Explorer e expedition yacht: la nuova frontiera dei superyacht di lusso

Philippe Briand, fondatore dello studio Vitruvius Yachts, analizza le trasformazioni del settore delle imbarcazioni di lusso

26 Gennaio 2021 | di Marcella Ottolenghi

Il mondo degli yacht di lusso sta cambiando. Si stanno affacciando sul mercato sempre più modelli pensati per le avventure di una nuova generazione di armatori. Philippe Briand, architetto navale e fondatore dello studio di design Vitruvius Yachts, analizza queste trasformazioni in base alla sua esperienza pluridecennale nel mondo della progettazione nautica.

Explorer e expedition yacht: “Un settore in crescita”

“Il settore degli explorer ed expedition yacht – ricorda Briand – ha registrato una crescita a due cifre dal 2008 a oggi e attualmente rappresenta circa il 10% dell’intero mercato dei superyacht, cifra non lontana da quella degli yacht a vela di dimensioni simili. Credo pertanto non sia un’iperbole pensare che i clienti che in passato avrebbero acquistato uno yacht a vela, stiano ora trasferendo il loro interesse verso questo tipo di barche di lusso, perché, proprio come per la vela, sono ideali per lunghi viaggi e possono avvicinare alla natura”.

Una trasformazione che secondo l’architetto ha già investito altri settori produttivi affini, come ad esempio l’automotive. “Nel settore delle auto di lusso – spiega Briand – ci sono approssimativamente dieci diverse categorie di prodotto tra cui gli acquirenti possono spaziare: dalle sportive Ferrari fino alle sontuose Bentley o alle robuste 4×4 Range Rover, con classi intermedie come quelle dei suv. Suddividendo il mercato in queste nicchie, l’industria automobilistica può così identificare con più precisione i clienti. E questo è ciò che vogliamo fare nella nautica”. Che si traduce, per lo studio londinese, nell’individuazione e nella classificazione dei tre gruppi principali di superyacht, ovvero lifestyle yacht, expedition yacht ed explorer yacht, questi ultimi posizionati a metà fra gli altri due.

Lifestyle yacht, la classe più ampia

I lifestyle yacht appartengono alla categoria più ampia: essa copre infatti il 90% del mercato ed è rivolta a quegli armatori che prediligono godersi una crociera nel Mediterraneo o ai Caraibi. Appartengono a questa definizione gli yacht Vitruvius Najiba di 58 metri e Nautilus di 73 metri (ex Grace E), scafi in cui lo spazio aperto abbonda e quello interno è progettato senza soluzione di continuità grazie alla trasparenza delle ampie vetrate.

Vitruvius Yachts Najiba

Disegni del lifestyle yacht Najiba di Vitruvius Yachts

La relazione con la natura è cercata e mediata attraverso terrazze a filo dell’acqua o ampie vetrate trasparenti. “Spingiamo proprietari e ospiti – racconta Briand – a sentirsi in stretta connessione con il mare, più che vivere isolati in superstrutture estremamente elevate. Ma per essere davvero rivoluzionari in questa categoria è necessario migliorare l’efficienza e progettare uno stile di vita a bordo in linea con quello degli armatori più giovani e aperti”.

Sebbene Mediterraneo e Caraibi siano, anche a detta di Briand, l’opzione migliore quando si tratta di crociere, il resto degli Oceani può cominciare a offrire nuove emozioni. “Gli yacht di oggi – rivela l’architetto – visitano solo il 3% delle coste del pianeta, c’è ancora così tanto da scoprire e da sperimentare. Ciò può diventare un’attrattiva sia per gli armatori esperti, che hanno già ampiamente navigato nelle acque del Mediterraneo e dei Caraibi, sia per i nuovi arrivati, che rivelano rispetto, curiosità e apprezzamento per le meraviglie naturali del mondo. Con la tecnologia e gli strumenti di progettazione a nostra disposizione, possiamo offrire l’esperienza che questi nuovi proprietari desiderano, senza che il funzionamento dello yacht risulti in contrasto con la loro sensibilità ambientale”.

