Heron 56, la nuova frontiera delle barche a motore (VIDEO)

Abbiamo intervistato Roberto Bello, a.d. di Heron Yacht, e Massimo Picco, che ha lavorato alle sorprendenti linee del nuovissimo Heron 56

30 Settembre 2017 | di Gregorio Ferrari
L'intervista a Roberto Bello, amministratore delegato di Heron Yacht (a destra) e Massimo Picco(a destra), architetto che ha lavorato all'incredibile design di Heron 56
L'intervista a Roberto Bello, amministratore delegato di Heron Yacht (a destra) e Massimo Picco(a destra), architetto che ha lavorato all'incredibile design di Heron 56

Heron Yacht ha partecipato al Salone Nautico di Genova per la prima volta con un’imbarcazione, Heron 56, che stravolge i canoni consueti e propone una nuovissima concezione di barca, nata dallo studio di unità a vela e militari. Abbiamo intervistato Roberto Bello, amministratore delegato di Heron Yacht e l’architetto Massimo Picco, che ha lavorato alle sorprendenti linee diHeron 56, per sapere tutto su questo nuovissimo prototipo.

LN – Avete partecipato per la prima volta al Salone di Genova. Cosa rappresenta per voi questo evento?

RB – Un momento di incontro e confronto con tutti i partecipanti che fino ad oggi hanno frequentato il Salone. La presentazione della barca è stata importantissima per noi, perché ci ha permesso di mostrare la filosofia Heron e ci ha consentito di dialogare e confrontarci su alcuni aspetti di questa imbarcazione. Abbiamo ricevuto tantissimi consensi e complimenti per questa barca, che è molto innovativa dal punto di vista fluidodinamico, grazie alla carena che ha disegnato l’architetto Massimo Picco. Segnali di approvazione sono arrivati anche per le zone esterne, diverse da tutti gli open conosciuti fino ad oggi.

LN – A proposito del design, quali sono le caratteristiche che consentono a questa imbarcazione di sviluppare ben 32 nodi?

MP – 32 nodi con una motorizzazione contenuta e con una tenuta al mare che la premia. Heron 56 è nato da uno studio sulle barche a vela che porta ad un nuovo modo di andare in barca a motore. E’ un modo di godere della barca anche in navigazioni tranquille sottocosta, senza spingerla al massimo. “Passeggia” a 10/14 nodi sottocosta con consumi inferiori ad una barca a vela, un modo tutto nuovo quindi di vivere il mare a motore.

LN- Qual’è il bilancio del Salone che si è appena concluso?

RB – Per noi è stato molto fruttuoso, è stata un’edizione ancora migliore dell’anno scorso quando già c’erano stati forti segnali di crescita. Credo e vedo che la nautica può dare ancora molto a questo Paese ed è molta la gente che sta ritrovando la voglia di andare per mare. Noi dobbiamo essere in grado di  offrire sempre soluzioni migliorative per desideri sempre più esigenti.

LN – Tornando a parlare di Heron 56, nella versione definitiva cambierà qualcosa?

MP – Ovviamente lo scafo rimane quello ma ci sono diversi allestimenti di interni, anche per andare ad assecondare la clientela. C’è la versione Open, la versione T-top e per il futuro una Hard top o comunque chiusa. Stiamo lavorando su questa carena, sia in piccolo che in grande, per creare ulteriori unità.

LN – Verranno presentate prossimamente a qualche Salone? 

RB – E’ un obiettivo, sicuramente. Mi auguro che nel 2018 Heron possa stupire ancora con altre soluzioni e dimensioni. Heron 56 è una proposta che facciamo ad una clientela che vuole distinguersi, che desidera avere qualcosa di diverso. Spero che anche con le prossime unità riusciremo a soddisfare le necessità di chi va per mare

Appuntamento con Heron al Salone Nautico 2018 per tutte le novità!

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