere?

MCLa barca deve avere la coperta piatta con uno spazio largo 2,60 metri per muoversi  e per consentire il posizionamento delle carrozzine e panche laterali su cui sedersi, per chi non vuole servirsi della carrozzina,  tipo le barche dei sommozzatori.

LN – E quali sono le modifiche da fare?

MCSarà dotata di una “spiaggetta” a poppa elevabile, che alzandosi e abbassandosi fino a scendere sott’acqua consentirà dalla banchina l’ingresso della carrozzina in barca e successivamente l’entrata  in acqua per fare il bagno per poi risalire. Poi ci sarà un bagno accessibile a prua, indispensabile per uscite in mare più lunghe nel caso si organizzassero delle vere e proprie gite. Potrà ospitare  fino ad un massimo di 10 persone, non solo con disabilità e sarà gratuito.

LN – Il vostro progetto di una barca accessibile a tutti  si sta sviluppando anche grazie alla preziosa collaborazione di aziende private e amministrazioni locali: in che cosa consiste la loro partecipazione?

MC – Intorno alla MaxGua si è creato un vero e proprio gruppo di lavoro con alcune realtà del territorio come la Arinox di Sestri Levante tra i principali sponsor, Shore Service a cui spetta il montaggio della spiaggetta,  il Cantiere Sanguineti di Chiavari che si occupa della sua progettazione, mentre con  il Comune di Sestri Levante abbiamo avviato una collaborazione per l’attracco e un rimessaggio adeguati al tipo di imbarcazione.

LN – Oltre a permettere alle persone con disabilità il piacere di un bagno al largo, quali altri obiettivi vi ponete?

MC – Vogliamo dimostrare che è possibile un turismo accessibile e che da fenomeno di nicchia può arrivare a coinvolgere tutti. Solo in questo modo si arriva ad una vera e propria integrazione dei disabili nella società, abbattendo le barriere architettoniche ma anche culturali, sensibilizzando anche le strutture portuali come i porti e le marine a fornire strutture e risposte sempre più adeguate alle esigenze di queste persone che desiderano come gli altri e con gli altri di vivere la vita e gli spazi di una marina.

LN – Quando potremo salire a bordo della MaxGua?

MC – Siamo ancora alla ricerca di fondi e sponsor, ci tengo a sottolinearlo, anche se sono soddisfatto per quello che abbiamo già ottenuto. Sicuramente per l’estate 2019,  prima dell’inizio della stagione.

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