Maggiore efficienza, minori emissioni

L’attenzione ecologica sembra infatti la parola chiave dello sviluppo dei progetti futuri, non solo dello studio con base a Londra e una sede francese a La Rochelle.  “I nuovi clienti – afferma Philippe Briand – vogliono ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente delle attività nautiche, scegliendo navi che offrano maggiore efficienza e minori emissioni. La più grande influenza che noi progettisti possiamo avere sulla sostenibilità di uno yacht, inizia dall’approccio all’architettura navale, con lo sviluppo di uno scafo efficiente, supportato da sistemi di propulsione tecnologicamente avanzati”.

Il designer ricorda che grazie alla Water Revolution Foundation – organizzazione no-profit internazionale e indipendente promossa dall’industria dei superyacht per neutralizzare il suo impatto sul mondo marino – il settore nautico sta facendo grandi progressi in questo campo. “Un suo nuovo strumento, lo Yacht Environmental Transparency Index (che sarà presentato questa primavera dalla Fondazione, ndr), ci consentirà infatti – spiega Briand – di individuare informazioni e di recepire indicazioni in modo più preciso su ciò che dà vita ad uno yacht ecologicamente responsabile”.

Explorer yacht, funzionalità e autonomia

Gli explorer yacht, chiamati a navigare nelle acque più remote rispetto a quelli lifestyle, richiedono una maggiore funzionalità, senza dimenticare la necessità di un’autonomia elevata. “Il nostro compito di progettisti navali – dichiara Briand – è quello di raggiungere e raffinare queste peculiarità”, partendo dalle conoscenze di idrodinamica e di ingegneria per arrivare anche ai requisiti di stivaggio, dato che lo yacht potrebbe portare a bordo attrezzature specialistiche di grandi dimensioni, come ad esempio sommergibili o veicoli anfibi.

Sono explorer l’Exuma di 45 metri e il Galileo G di 55 metri. Il primo, varato nel 2010, ha decisamente stravolto la concezione di questo tipo di imbarcazioni. “Tutto ciò che c’era prima – ricorda il designer – era più simile ad un peschereccio”, ovvero lunga autonomia ma dimensioni contenute che non si traducevano in un elevato grado di comfort.

Vitruvius Yachts Exuma

Disegni dell’explorer yacht Exuma di Vitruvius Yachts

La nostra soluzione – aggiunge Briand – incoraggiava il desiderio di navigare il più possibile. Dalla consegna infatti Exuma ha coperto oltre centomila miglia nautiche, pari a due volte la circumnavigazione del pianeta. E’ un risultato davvero eccezionale per uno yacht da diporto”. Un risultato ottenuto con una serie di innovazioni sia tecniche, come ad esempio la prua a piombo, sia spaziali, che garantiscono comfort e funzionalità riducendo drasticamente la stazza.

Expedition yacht, il campo della specializzazione

La differenza tra explorer e expedition yacht sta nell’obbiettivo che l’armatore si prefigge. Il secondo infatti è pensato e costruito con qualità e capacità ad hoc per una determinata impresa. Il che si traduce in strumentazioni, mezzi di supporto ed equipaggiamenti su misura. In questo caso, secondo Briand, “la destinazione è più importante della navigazione stessa”. Un approccio progettuale, che ruota attorno alla specializzazione dell’armatore, non diverso da quello messo in atto per una nave da ricerca scientifica, ma con un livello di comfort e di cura dei dettagli molto maggiore.

Esemplare il Vitruvius Yachts No. 8, dotato per volere del proprietario di un sommergibile per tre persone da oltre sei tonnellate (movimentato da una gru dal braccio articolato ancor più pesante), di una Toyota Land Cruiser e di due tender, di cui uno di otto metri di lunghezza.

Vitruvius Yachts 8 garage

Il garage dell’expedition yacht No 8 di Vitruvius Yachts

Il tutto senza perdere spazio nei suoi 55 metri di lunghezza, per una qualità superlusso di abitabilità degli interni, che includono una suite armatoriale, quattro cabine e alloggi per 15 marinai. “Una sfida senza precedenti”, conclude Philippe Briand, risolta introducendo un quarto ponte a prua, in modo da ampliare la superficie e riuscire ad ottenere il massimo sia come expedition yacht che come lifestyle.

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