Ecco il m/y Vanadis di CCN, la prima barca italiana certificata Hybrid Power

Cuore high-tech e stile retrò per questo yacht di lusso certificato dal Lloyd’s Register

28 Luglio 2020 | di Marcella Ottolenghi

Anima hi-tech e arredi in stile classico per il m/y Vanadis di CCN, prima imbarcazione italiana di lusso ad essere certificata Hybrid Power dal Lloyd’s Register. Fully custom di 31 metri di alluminio, questo yacht del cantiere carrarino di proprietà del Gruppo Gavio (unitamente a Baglietto e a Bertram) ha infatti una configurazione ibrida con due motori che possono arrivare a una velocità massima di 12,5 nodi in modalità di propulsione normale e di 8 in quella elettrica.

Un set di batterie a ioni di litio ad elevata concentrazione Aksol alimenta gran parte delle utenze a bordo, garantendo uno stazionamento in rada a zero emissioni per un periodo fino a 17 ore consecutive e la navigazione in completa autonomia per 3 ore a velocità ridotta.

La gestione dell’energia è affidata a un sistema integrato approntato da Siemens, capace di controllare la propulsione, la generazione di energia ed il suo immagazzinamento. Lo stesso sistema intelligente massimizza l’efficienza delle batterie Li-ion, per coprire gli eventuali picchi di carico e limitare, se non addirittura prevenire, l’attivazione dei generatori diesel anche in condizioni di basso carico.

Pod azimutali Schottel (che ruotano di 360° sull’asse verticale) e elica di prua sono gestiti da un processore con software customizzato ad hoc, per manovrare la barca letteralmente al millimetro grazie ad un semplice joystick. Il posizionamento dinamico dello yacht, rilevato da un gps di ultima generazione, consente poi di ancorare elettronicamente premendo un pulsante, mantenendo la barca ferma e la prua fissa in una direzione.

Vanadis – spiega Diego Michele Deprati, ceo di CCN – inaugura una nuova era del cantiere, che vuole posizionarsi come player impegnato in prima linea nella promozione di una rivoluzione culturale che riteniamo essenziale per il rispetto del nostro pianeta“.

Alla eco-sostenibilità high-tech del cuore del m/y Vanadis – che grazie alla configurazione ibrida e alla compattezza dimensionale dello scafo può permettersi una sala macchine a poppa e un vano generatore a prua, ottimizzando in tal modo gli spazi sottocoperta – corrisponde negli interni uno stile ispirato allo Jugendstil, corrispondente tedesco dell’art nouveau.

Progettato da Guido De Groot, il layout prevede una cabina armatoriale e due cabine per gli ospiti sul ponte inferiore e salone, area pranzo e cucina a vista nel main deck, dietro alla timoneria. Gli arredi (sia su misura sia di grandi marchi dell’arredamento) declinati in tinte chiare, con legni sbiancati e la luce naturale proveniente dalle ampie vetrate, ammorbidiscono i volumi.

Esternamente, sul ponte principale, sono organizzate due aree per la convivialità, mentre il flybridge, che ospita una seconda stazione di pilotaggio, è dedicato all’area prendisole, con bar e zona pranzo. A poppa la spiaggetta può ospitare un tender di 5,5 metri di lunghezza.

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