Genova celebra la sua bandiera: il 23 aprile sarà la giornata del vessillo con la croce di San Giorgio

Il consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna sindaco e giunta a istituire la giornata del vessillo con la croce di San Giorgio

8 gennaio 2019 | di Giuseppe Orrù
La bandiera di Genova con la croce San Giorgio
La bandiera di Genova con la croce San Giorgio

In attesa che il sindaco di Genova Marco Bucci chieda alla Regina Elisabetta gli affitti arretrati della bandiera di San Giorgio, il consiglio comunale della Superba si impegna a celebrare la sua bandiera.

Lo farà il 23 aprile di ogni anno, giorno di San Giorgio, così come previsto da una mozione approvata dall’assemblea civica di Palazzo Tursi che impegna sindaco e giunta a istituire la giornata del vessillo con la croce di San Giorgio.

La mozione, proposta dal gruppo di Forza Italia e sottoscritta anche dagli altri gruppi della maggioranza di centrodestra, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e Vince Genova, prevede anche l’organizzazione di una manifestazione solenne ad hoc a cadenza annuale e iniziative, convegni ed eventi per la promozione della memoria storica del vessillo.

Nella mozione si fa riferimento , inoltre, al coinvolgimento degli istituti scolastici genovesi di ogni ordine e grado, dell’Università degli Studi di Genova e di tutte le associazioni e gli enti interessati, sia nazionali che internazionali.

A luglio fu proprio il sindaco Bucci a ricordare alla Regina Elisabetta le comuni radici tra la città ligure e l’Inghilterra, rappresentate proprio dalla bandiera storica con la croce rossa in campo bianco, detta di San Giorgio. Legami ricordati anche durante la missione di marketing territoriale che ha visto impegnato recentemente il primo cittadino a Londra insieme all’assessore Barbara Grosso.

“Quella adottata dal consiglio comunale è una proposta –ha spiegato il capogruppo di Forza Italia Mascia– che va nella direzione di riconoscere la valenza storica e non solo locale del simbolo della nostra città. La fama della bandiera genovese travalica infatti i confini cittadini ed è, anzi, di portata interreligiosa e internazionale, trattandosi del patrono o protettore di un gran numero di Stati e Regioni, come Inghilterra, Portogallo, Lituania, Montenegro, Georgia, Catalogna, Etiopia, Serbia, di più di cento italiane e all’estero di Barcellona, Mosca e Friburgo”.

“Ha ragione il sindaco -ha concluso il capogruppo di Forza Italia- quando dice che la memoria storica e la celebrazione della bandiera con la Croce di San Giorgio sarebbe la più grande operazione di marketing che Genova potrebbe fare“.

Nata originariamente come vessillo della Repubblica di Genova, la croce di San Giorgio venne poi utilizzata dai crociati e in seguito adottata dall’Inghilterra, nonché da molte altre nazioni e città. Ancora oggi campeggia nel fregio della Marina Mercantile e nella Marina Militare a ricordare la Repubblica Marinara di Genova.

A indicare il legame sono anche i motti. Oltre a “Respublica superiorem non recognoscens”, che tradotto significa “La Repubblica che non riconosce (alcun) superiore”, un altro motto della Serenissima Repubblica genovese è “Pe Zena e pe San Zòrzo”, “Per Genova e per San Giorgio”.

A indossarla sulle loro casacche furono anche i pellegrini diretti ai luoghi del Cristianesimo, in particolare dopo il 1095, anno in cui i Turchi selgiuchidi conquistarono Gerusalemme. I crociati, mossi da spirito di missione, sotto il simbolo della croce di San Giorgio e con le armi vollero liberare la Terra Santa, quella in cui nacque e visse Gesù Cristo, reagendo agli attacchi turchi, decisi, una volta soverchiati gli arabi, a conquistare l’impero Bizantino.

Pare proprio che l’uso di questa bandiera da parte dei genovesi risalga all’epoca in cui l’esercito bizantino stanziava nella città. Il vessillo dei militari venne portato in segno di omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio. “L’affitto” della bandiera da parte di Londra risale invece al 1190, quando l’Inghilterra chiese e ottenne di poter utilizzare la bandiera crociata per proteggere le sue navi dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria. Un privilegio per cui il sovrano inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. Lo stesso che ora Bucci vorrebbe tornare a incassare.

 

Giuseppe Orrù

 

 

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1 commento

  1. Marta Robert ha detto:

    Con la nostra bandiera la flotta inglese ha bombardato Genova il 9 febbraio 1941 provocando gravissimi danni alla città e centinaia di morti e feriti.

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