Non ci resta che leggere: LN celebra la Giornata del libro con le letture consigliate da due velisti d’eccezione

Il fumettista Davide Besana e lo scrittore Alberto Cavanna ci raccontano il loro libro del cuore

23 Aprile 2020 | di Maria Cristina Sabatini

Giovedì 23 aprile si è celebrata la Giornata internazionale del libro e del diritto d’autore. Istituita nel 1996 sotto l’egida dell’Unesco, la giornata viene festeggiata in tutto il mondo con l’obiettivo di diffondere l’amore verso la lettura, promuovere la pubblicazione di libri e la protezione intellettuale attraverso il copyright. Anche noi di Liguria Nautica abbiamo voluto ricordare questa importante ricorrenza chiedendo ad un giornalista e ad uno scrittore appassionati di mare ed esperti velisti di raccontarci qual è il loro libro del cuore.

Il primo consiglio di lettura ci arriva da Davide Besana, giornalista e fumettista che nella sua lunga carriera ha venduto decine di migliaia di libri. I suoi lavori sono stati pubblicati sulle più importanti testate specializzate come Bolina, per cui ha realizzato i primi servizi a fumetti negli anni 80 e anche su molte testate generaliste. Con la biografia di Paul Elvstrom ha vinto il premio Byron 2019. Amante del mare ed esperto velista, è salito a bordo di barche di ogni tipo e ha navigato con i grandi della vela, da Sicouri a Peyron, da Paul Cayard a Mauro Pelaschier, vincendo numerose regate.

Il suo libro del cuore è “Pescicani da vendere” scritto da William Trevis (prima edizione Rizzoli maggio 1964). “Un diario avvincente – racconta Besana – che descrive le avventure dello scrittore inglese che nel dopoguerra decise di andare nell’Oceano Indiano per affittare un peschereccio e dedicarsi alla pesca al pescecane”. Trevis e il suo equipaggio di pittoreschi pescatori creoli navigarono sulla Golden Bells, un peschereccio a vela, in lungo e in largo per l’arcipelago delle Seychelles. Le battute di pesca duravano settimane.

“La stiva di questo barcone di 15 metri, simile ai nostri Leudi, era inizialmente – spiega Besana – piena di sale e poi di pescecani salati, quindi di notte l’equipaggio doveva dormire in coperta, con una federa profumata di lavanda che le mogli gli davano da appoggiare su un pescecane che loro utilizzavano come cuscino”. Sembra di percepire il contrasto tra il delicato profumo di lavanda e la puzza del pescecane appena pescato.

Un connubio quantomeno insolito, spiegato da un’immagine deliziosa che il fumettista-velista ci regala dalla lettura del libro. “Trevis – ricorda Besana – racconta che se dormi  su una federa profumata di lavanda ti dimentichi di essere in mezzo al mare, dove persino i gabbiani stanchi per riposarsi si appoggiano sugli uomini che stanno sonnecchiando in coperta, con il rischio per molti di riposare con un gabbiano sopra appiccicato”.

Alla domanda del perché abbia scelto “Pescicani da vendere” come libro del cuore dedicato al mare, Besana risponde sicuro: “Perché incarna pienamente lo spirito di avventura e di divertimento di chi va per mare. È un libro scritto molto bene, è molto allegro, racconta solo cose divertenti e fa scoprire un modo di navigare molto simile al nostro ma allo stesso tempo molto differente”.

Il secondo consiglio di lettura ci arriva da Alberto Cavanna, scrittore e illustratore. Il suo legame con le barche e il mare ha radici familiari profonde, tanto che lui stesso ama definirsi “narratore di navi e costruttore di storie”.

Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo il romanzo storico “Bacicio do Tin”, secondo al Premio Bancarella 2004, “L’uomo che non contava i giorni” ‘Mediterranean Award’ per la narrativa e ‘Premio Anthia – Miglior libro Ligure dell’anno 2012, “Il dolore del mare” candidato al Premio Strega e al Premio Campiello nel 2015. “A tradimento”, pubblicato nel 2019, è la sua ultima opera narrativa.

Quando ci sentiamo, Alberto Cavanna è in giardino e sta carteggiando la sua barca “Bianca“, una signora che compirà 100 anni quest’anno e che spesso ricorre all’interno dei suoi libri, dando il nome alle imbarcazioni che vivono nelle sue storie. Il libro del cuore dello scrittore-velista è “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne (prima edizione pubblicata da Hetzel nel 1870).

Mi piace molto – esordisce Cavanna – lo rileggo spesso con interesse e ritengo che possa essere soprattutto in tempi come questi un punto di riferimento per molte cose. L’azione è ambientata nel 1865, un periodo in bilico tra due epoche diverse, stiamo parlando della fine della guerra di secessione americana e dell’inizio dell’espansione industriale. Dal 1865 al 1890 si raccoglie tutto quello che è stato seminato in campo siderurgico, militare, chimico, elettrico etc.. tanto è vero che in questo periodo si passa dal veliero alla corrazzata. Nel giro di 20 anni le navi saranno irriconoscibili”.

Lo scrittore sottolinea in particolare il messaggio trasmesso da Verne nella figura titanica del capitano Nemo.Del passato di quest’uomo – spiega Cavanna – non si sa nulla, se ne conosce solo il presente. In lui c’è la figura dell’individuo che riesce ad utilizzare ogni strumento che ha a disposizione per difendere un’idea e questo secondo me è bellissimo”.

Il passaggio del cuore dello scrittore-velista è racchiuso in una scena, un gesto privo di parole, quando il capitano Nemo sale sul ponte del suo sommergibile, il Nautilus e sventola una gigantesca bandiera nera con sopra una N d’oro. “Questa è una scena molto bella – sottolinea Cavanna – in un momento in cui tutti sventolavano bandiere delle diverse nazioni, è il periodo del nazionalismo feroce che poi sfocerà nella prima guerra mondiale.Ecco in quel momento lui sventola una bandiera che semplicemente rappresenta lui stesso e il suo sommergibile. Come una volta le navi di legno avevano un’anima, lui – conclude lo scrittore – era l’anima della sua nave di ferro”.

E a noi non resta che augurarvi buona lettura e buon vento!

 

Maria Cristina Sabatini

 

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