A Portovenere il “Cantiere della Memoria”

Alle Grazie uno spazio espositivo e propositivo per raccontare le storie delle donne e degli uomini di mare

26 Febbraio 2020 | di Maria Cristina Sabatini

Nel borgo delle Grazie, affacciato sul mare, sorge il Cantiere della Memoria. Qui, in un fondo,”in fregio alle barche storiche”, come ben descrive Corrado Ricci, giornalista e marinaio, ideatore del progetto assieme a sua moglie Jole Rosa, attrice e navigante, sorge questo interessante  spazio culturale. “Un atto di amore e ribellione  – racconta il suo ideatore – per conservare e non perdere la memoria storica”, per coltivare il ricordo delle imbarcazioni storiche e per raccontare le gesta dei protagonisti di grandi e piccole imprese compiute dalle donne e dagli uomini di mare.

Uno spazio culturale per la memoria e il racconto

Dal 2016, anno in cui il progetto culturale ha preso vita, sono stati già 43 gli eventi realizzati, grazie anche alla collaborazione di amici appassionati di mare come Elisabetta Cesari, Alfredo Bruni e Giuseppe Lo Presti.  Scenografie degli incontri sono il porto antico delle Grazie e la villa romana del Varignano Vecchio.

Molte le storie raccontate nel corso del 2019: dal contributo dei cantieri di Porto Venere e delle Grazie al ritorno in Palestina dei profughi ebrei scampati ai campi di concentramento, alla mostra degli ex voto marinari realizzati da Agostino Giacchè. Dalla storia di Alberto Cavanna e il restauro del gozzo “Bianca”, alla video-mostra sui vari delle navi della Regia Marina in Arsenale, realizzata in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla sua fondazione.

Un accento importante Corrado Ricci lo pone proprio sui video documentari, per i quali segue personalmente i testi, mentre per la parte tecnica è coadiuvato da Roberto Celi, Tiziana Pieri, Saul Carassale e dal comandante Ernani Andreatta, fondatore del Museo marittimo di Chiavari.

L’esposizione degli antichi strumenti dei maestri d’ascia

Elemento propulsivo da cui il cantiere ha preso vita, è l’esposizione permanente degli antichi attrezzi dei maestri d’ascia e dei calafati provenienti dalle collezioni di Dante e Pietro Ricci, la memoria storica e la scintilla da cui è nato il progetto. Strumenti  che sono stati collocati sulle pareti dello spazio espositivo dall’artigiano Gigi Roveda, con l’idea di realizzare un allestimento emozionale, che ne esalti il valore poetico e l’identità della comunità marinara ligure.

Le storie delle donne e degli uomini di mare

Tra le tante storie raccontate abbiamo chiesto a Corrado Ricci qual’è quella a cui è più legato. “L’Isola del Tino”, ci risponde, un luogo intriso di valori paesaggistici, religiosi e militari che fanno perno sul complesso monumentale del faro di San Venerio, dedicato al frate eremita patrono del golfo della Spezia e dei faristi, divulgatore della vela latina. “O la storia del Destriero”, continua, il monoscafo che nel 1992 percorse 3.106 miglia nautiche senza rifornimento sull’oceano Atlantico in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi. “Ma a tutte le storie sono legato”, conclude Ricci.  

Un amore per il mare che nasce da bambino

Un amore per il salmastro e per i racconti della gente di mare da sempre insita nel giornalista-marinaio. “Mio padre era un comandante di barche a vela – sottolinea – da piccolo volevo fare il costruttore di barche, sono diventato giornalista quasi per caso. Dall’età di 14 anni ho iniziato a girare in barca a vela con mio zio, Luigi Valdettaro, per l’Adriatico. Era  un’imbarcazione di legno di 13 metri e 50″ .

Un uomo di mare, quindi, che custodisce e divulga le gesta di uomini e donne che hanno fatto dell’acqua salata il loro principale elemento, ma che si possono riconoscere facilmente anche sulla terra ferma osservandone le mani “rivestite di una scorza dalle fatiche. Imperlate di piccole cicatrici”,  racconta Corrado Ricci, ma la gente di mare si riconosce soprattutto “dalla spiritualità – aggiunge – che nasce dalla condivisione di questo elemento”.

La prossima inziativa del Cantiere della Memoria si svolgerà nel mese di aprile, in occasione della giornata del mare e coinvolgerà i ragazzi delle scuole  protagonisti  di “Percorsi nel blu“, progetto didattico portato avanti dalla professoressa Erika Mioni, che si caratterizza per lo studio scientifico della  biodiversità marina costiera e per la proposta di esperienze didattiche sperimentali, in laboratorio, in spiaggia e in mare.

Maria Cristina Sabatini

Foto di Claudio Colombo

 

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2 commenti

  1. Enrico Lombardi (Chico) ha detto:

    Un articolo interessante e forse anche commovente ,Lodevole senza dubbio e trascinante , scritto da chi oltre l’ascia sa usare la penna ed ha quello che i francesi chiamano le pied marine.Forse mritava un cenno il cantierino dell’ullvo di LAURO ove una nave della Memoria completo’ l’allestimento e completo’ l’equipaggio anche con gente della zona stando alla fonda nella famosa rada i Portovenere. Buona Pasquetta.

  2. Mastro d ' ascia Esposito Francesco ha detto:

    Ottima iniziativa . Ho avuto il piacere di visitare il cantiere della memoria grazie al comandante D ‘ ARCO È ALLA PERSONA CHE LO CURA E
    CUSTODISCE . BRAVISSIMI .

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