Fondali ad altissima tensione. “Il cilindro di Giada” di Ponga unisce il mistero alla subacquea

Paolo Ponga, collaboratore di Liguria Nautica, è l’autore del romanzo thriller “Il Cilindro di Giada”, un libro del mistero, di avventura e di viaggi sopra e sotto i mari

18 Gennaio 2021 | di Giuseppe Orrù
La copertina del libro

Un libro del mistero, d’avventura, di viaggi sopra e sotto la superficie“. Così Paolo Ponga, giornalista, esperto subacqueo e collaboratore di Liguria Nautica, descrive il suo primo romanzo, dal titolo “Il cilindro di Giada” (230 pagine, 15 euro), pubblicato da Pathos Edizioni.

“Il cilindro di giada” è un romanzo misterioso di azione e di avventura. Il protagonista viaggia per tutta l’Europa alla ricerca della propria salvezza e della soluzione ad un mistero antico. Si tratta di follia o il pericolo è reale? La risposta arriverà dopo innumerevoli peripezie e lotte contro assassini, stregoni e animali pericolosi. Attraverserà grandi incontri e un viaggio nel mondo fisico, oltre che all’interno dell’anima.

Tranne la trama che segue le peripezie del protagonista, tutte le informazioni, le storie, le cornici ambientali in cui il protagonista, si muove sono però vere, o quantomeno ritenute tali dalle culture a cui appartengono: le descrizioni dei posti ovviamente, ma anche tutto ciò che è legato alle storie sugli sciamani, i kriss, le leggende amazzoniche, i miti sugli dei, gli animali marini e gli alberi, così come la storia del conflitto fra Orsini e Tafani e le nozioni inerenti la subacquea.

Ponga ha inventato una trama avvincente, arricchita dal frutto delle sue lunghe ricerche documentarie, che gli hanno permesso di raccontare una vicenda plausibile, basata sulla realtà, per quanto strana possa essere.

Il protagonista parte e si muove alla ricerca di una salvezza fisica, trovando un nuovo scopo e un destino legato a quella spirituale, che iniziano ad intrecciarsi ineluttabilmente e coinvolgono in questo modo amici e nemici che incontra lungo la sua strada e che lo accompagnano, cambiando il suo destino, ed alla fine anche lui stesso. Un viaggio mosso dal desiderio di sopravvivenza, che lo porterà a mille peripezie, a lutti e tragedie, ma anche a vivere appieno l’amore, l’avventura e l’amicizia.

Dopo un primo “quadro” nella giungla, in cui un uomo fugge da altri uomini che lo cattureranno, il romanzo si apre a Vienna, dove il protagonista si prende una breve vacanza dall’orrore che combatte: un tumore alla base del cranio. Questo, forse, gli porta delle allucinazioni, in cui vede personaggi fuori dal comune e di indole malvagia. La trama è un continuo colpo di scena dietro l’altro ed è bene che sia il lettore a scoprirla. Noi, invece, vi raccontiamo com’è nato il primo libro di Paolo Ponga.

LN – Paolo Ponga, che tipo di libro è “Il cilindro di Giada”?

PP – “Il cilindro di Giada” è un romanzo molto particolare. Ho iniziato a scrivere il libro che avrei voluto leggere in un momento particolare della mia vita, poi la trama e i personaggi hanno preso in mano la storia e sono andati avanti per conto loro. Difficile per me definire un genere preciso: è un libro del mistero, d’avventura, di viaggi sopra e sotto la superficie. D’amore e di morte, ovviamente.

LN – Nel libro c’è molto del tuo background, in particolare quello fatto di viaggi e culture diverse in giro per il mondo e di subacquea. Come sei riuscito a trasformare quello che hai imparato nei tuoi viaggi in nozioni per tenere insieme un romanzo thriller? Nel libro c’è tanta fantasia ma ci sono anche tanti spunti reali.

PP – Ti ringrazio della domanda, perché hai percepito esattamente il nucleo del romanzo. La trama è ovviamente di pura fantasia, mentre ciò su cui è basato il romanzo è assolutamente reale. Per fare un facile paragone, l’abito è stato tagliato dall’estro del sarto, mentre il tessuto, i colori e il telaio che l’hanno creato sono reali, palpabili. Così i luoghi e la loro descrizione, gli animali, gli oggetti, i miti e le credenze sono assolutamente reali o tali per le culture a cui appartengono, e mi sono serviti per costruire una storia plausibile.

LN – Si parla anche di subacquea. Tu spesso ci delizi con foto e video del mondo sommerso, un’atmosfera quasi ovattata, dove sei circondato da creature bellissime. Ma anche i fondali marini possono essere ad alta tensione?

PP – Il mondo sommerso è meraviglioso, un mondo incantato alla nostra portata. Allo stesso tempo non dobbiamo mai dimenticare che non è il posto in cui viviamo, e che dobbiamo adattarci alle sue regole. Normalmente un’immersione subacquea è un’attività in grande sicurezza, purché fatta seguendo regole precise, addestramento adeguato, attrezzatura in ordine e sempre entro i nostri limiti. Ci sono però delle tipologie di immersione particolarmente difficili: le immersioni tecniche ad alta profondità, o quelle in grotta, ad esempio: situazioni non per tutti da affrontare seriamente.

LN – Per una persona che ha la tua esperienza, la tentazione di scrivere il classico “diario di viaggio” solitamente è forte e forse è anche la via più facile. Ma il viaggiatore Ponga ha deciso di condividere con il lettore un aspetto diverso da quello delle spiagge paradisiache. Perché hai scelto invece di scrivere un romanzo di questo tipo?

PP – “Il cilindro di Giada” non è assolutamente un diario di viaggio come si potrebbe definire normalmente, a meno di ricordare cosa scrisse a cavallo fra XI e XII secolo il grande pensatore persiano Omar Khayyam: “La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte”. Il mio romanzo nasce dall’aver respirato il profumo della morte, qualche anno fa. Alcune mie vicende hanno così costituito la base del libro, nel quale sono confluite le mie passioni: i viaggi, la subacquea e la soluzione di un mistero.

La copertina del libro

LN – Questo è il tuo debutto da scrittore. Com’è stato? Pensi a un altro libro?

PP – Scrivere un libro è stato molto difficile: la gestazione de “Il cilindro di Giada” è durata 15 mesi. Ero abituato a scrivere articoli di viaggio, mare e storia. La narrativa è decisamente una sfida più ardua. Allo stesso tempo non doveva essere un’autobiografia o un racconto di viaggio, nè qualcosa di totalmente inventato.

L’esperienza è stata però affascinante, tanto da invogliarmi a continuare a scrivere. A settembre 2021 uscirà infatti il mio secondo romanzo, una storia completamente diversa, costituita da due vicende che si intrecciano a 1000 anni di distanza. In questo caso le ricerche storiche sono state assai lunghe, mentre il racconto è venuto come acqua da una cascata.

L’AUTORE – PAOLO PONGA

Paolo Ponga è nato a Milano nel 1963. Lavora come Area manager di una multinazionale alimentare. E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, scrive di ciò che lo emoziona: viaggi, subacquea, storia e ambiente. Ha pubblicato per numerose riviste su cartaceo e online, tra cui anche Liguria Nautica. “Il cilindro di Giada” è il suo primo romanzo.

 

Il cilindro di Giada

di Paolo Ponga

Pathos Edizioni, Torino, ottobre 2020

Pagine: 230

15,00 euro.

 

Giuseppe Orrù

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